Questo non e’ il titolo di un film scollacciato della commedia sexy all’italiana di 30 anni fa, ma la realta’ di oggi.
Una volta quando si entrava nelle sezioni il volto umano del partito socialista era rappresentato dai severi ritratti di Turati e Matteotti.
Oggi quel volto umano e’ rappresentato dal culo della candidata pornosocialista come appare nei manifesti elettorali che tappezzano Roma con lo slogan BASTA CON QUESTE FACCE DA CULO ed il simbolo del partito socialista in primo piano.
Capolista e candidato sindaco e’ il leader storico del movimento gay.
Ovviamente di per se’ il fatto di essere gay non fa alcuna differenza nell’attivita’ politica o professionale di un individuo, perche’ in privato ognuno e’ libero di fare tutto cio’ che e’ lecito. Il sindaco di Parigi e’ gay come pure uno dei tre candidati alle prossime elezioni del primo cittadino di Londra. Anzi un personaggio politico gay di successo che riesce a vincere pregiudizi e malignita’ di solito e’ piu’ competente e carismatico di uno “normale”.
Il problema del Partito Socialista e’ il sospetto che a Roma, per avere un po’ piu’ di visibilita’ si sia ricorsi a candidati di sicuro effetto mediatico e/o di mero calcolo elettoralistico (si dice che i gay sono tra il 5 ed il 10% della popolazione).
La visibilita’ in campagna elettorale va bene se accompagnata da un minimo di dignita’, altrimenti diventa ridicolaggine.
C. Azzimari

Cattivo!
Beato chi ha dei dubbi! Anche io non sopporto chi ha solo certezze ! Non mi ispira nè simpatia nè fiducia. Avere dei dubbi può sicuramente rendere più accorto , e circospetto . Ma quando si proclamano dei dubbi e poi si prosegue diritti come se nulla fosse……mi fa venir qualche dubbio di equilibrio mentale!
Beh! Va detto che Roma è la capitale del CINEMA (in tutti i sensi) di cui Veltroni è un ottimo conoscitore.
Quindi rispetto ai diversi nomi di TERRORISTI ed “AFFILIATI”, il nome di persone con “gusti” sessuali o professioni diversi, non può certamente far scandalo la presenza di Grillini o D’Abbraccio.
Se poi mi si chiede se questa è politica, affermo con tutta tranquillità che ho i miei dubbi.
Però i TEMPI NUOVI (l’associaciazione alla rivista è voluta) basano molto di più la presenza sulla “rappresentatività” piuttosto che sulla CAPACITA’. Tanto devono contare solo i “soliti”.
Non ditemi che è non ridicolo dividere, secondo Legge, per quote (mettendo naturalmente quelli che contano in testa), le liste elettorali, inserendi % idraulici; % falegnami; % donne; % etero; % omo; % trans;
% “muratori” – quelli delle logge – pardon, delle caste, che si trascinano fin dalla notte dei tempi secondo la buona regola di Tommasi di Lampedusa