I pensieri di oggi vengono da una triste occasione , l’ultimo saluto ad una coraggiosa militante e combattente socialista di Milano , Rina Gibelli . La conoscevano tutti come “Nonna Rina” , le ragazze ed i ragazzi di Quarto Oggiaro , lei che nonna tecnicamente non lo era per la pervicace resistenza della figlia Tiziana a renderla tale; ed erano lì , in tanti , ex ragazze della Scuola di ballo di zona, delle associazioni cui Rina ha dato vita per decenni , instancabile, in uno di quei quartieri della periferia milanese che i giornali definiscono “a rischio” , dove arrivò immigrata dal Friuli per diventare milanese doc come i suoi vicini siciliani , calabresi , pugliesi.
La banda del quartiere , con le lacrime agli occhi , diffonde le note dell’Internazionale , di Bella Ciao inframezzate alla musica di Mozart , aumentando la commozione generale ed i rimpianti di tutti .
La vita fatta di impegno sociale e politico , la commistione fra famiglia, amici e partito , il rapporto profondo con la comunità , le discussioni sempre al limite del litigio che non portano alla rottura perché i valori condivisi di fondo sono più forti di tutto : è il socialismo dei nostri padri e delle nostre madri , quello che abbiamo conosciuto e respirato da piccoli e con il quale non abbiamo potuto fare a meno di confrontarci , che non abbiamo potuto ignorare , anche se tante volte abbiamo scelto strade diverse.
Sarà un caso che il degrado delle periferie negli ultimi dieci anni è aumentato invece che diminuire ? Non dipenderà anche dal fatto che i partiti di “plastica” , i partiti senza passato e con un futuro che arriva alla prossima scadenza elettorale , non sanno più nemmeno dove siano e che faccia abbiano gli elettori di Quarto Oggiaro , anonimi consumatori di prodotti politici e di altro consumo conosciuti via tv ? Sarà un caso che nessuno proveniente dalle periferie abbia trovato posto nelle liste dei nominandi (non eligendi, la lista bloccata non permette scelte) deputati e senatori ? Non dipenderà anche dal fatto che senza i soldi per la pubblicità elettorale e senza il supporto di una struttura di militanti e di partito, le possibilità che sistema degli attuali partiti dà a chi volesse fare politica partendo da Quarto Oggiaro e non dall’anticamera di qualche ufficio di supporto di una delle famiglie ricche di Milano , sono ormai pari a zero ?
Guardo i volti dei presenti , scopro con un velo di ulteriore malinconia che non sono più , da un pezzo , il più giovane fra quelli che sono venuti a salutare “mamma Gibelli” , come la chiamavamo noi amici della figlia . Che immagine avranno quelli della generazione dei nostri figli di noi , che cerchiamo faticosamente il modo di difendere la democrazia che ci è stata consegnata e che ci sta sfuggendo fra le dita ?
Pochi anni fa mio figlio , tornando da scuola , mi chiese : “ Papà , ma i socialisti erano ladri ? “ , con evidente riferimento alle vicende di Tangentopoli . Gli risposi proprio parlandogli di Quarto Oggiaro , dove Mario Chiesa aveva la sua base clientelare , che però non era mai riuscito a “conquistare” integralmente , perché la battagliera Rina con tanti altri compagni si rifiutò sempre di piegare la testa , riuscendo perfino negli anni del massimo potere del figuro ad eleggere proprio in quel collegio Tiziana in consiglio provinciale di Milano , infliggendo al boss del Trivulzio una dura sconfitta politica e personale .
Nella storia del socialismo italiano ci sono più ballerine della Scuola di Rina che nani della banda bassotti di Mario Chiesa . Chi pensa che la strada giusta sia ancora quella ha il dovere di esserne degno .
Franco D’Alfonso

Lascia un commento