
Dopo 4 anni di mie pubblicazioni storiche e quasi 90 presentazioni in Italia e 3 in America ho tratto alcune conclusioni. L’impenetrabilità di molte case editrici italiane arroccate su posizioni di difesa per le “narrazioni” favolistiche che nell’ultimo trentennio hanno preso il posto della “Storia” quella che si scrive solo su basi documentali come mi hanno insegnato i professori De Felice, De Rosa e Malgeri.
La prima conclusione: gli ostacoli, i silenzi o peggio ancora l’indifferenza sono venuti da quasi tutti gli appartenenti all’antica casa madre socialista, per intenderci quelli uccisi dalle procure e che in buon numero hanno contratto il virus della “sindrome di Stoccolma”. Gli unici, invece, che si sono sempre impegnati e al massimo per riscrivere la Storia sono stati Giulio Di Donato e Felice Iossa a Napoli con partecipazioni molto numerose ma, soprattutto, qualificate oltre ai media mobilitati. A loro due si sono uniti pochi altri socialisti in provincia di Roma tutti gli altri si sono girati dall’altra parte. La seconda conclusione: i maggiori divulgatori sono venuti, invece, dall’area cattolica: Stefano Andreotti, Paolo Cirino Pomicino e la Cisl col segretario confederale Andrea Cuccello che mi ha organizzato una presentazione con l’intero esecutivo Cisl dell’Emilia-Romagna sul saggio inerente al sindacato italiano dal 1940 in poi. La terza: riguarda gli amici americani con la fondazione dei docenti italo americani (AIAE) con la Presidente Josephine Maietta, il Centro studi Americani di Roma e l’amico Stefano Vaccara già direttore de “La Voce di New York”. Quarta conclusione: una lunga lista di associazioni culturali.
Eppure nei miei 3 ultimi libri ho dimostrato, documenti alla mano, che Craxi ed Andreotti furono eliminati, in modo diverso, dagli USA sovvertendo la “narrazione” ormai incardinata di “ladro”, uno, e “mafioso” l’altro; oltre ai nomi e cognomi di agenti CIA che manovrarono con la Procura di Milano (confessione fatta in un’intervista a Maurizio Molinari, allora corrispondente della Stampa all’ex ambasciatore USA a Roma: Reginald Bartholomew); il tentativo identico di eliminare, insieme a Craxi ed Andreotti, Khol, Mitterand e Gonzales non andò a buon fine per la forte opposizione dei poteri interni a questi 3 Grandi Paesi. Per non parlare dei finanziamenti documentati alla Cisl per la costruzione di un sindacato anticomunista ed in chiave occidentale e riformista e alla Cgil a cui provvedeva la casa madre mentre, per responsabilità di Nenni che faceva il rivoluzionario nelle piazze, nessun dollaro alla Uil che il povero Viglianesi dovette mettere in piedi senza una lira. Per non parlare della “strana” uccisione di Bruno Buozzi che controllava la Cgil, ancora unitaria, nei primi anni ’40 e la presa, da parte del Pci, della Lega delle cooperative fino al 1947 completamente nelle mani socialiste con presidente Emilio Canevari. Alla fine, ho potuto dimostrare, documenti alla mano, il rapporto stretto imposto da Stalin al nascente Pci di Togliatti con l’MI6 britannico che gli affiancò Ralph Merryl (alias Renato Mieli padre di Paolo). Successivamente i comunisti iniziarono a stabilire rapporti con gli USA, rapporto rafforzato e strutturato da Berlinguer prevalentementeattraverso Luciano Barca e Tonino Tatò. Rapporto mantenuto fino agli anni ’90 allorchè gli cedettero il potere avendogli sgombrato il campo con l’eliminazione di Craxi e il Psi e la Dc con Andreotti. Non voglio esagerare ma, documenti alla mano, ho contribuito a riscrivere molte pagine di Storia, consentitemi questo eccesso di immodestia. A seguire quest’onda furono le quarte linee dei socialisti che si accasarono una parte di qua e un’altra di là del campo, la qual cosa avvenne anche nella “sacra famiglia”.
Considerazione finale, ma avrei tanto altro da aggiungere, ho compreso che l’estinzione del Psi è stata dovuta all’azione combinata con un altro virus la CODARDIA.
Raffaele Romano

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