• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il ceto medio è di destra o sinistra?

di Beppe Facchetti | 25 Ottobre 2015

Domanda strettamente legata alla legge di stabilità, oggettivamente ispirata alle attese proprio del ceto medio: casa, libertà di contante, ammortamenti agevolati, agricoltura.

Parafrasando il dubbio retorico di Matteo Renzi sulle tasse di destra e di sinistra, ci piacerebbe porgli una domanda più difficile: il ceto medio è di destra o di sinistra?

Domanda strettamente legata alla legge di stabilità, oggettivamente ispirata alle attese proprio del ceto medio: casa, libertà di contante, ammortamenti agevolati, agricoltura. Fine, in generale, dell’austerità montiana, che graffiava i possidenti fino ad infrangere il tabù della patrimoniale, e ottimismo sullo sviluppo della piccola impresa.

Il vero imbarazzo del centrodestra, che il ceto medio vorrebbe ancora rappresentarlo, sta dunque più qui che sulla questione simbolo della prima casa, cavallo di battaglia disarcionato, che gli lascia spazio solo sulla difesa della seconda (2 miliardi che ballano?).

Ma le cose sono in realtà ancor più complicate, perché bisognerebbe chiedersi innanzitutto cosa è, oggi, il ceto medio. Secondo l’OCSE, a livello mondiale, nel 2030 ne faranno parte 5 miliardi di persone e anche in Italia è già cresciuto a tal punto che forse non c’è più, come le mezze stagioni. Si è allargato lasciando fuori solo la crescente povertà grave, vecchia e nuova, e la ricchezza (1%), quella dei castelli e delle ville, che infatti, contrordine, l’IMU poi la pagheranno.

E allora il ceto medio assomiglia molto al potenziale “partito della nazione”, che è l’araba fenice dell’attuale stagione politica: che vi sia ciascun lo dice, ma dove sia lo sa solo il Presidente del Consiglio, che lo cura più di quanto non curi lo stesso PD nel suo essere a fatica opportunisticamente (il copyright è di Galli della Loggia) renziano al centro e largamente non renziano in periferia. Per questi motivi generali, la manovra spiazza politicamente le antitesi principali del segretario PD: la sua minoranza e la sua forse ex opposizione del centrodestra. Poi, per non sbagliarsi, dà un colpettino polemico anche all’Europa, giusto per assorbire l’opportunismo antieuropeo di Salvini. Resta Grillo, che i sondaggi continuano a premiare, ma si sa, lui parla solo di scontrini, come Marino.

Per mettere un po’ di ordine, forse bisognerebbe soffermarsi sui veri punti critici della legge di stabilità, che a ben guardare sono intimamente coerenti.

La manovra è infatti in deficit, sfrutta i decimali rovesciando sul debito oltre 14miliardi, e cerca quindi di far dimenticare i vincoli del fiscal compact, che a nessuno piace ricordare, neppure al neoleghista Tremonti che lo firmò.

Dimenticanze e omissioni sono del resto tipiche delle leggi finanziarie. I numeri messi lì a primavera per la spending review si sono rimpiccioliti (da 10 a 5,8 miliardi), di privatizzazioni si parla poco o nulla. E si parla poco anche di cose più concrete ma lasciate, quasi per scaramanzia, in ombra. Ad esempio, le cifre della crescita sottostimate (di solito si faceva il contrario) e che infatti se sono sotto l’1% dipendono solo dai ben noti fattori esogeni (dollaro, Draghi, petrolio, Expo). Se saranno sopra verranno enfatizzate. Altra incognita che potrebbe essere più benefica del preventivo: i proventi della legge Sanga, dal nome del suo relatore, sul rientro dei capitali. Infine ancora gli ulteriori allentamenti che ci si aspetta dall’Europa, come il bonus gestione dell’immigrazione (ma il PPE di Merkel, Junker e… Berlusconi è contrario).

Questa finanziaria per il ceto medio è insomma anch’essa una via di mezzo, perché non si può accontentare tutti. Ad esempio, il tradizionale elettorato della ditta di centrosinistra – impiego pubblico e pensionati – non ricava un granchè. Pochi spiccioli per il contratto dei primi e niente 80 euro per i secondi.

Per rispondere alla domanda da cui siamo partiti, bisogna allora riconoscere che il ceto medio si è segmentato ed è diventato più di sinistra per condizione sociale, spostando i sottogruppi di cui è composto sopra e sotto la linea del benessere. Una volta, ceto medio significava star abbastanza bene ma non troppo, oggi significa star abbastanza male ma non troppo. In questo senso, le politiche tradizionalmente di destra possono essere esportabili a sinistra. Tutto cambia, e il cinico Renzi sembra talvolta l’unico a saperlo.

Pubblicato in : EditorialeTag: agricoltura, battaglia, berlusconi, capitali, centrosinistra, draghi, euro, finanziaria, galli della loggia, italia, manovra, matteo renzi, merkel, opposizione, patrimoniale, pd, pensionati, persone, presidente del consiglio, privatizzazioni, renzi, sviluppo, tasse, tremonti

Info Beppe Facchetti

Beppe Facchetti è stato deputato al Parlamento e responsabile economico del PLI. E’ attualmente vicepresidente di Confindustria Intellect, che federa le associazioni della comunicazione e della consulenza.

Ha sempre lavorato, in aziende, associazioni e istituzioni, nell’ambito della comunicazione d’impresa, materia che ha insegnato all’Università di Perugia e attualmente di Milano. Editorialista di politica economica per “L’Eco di Bergamo”, ha ricevuto nel 2015 la medaglia dell’Ordine per 50 anni di attività pubblicistica. Già membro della Giunta esecutiva dell’ENI, vicepresidente di Sacis Rai, ASM Brescia. Consigliere comunale, provinciale di Bergamo, candidato alla presidenza della Provincia per il centrosinistra.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Luigi Mainolfi

    29 Ottobre 2017 alle 10:04

    Alcuni economisti, di quelli che si sono incontrati a Davos 2017, sostengono che le future generazioni saranno costituite solo da braccianti, precari a disposizioni dei grandi poteri. Per i poteri forti, che non vanno per il sottile, la classe media è pericolosa. Sono comodi i poveri, che al limite della sopravvivenza accetteranno la CARITA’. La politica del PD è apripista: 80 euro, regalia agli studenti ,ecc.
    Dobbiamo ribellarci,ora. Domani sarà tardi.

    Rispondi
    • Luca Bagatin

      29 Ottobre 2017 alle 20:00

      Sono d accordo con questa sua riflessione Luigi.
      Direi anzi che le attuali generazioni sono già precarie (economicamente, lavorativamente, affettivamente, culturalmente…).
      Un piano ben progettato dalle élites, in nome di una falsissima idea di democrazia e libertà.

      Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti