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Israele, l’Iran e il rogo della nostra ipocrisia

E allora diciamola, finalmente, questa verità che vi prude in gola e che fate finta di non masticare per non guastarvi il sonno, o il pranzo, o la vostra comoda ipocrisia. Diciamola con la durezza che la storia esige e che voi, intellettuali col fardello del politicamente corretto e la spina dorsale flaccida, evitate come la peste. Israel Katz lo ha detto. Ha detto che l’Iran brucerà se oserà toccare Israele. E apriti cielo. Subito è scattato il coro delle anime belle, il sussulto dei burocrati di Bruxelles, il piagnisteo delle cancellerie occidentali che scambiano la viltà per diplomazia.

di Giuseppe Basilico | 22 Ottobre 2026
Israel Kats parla all’assemblea generale dell’Onu

E allora diciamola, finalmente, questa verità che vi prude in gola e che fate finta di non masticare per non guastarvi il sonno, o il pranzo, o la vostra comoda ipocrisia. Diciamola con la durezza che la storia esige e che voi, intellettuali col fardello del politicamente corretto e la spina dorsale flaccida, evitate come la peste. Israel Katz lo ha detto. Ha detto che l’Iran brucerà se oserà toccare Israele. E apriti cielo. Subito è scattato il coro delle anime belle, il sussulto dei burocrati di Bruxelles, il piagnisteo delle cancellerie occidentali che scambiano la viltà per diplomazia.

Ma quale diplomazia? Quale compromesso si può mai barattare con chi ha fatto del vostro annientamento il proprio dogma di fede?

Qui non si parla di un banale contenzioso di frontiera, di una scommessa geopolitica da consumare nei salotti felpati dell’ONU, quel gran baraccone inutile dove i carnefici siedono accanto alle vittime con la stessa impunità. Questa è una guerra esistenziale. Capite il peso della parola? Esistenziale. Significa che o sopravvivi tu, o sopravvivono loro. Non c’è una terza via, non c’è una via di mezzo per chi si trova sotto il tiro di una teocrazia fanatica, accecata da un millenarismo medievale che invoca la morte come un dovere sacro e la distruzione dell’altro come un trionfo divino.

E mentre Teheran arma i suoi sgherri, arricchisce l’uranio e pianifica l’apocalisse, l’Occidente che fa? L’Occidente guarda. L’Occidente trema. L’Occidente si volta dall’altra parte, affetto da una miopia cronica, da una cataratta morale che gli impedisce di vedere il mostro anche quando ce l’ha davanti agli occhi, pronto a sbranarlo. Siete diventati ciechi, sordi, smidollati. Pensate davvero che i fanatici si fermino davanti ai vostri sorrisi d’ordinanza, ai vostri trattati di pace che valgono meno della carta su cui sono scritti? No. I fanatici arretrano soltanto davanti alla certezza della ritorsione. Capiscono una sola lingua: quella della forza, della ferma, implacabile certezza che se colpiscono, verranno rasi al suolo.

Israele non ha il lusso della vostra cecità. Non può permettersi il vostro sonno della ragione. Lì, su quel fazzoletto di terra strappato al deserto e circondato dall’odio, la sopravvivenza non ammette sconti. La minaccia della ritorsione non è una provocazione bellicista, come amate ripetere nei vostri talk-show progressisti: è l’estremo, disperato atto di legittima difesa di chi sa che l’alternativa è il rogo. Se l’Iran brucerà, sarà solo l’effetto della sua stessa fiammata di odio. E se Israele è costretto a impugnare il ferro per non farsi scannare, lo fa anche per voi, che continuate a dormire mentre la vostra stessa libertà va all’asta.

Giuseppe Basilico 

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Giuseppe Basilico

Giuseppe Basilico è un giornalista pubblicista collaboratore del giornale “Avanti Online”. ” Ho 49 anni vivo a Roccagorga in provincia di Latina. Ho la maturità Istituto d’Arte. Non sono un giornalista (posso definirmi un semplice pubblicista come tanti). La passione inizia attraverso i libri di Oriana Fallaci in tarda età a 45 anni. La mia formazione nasce sulla base di discussioni con la mia docente di giornalismo sulla politica Estera (proprio dalla Fallaci), se non avessi avuto i suoi libri come punto di riferimento non avrei concluso assolutamente nulla. Non avendo disponibilità economiche di frequentare corsi – uscivo da un lungo lutto di mia madre – chiesi a Bobo Craxi di domandare alla testata “Avanti! online” se ci fosse spazio per ospitarmi. Da lì iniziò questa bellissima avventura fatta di interviste e pezzi sul Medio Oriente – Ucraina e che continua con la testata PensaLibero.it. Nel 2016 incontro Cirino Pomicino a Roma in una intervista che verte sulla politica di ieri e di oggi. Credo che sia stato un segnale per annunciarmi alle testate attuali che mi ospitano”.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Ettore Coen

    22 Ottobre 2026 alle 19:21

    Un plauso a chi, senza tanti giri di parole, ha avuto il coraggio e la lucidità di dire come stanno le cose. Grazie.

    Rispondi

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