Vorrei sottoporre a tutti alcune considerazioni non mie ,anche se da me condivise . Sono di un giornalista del gruppo Quotidiano.net,Mario Caligiuri , apparse sulla carta stampata.Tra il sogno di una ricostituzione e l’altra , dopo la solita saga degli ex , ed i ricordi dei reduci , se avete cinque minuti di tempo ,potreste leggere l’articolo anche voi. Per questo lo allego in calce . Alla faccia della Casta ( che non esiste ,lo sappiamo ) e di tutti i mentori di passate virtù o di future ricostituzioni .
Puccio Cartoni
“Il referendum? No, grazie
Meglio la disobbedienza
25 Luglio 2007
IL REFERENDUM è completamente inutile. Per disegnare il nostro futuro non è tanto un problema di regole elettorali. In un contesto in cui prevalgono i partiti personali, se cè chi decide che una velina o uno stretto congiunto deve sedere in Parlamento, ci entra con qualunque meccanismo: col maggior itario, col proporzionale, con le liste bloccate, con quelle sbloccate, e addirittura con il triplo salto carpiato con avvitamento a destra e con il triplo salto carpiato con avvitamento a sinistra. Ovvero in ogni caso. E un bel dire che si semplificano gli schieramenti: nella sostanza tutto è destinato a rimanere comè. Infatti, basta riflettere su quanto è accaduto dal primo referendum elettorale in poi, quello del 1991. Si passò da quattro preferenze ad una. Successivamente, furono previsti i collegi maggioritari e con il proporzionale predeterminato, rafforzando il potere di partiti che stavano sparendo dal territorio. Infine, con forze politiche praticamente esistenti solo sui media e affidate alle strategie di marketing, cè stata levoluzione della specie: proporzionale con le liste bloccate. Dobbiamo dire le cose come stanno: con qualunque legge, le liste saranno sempre loro a farle e quindi pochi intimi individueranno pochi intimi. E, ovviamente, con i criteri di sempre. Tutto questo provoca danni alla societ=! E0. Non ci possiamo poi meravigliare che la classe politica sia incapace di risolvere i problemi del Paese: e come sarebbe possibile visto come viene sapientemente selezionata? Quello che oggi con urgenza occorre fare è aprire in Italia un grande dibattito al di fuori della politica militante che coinvolga quelle categorie costrette a pensare al futuro e che rischiano di essere travolte dalle mancate scelte. Bisogna promuovere presto una vasta mobilitazione civile per contrastare con i fatti un sistema politico immobile che assorbe solo risorse. Bisogna presto organizzare delle forme di disobbedienza civile per dire chiaramente che non tolleriamo più di essere governati da una ristretta elite che si è impossessata dei meccanismi elettorali e pretende di rappresentare le istituzioni democratiche con i risultati penosi che sono sotto gli occhi di tutti. Ghandi con la marcia del sale del 1930 e il boicottaggio contro gli abiti occidentali fece crollare in India il dominio coloniale inglese. Occorre dunque aggregare i cittadini comuni su una chiave, un s imbolo, unidea per scardinare un sistema politico irriformabile.”
Pubblicato in “Politica, quanto ci costi”

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