La politica ha due regole non scritte ma valide nel tempo. La prima è che le novità nascono improvvisamente e spesso all’inizio non sono percepite nemmeno come tali o quanto meno non ne viene percepita subito la portata, la seconda è che quello che appare è. A Firenze, nel campo del centro sinistra e complici le elezioni comunali, sta avvenendo proprio questo. A fare da cartina di tornasole il piccolo Obama nostrano, Matteo Renzi. L’ormai ex presidente delal Provincia si è presentato sulla scena politica con l’effetto di un ciclone, ha infranto alcuni luoghi comuni del politicamente corretto, ha portato avanti idee nuove, ha mostrato di volersi affrancare da un vetero sinistrismo che, negli anni, ha fatto più danni della grandine. Tanto è bastato per scompaginare le acque della stagno politico nostrano. Per ora le onde si fermano sulle rive dell’Arno ma se le elezioni andranno come tutto lascia prevedere che vadano, non mancheranno di far sentire i loro effetti sul piano nazionale. Non sembri un paradosso ma dopo la scesa in campo di Renzi , linguaggio nuovo, modo di fare moderno, il PD non potrà essere più lo stesso. Se Renzi ha successo, andrà rapidamente in soffitta il vice-disastro Franceschini e tutto il ciarpame dei vecchi, di testa se non di età, ex democristiani ed ex comunisti, in caso contrario tornerà in auge il modello Prodi e la vecchia Unione tornerà a nuova vita. Molti fra gli ex ds lo hanno percepito e appoggiano il nuovo corso, ma cosa più importante lo hanno percepito molti elettori non solo di centro sinistra. Le scorse elezioni amministrative Leonardo Domenici prese al primo turno 109.043 voti pari al 49,15 per cento. Dal 2004 è passata molta acqua sotto i ponti. Oggi qualunque esponente “classico” dei Ds o della Margherita si collocherebbe a una distanza siderale da quel risultato (dice niente la vicenda di Roma dove Alemanno ha recuperato 80.000 voti su Rutelli?), più Renzi si avvicinerà più sarà forte lo tsunami che investirà il PD. Il vecchio potrebbe tornare a galla solo nel caso di una sconfitta elettorale. Ma allo stato delle cose, e viste le prime mosse del competitore di centro destra, Giovanni Galli, ottima persona ma politicamente, almeno per ora, assai poco incisivo, l’ipotesi è puramente di scuola.
IL LABORATORIO POLITICO FIORENTINO. NASCE IL NUOVO PD, DOPO RENZI IL PARTITO NON SARA’ PIU’ LA SOMMA DI EX DEMOCRISTIANI ED EX DIESSINI
Se Renzi ha successo, andrà rapidamente in soffitta il vice-disastro Franceschini e tutto il ciarpame dei vecchi, di testa se non di età, ex democristiani ed ex comunisti, in caso contrario tornerà in auge il modello Prodi e la vecchia Unione tornerà a nuova vita. Di Giancarlo Magni

Le bocce nel PD e nel c-sx non sono per niente ferme e non lo saranno, qualsiasi risultato uscirà da Firenze.
Se riparte D’Alema (ammesso che sia tranquillo sotto l’aspetto giudiziario) moltissimi diessini saranno più che contenti di seguirlo dentro o fuori del PD…
Non voluto alle primarie dal suo partito…..già,Renzi con le sue espresse intenzioni di rinnovamento e di ricorso al buon senso ed alla buona amministrazione si dimostra “pericoloso” proprio per la vecchia base dei fedelissimi e riconoscenti.Ed il suo successo o meno dipenderà quindi dalla “resistenza” dello “zoccolo duro” del suo partito ….e dal coraggio o paura dei disaffezionati alla politica “di partito”, sinora disposti più a contrastare,magari, che a sostenere.
Leggo toni fiduciosi (in chiave renziana di lettura..) in questo articolo… ma credo che la battaglia sarà dura.. Galli politicamente acerbo.. vero.. ma sfrutta un Renzi non voluto dalla base (che non l’ha votato alle primarie… strano ma vero..).