E’ intollerabile l’atteggiamento istigativo alla lotta armata usando un linguaggio disgustoso e accusatorio verso Berlusconi, da parte dei famelici del potere, che mai conquisteranno democraticamente con il voto popolare.
Bersani, Di Pietro, i Giudici di sinistra, il Popolo Viola e addirittura i cardinali della CEI, tutti sono impazziti perché non riescono a distruggere Berlusconi. Che cosa spinge i cardinali e la magistratura a occuparsi così attivamente dei fatti che riguardano l’Esecutivo di Governo, quando hanno tanti problemi in casa loro che devono risolvere. Avrebbero dovuto, tutti, solidarizzare con i cittadini, senza colpa alcuna, privati del diritto di voto e invece hanno festeggiato pregustando la vittoria a tavolino nelle due Regioni Lombardia e Lazio.
Il livore degli stalinisti, che formano l’opposizione, non ha più limiti.
Il più instabile nelle decisioni da prendere per vincere la partita è Bersani con il suo comportamento da cinese della “Città proibita”.
Di Pietro, nelle vesti di Robespierre, attacca a testa bassa, come il toro nell’arena contro il torero, tutti gli avversari politici e no. E’ il giustiziere di giorno e di notte, per un proprio DNA. Di giorno attacca anche il Capo dello Stato, come ai tempi di Mani Pulite, di notte il PD, in particolar modo perché a lui piace il Popolo Viola, Beppe Grillo, i Girotondini, Santoro, Marco Travaglio e un poco De Magistris, “El Cid“ dei nostri tempi. Di Pietro si complimenta con quel Prelato che evidenzia la pagliuzza che dice di vedere nell’occhio di Berlusconi, ma che non si accorge della grossa trave che si trascina nei propri occhi. Poiché il Vaticano tenta con tanta ipocrisia di invadere lo Stato italiano è arrivato il momento di annullare il Concordato.
Il Popolo Viola, fatto di moderni sessantottini, vuole il via libera per il Parlamento perché dice di rappresentare la “NUOVA VERA SOCIETA’ CIVILE”.
La partita più impegnativa da risolvere è quella con la Magistratura, poiche la stessa, pretende di essere il vero e unico potere in Italia e, quindi, fare le leggi e applicarle quando ritiene che vadano rispettate. Il fatto curioso è che non ammette di essere un Ordine dello Stato con funzioni delicatissime stabilite dal Parlamento senza possibilità di essere modificate o interpretate occasionalmente in conformità a umore umano o altro. Poiché molti magistrati non osservano tali regole, è più che urgente e necessario fissare i compiti di sorveglianza del CSM e ristabilire la responsabilità civile dei giudici.
Bisognerà ricordare ai giudici che non possono iscriversi a nessun partito politico, perché devono solo garantire il rispetto della legge fino a quando sono in servizio attivo. Un giudice dimissionato dalla magistratura non potrà, prima che siano trascorsi tre anni dalla data delle dimissioni, candidarsi in un partito che ricada nella giurisdizione della Corte d’Appello presso la quale ha prestato servizio.
La chiamata alle armi di sabato 13 marzo 2010 potrebbe essere stato l’inizio di una guerra civile tra italiani per la mania pazzoide di qualche bifolco presuntuoso capitano delle Bande Nere.
Domenico Civitano

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