Allora, pericolo scampato per adesso da Barack Hussein Obama, primo presidente “coloured” (e forse pure un po’ mussulmano) degli USA e con qualche probabilità, ultimo di quel ciclo di potere mondiale che ha visto appunto gli Stati Uniti, al centro dell’Universo. E d’altra parte il dollaro scalzò la sterlina proprio a cavallo delle due guerre mondiali e probabilmente da qui in avanti, verrà suonato il requiem per il biglietto verde. La sterlina aveva a sua volta soppiantato i franchi e i talleri (vado a naso) e così a ritroso è stato fin dai tempi dei sesterzi. Non c’è dubbio quindi che la nuova valuta di riferimento internazionale (quando sarà dato conoscerla) rappresenterà in automatico il chi comanda “ora”. Intanto le “divisioni” del Franco Svizzero si sono messe in movimento e questo mi auguro una volta per tutte, chiarisca alla classe politica (sto scherzando) italiana che la finanza mondiale è come la sfiga e ci vede benissimo.Questo era il notizione del giorno a 4 colonne.Tra i sottotitoli però si può leggere che il salvataggio del suo governo è costato ad Obama 100 miliardi di dollari in più d’interesse per il debito USA. Così sic et simpliciter, apprendiamo che lo strozzinaggio malavitoso nostrano è parente in linea diretta col fior fiore del capitalismo finanziario mondiale. E’ esattamente quello che sta accadendo da tempo anche nei nostri enti locali. Ai Sindaci più o meno consapevoli, vengono proposti “vantaggiosissimi” rifinanziamenti del debito pregresso, consentendo così ai loro Comuni per un paio d’anni (forse tre) di trovare per magia tra le pieghe dei bilanci, qualche centinaio di migliaia di euro in più da destinare all’erostratismo nazionale…Intanto il debito si allarga e si allunga. Tanto pagheranno i nostri figli e nipoti. Forse. Altro dato inconfutabile, è che l’aggravio di quei 100 mld. di $ in più all’anno, riguarderà i ceti più deboli sui quali pesa in realtà il debito pubblico. Negli USA come in tutto il mondo.Da noi ad esempio, lo stiamo pagando almeno da una quindicina d’anni con l’immobilità dei salari, con il deprecabilissimo utilizzo del precariato per tenere allineato il costo del lavoro, con la smobilitazione del welfare e dello Stato Sociale (se non il concetto stesso di Nazione) costruiti con tanta fatica e tanto sangue, e con il continuo aumento dell’età pensionabile. Un ritorno insomma alla società pre-industriale.C’è qualche statista serio nella c.d. sinistra, che ha chiare queste cose e che capisce che berlusconi è soltanto il garante italiano di una multinazionale che ha sede globale?Incentrare una politica efficace soltanto contro il berlusconismo è purtroppo soltanto infantilismo politico, sempre che, non ci sia dietro qualcuno che muova i fili delle marionette del nostro teatrino. Anche quelle dell’opposizione.
Alessandro Silvestri

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