
“Hamas e Israele porteranno avanti negoziati indiretti per un cessate il fuoco a Gaza nei prossimi due giorni”, ha affermato il primo ministro del Qatar Al Thani in una conferenza stampa congiunta con il primo ministro libanese Nawaf Salam. Al Thani ha dichiarato di “sperare che Israele non approfitti della situazione con l’Iran per attaccare Gaza”. Il ministero della Salute di Gaza, controllato da Hamas, riferisce che il bilancio delle vittime palestinesi nella Striscia dal 7 ottobre 2023 ha superato le 56 mila persone, precisamente 56.077, mentre i feriti sarebbero 131.848. Nelle ultime 24 ore risultano uccisi 79 palestinesi e 289 feriti. Questi bilanci non distinguono tra civili e combattenti e non ne è possibile una verifica indipendente. L’attuale distribuzione degli aiuti umanitari a Gaza, affidata a un organismo sostenuto da Israele e dagli Stati Uniti e che dà luogo a scene caotiche, è “un abominio”, ha denunciato martedì il responsabile dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa). “Il cosiddetto ‘meccanismo’ di aiuto recentemente creato è un abominio che umilia e degrada le persone disperate. È una trappola mortale, che costa più vite di quante ne salvi”, ha dichiarato Philippe Lazzarini durante una conferenza stampa a Berlino. Da quando la GHF ha iniziato le sue distribuzioni alla fine di maggio, 450 persone sono state uccise e circa 3.500 ferite mentre cercavano di raggiungere i punti di distribuzione degli aiuti a Gaza, secondo l’ultimo bilancio del ministero della Salute del governo del movimento islamista Hamas per la Striscia di Gaza. “I principi umanitari devono essere ripristinati. La comunità umanitaria, compresa l’Unrwa, (Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi in Medio Oriente) dispone delle competenze necessarie e deve essere autorizzata a svolgere il proprio lavoro”. A Gaza “la militarizzazione del cibo destinato ai civili, oltre a limitare o impedire il loro accesso ai servizi essenziali, costituisce un crimine di guerra e, in determinate circostanze, può costituire elementi di altri crimini ai sensi del diritto internazionale”, ha affermato l’Onu ieri a Ginevra. Da quando la Gaza Humanitarian Foundation ha iniziato a operare il 27 maggio, l’esercito israeliano ha bombardato e sparato contro i palestinesi che cercavano di raggiungere i punti di distribuzione, causando numerose vittime, afferma in una nota il portavoce dell’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Thameen Al-Kheetan. “Ognuna di queste uccisioni deve essere indagata tempestivamente e imparzialmente e i responsabili devono essere chiamati a risponderne”. “In questi giorni abbiamo vissuto momenti di tensione. Qui nel sud del Libano viviamo da sempre una fragile stabilità da diversi mesi. La missione ha continuato sempre a monitorare l’area di operazione, a supportare la popolazione, questo non si è mai fermato. Abbiamo mantenuto un livello di attenzione più elevato continuando a lavorare però come abbiamo sempre fatto anche durante i momenti di grave crisi e di conflitto”. Così il portavoce dell’Unifil, (Caschi Blu) Andrea Tenenti, spiegando che “per il momento non cambia la nostra attività quotidiana. Siamo sotto il mandato delle Nazioni Unite, abbiamo un mandato da svolgere”. Tre persone sono state uccise in un attacco israeliano nel sud del Libano. Lo ha annunciato il ministero della Salute libanese, secondo cui l’attacco e’ stato compiuto con un drone che ha colpito un veicolo nel distretto di Bint Jbeil. Le forze israeliane avrebbero aperto il fuoco contro centinaia di persone in attesa dei camion di soccorso nel centro di Gaza martedì mattina, uccidendo almeno 25 persone, secondo quanto riferito da testimoni palestinesi e dagli ospedali. L’esercito israeliano non ha rilasciato commenti immediati. L’ospedale Awda nel campo profughi urbano di Nuseirat, che ha accolto le vittime, ha detto che i palestinesi stavano aspettando i camion sulla Salah al-Din Road a sud di Wadi Gaza. Ha descritto una scena ”caotica e sanguinosa” mentre la gente cercava di fuggire. L’ospedale Awda ha dichiarato che altri 146 palestinesi sono rimasti feriti. Tra questi, 62 in condizioni critiche, che sono stati trasferiti in altri ospedali nel centro di Gaza. Nella città centrale di Deir al-Balah, l’ospedale Al-Aqsa Martyrs ha dichiarato di aver ricevuto i corpi di sei persone uccise nello stesso incidente. Non c’è parola sfruttata come la parola giustizia.
Giuseppe Basilico

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