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Il Capacity Payment e la legge della giungla

di Carlo Stagnaro | 1 Dicembre 2013

Non importa che tu sia un leone o una gazzella: ogni volta che ti alzi e accendi la luce, verrai tassato a strafottere.

renewable-energy-futureQual è la somma vettoriale di un colpo al cerchio e uno alla botte? Una martellata sulla testa dei consumatori. Si può esprimere così la risultante degli immancabili “emendamenti notturni alla legge di stabilità” che intervengono sulla composizione della tariffa elettrica.

Quattro brevi premesse. Primo: in Italia la bolletta elettrica costa troppo, soprattutto per le piccole e medie imprese. Secondo: la principale ragione per cui la luce costa troppo va cercata negli oneri fiscali e parafiscali, di cui i sussidi alle fonti rinnovabili sono di gran lunga la componente prevalente. Terzo: oltre a questi costi espliciti, le rinnovabili determinano una serie di costi impliciti, legati alla scarsa prevedibilità del loro profilo di produzione e dunque agli sbilanciamenti che determinano sul sistema. Quarto: le rinnovabili, godendo di una remunerazione regolata (e garantita dalla tariffa, pertanto sottratta al rischio-prezzo) e di priorità di dispacciamento (dunque senza correre alcun rischio-volume), in un contesto di continuo calo della domanda elettrica, determina un drammatico tasso di sotto-utilizzazione delle centrali termiche convenzionali.

Da queste quattro premesse derivano tre spinte lobbistiche. I grandi consumatori vogliono sconti tariffari (e li ottengono). I produttori rinnovabili, finita la pacchia, vogliono proteggere quanto meno gli attuali livelli degli incentivi, entrando peraltro in contraddizione con le proprie tesi sulla fantomatica “grid parity” che sarebbe ormai dietro l’angolo, anzi no già raggiunta, anzi no non ci siamo ancora. I produttori convenzionali chiedono a gran voce la creazione di un generoso meccanismo di “capacity payment“, ossia di remunerazione della capacità non utilizzata, allo scopo di garantire la redditività degli impianti pur agli attuali tassi di utilizzo.

Le tre spinte lobbistiche si sono combinate e hanno prodotto una serie di emendamenti alle legge di stabilità da cui derivano i seguenti effetti:

Ai commi 99 e 100 invece vengono confermati il capacity payment transitorio e il conto energia per la P.A. nei testi già approvati in commissione. Nel primo caso, l’integrazione del corrispettivo da parte dell’Autorità per l’Energia, deve avvenire senza nuovi o maggiori oneri per prezzi e tariffe dell’energia elettrica, anche disponendo un’adeguata partecipazione delle diverse fonti ai costi per il mantenimento della sicurezza del sistema elettrico”. Nel secondo caso, si tratta di una proroga di un anno per gli impianti già iscritti ai registri del Gse realizzati su edifici pubblici o terreni della P.A. in zone colpite da calamità.

(Non c’entra, ma per non farci mancare nulla, sono anche stati introdotti i consueti aumenti alle accise sui carburanti, a decorrere dal 1 gennaio 2017. Chi scommette una pizza contro di me che, entro al massimo il mese di agosto 2014, tale scadenza verrà anticipata a una data non posteriore al 1 settembre dell’anno prossimo?).

Traduco per i non addetti ai lavori:

  • I consumatori energivori (ma non la gran massa dei consumatori) ha ottenuto una serie di sconti tariffari;
  • I produttori convenzionali hanno ottenuto i sussidi del capacity payment;
  • I produttori rinnovabili sono stati chiamati a contribuire ai costi di sistema che producono, il che è bene, ma questo contributo, anziché andare a “risarcire” coloro che sopportano il costo degli sbilanciamenti (i consumatori) servirà a sostenere i conti dell’industria elettrica convenzionale, afflitta da volumi e margini calanti;
  • Quest’ultimo provvedimento non vale per gli investimenti della PA nelle zone terremotate.

La conseguenza netta di tutto ciò è che:

  • I consumatori vengono (di fatto) tassati per sussidiare gli industriali energivori o presunti tali;
  • I consumatori vengono tassati per sussidiare i produttori rinnovabili;
  • I consumatori vengono tassati per sussidiare i produttori non rinnovabili;
  • I consumatori vengono tassati per sussidiare il settore pubblico.

Oltre a questo, c’è un’osservazione rilevante che prima o poi qualcuno dovrà porsi: la legge di stabilità è, fondamentalmente, una legge di bilancio. Gli emendamenti citati non hanno alcun effetto – zero, nada, niet – sul bilancio pubblico, con l’unica eccezione del trattamento di favore per gli impianti rinnoabili su edifici pubblici. E allora, qualcuno mi spiega perché cazzo bisogna introdurre interventi strutturali su un settore delicato nell’ambito di una norma di un solo articolo e 519 commi che si occupa di tutt’altro, e lo fa già in modo abbastanza generico, confuso e disorganico?

Morale della favola. Come ben sapete, ogni mattina una gazzella si sveglia e sa che dovrà correre, altrimenti il leone la mangerà. Ogni mattina un leone si sveglia e sa che dovrà correre, altrimenti la gazzella gli scapperà. Non importa che tu sia un leone o una gazzella: ogni volta che ti alzi e accendi la luce, verrai tassato a strafottere.

Pubblicato in : Primo piano

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