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I nani di Mario Chiesa e le ballerine di Nonna Rina

di Franco D'Alfonso | 12 Ottobre 2007

I pensieri di oggi vengono da una triste occasione , l’ultimo saluto ad una coraggiosa militante e combattente socialista di Milano , Rina Gibelli . La conoscevano tutti come “Nonna Rina” , le ragazze ed i ragazzi di Quarto Oggiaro , lei che nonna tecnicamente non lo era per la pervicace resistenza della figlia Tiziana a renderla tale; ed erano lì , in tanti , ex ragazze della Scuola di ballo di zona, delle associazioni cui Rina ha dato vita per decenni , instancabile, in uno di quei quartieri della periferia milanese che i giornali definiscono “a rischio” , dove arrivò immigrata dal Friuli per diventare milanese doc come i suoi vicini siciliani , calabresi , pugliesi.
La banda del quartiere , con le lacrime agli occhi , diffonde le note dell’Internazionale , di Bella Ciao inframezzate alla musica di Mozart , aumentando la commozione generale ed i rimpianti di tutti .
La vita fatta di impegno sociale e politico , la commistione fra famiglia, amici e partito , il rapporto profondo con la comunità , le discussioni sempre al limite del litigio che non portano alla rottura perché i valori condivisi di fondo sono più forti di tutto : è il socialismo dei nostri padri e delle nostre madri , quello che abbiamo conosciuto e respirato da piccoli e con il quale non abbiamo potuto fare a meno di confrontarci , che non abbiamo potuto ignorare , anche se tante volte abbiamo scelto strade diverse.
Sarà un caso che il degrado delle periferie negli ultimi dieci anni è aumentato invece che diminuire ? Non dipenderà anche dal fatto che i partiti di “plastica” , i partiti senza passato e con un futuro che arriva alla prossima scadenza elettorale , non sanno più nemmeno dove siano e che faccia abbiano gli elettori di Quarto Oggiaro , anonimi consumatori di prodotti politici e di altro consumo conosciuti via tv ? Sarà un caso che nessuno proveniente dalle periferie abbia trovato posto nelle liste dei nominandi (non eligendi, la lista bloccata non permette scelte) deputati e senatori ? Non dipenderà anche dal fatto che senza i soldi per la pubblicità elettorale e senza il supporto di una struttura di militanti e di partito, le possibilità che sistema degli attuali partiti dà a chi volesse fare politica partendo da Quarto Oggiaro e non dall’anticamera di qualche ufficio di supporto di una delle famiglie ricche di Milano , sono ormai pari a zero ?
Guardo i volti dei presenti , scopro con un velo di ulteriore malinconia che non sono più , da un pezzo , il più giovane fra quelli che sono venuti a salutare “mamma Gibelli” , come la chiamavamo noi amici della figlia . Che immagine avranno quelli della generazione dei nostri figli di noi , che cerchiamo faticosamente il modo di difendere la democrazia che ci è stata consegnata e che ci sta sfuggendo fra le dita ?
Pochi anni fa mio figlio , tornando da scuola , mi chiese : “ Papà , ma i socialisti erano ladri ? “ , con evidente riferimento alle vicende di Tangentopoli . Gli risposi proprio parlandogli di Quarto Oggiaro , dove Mario Chiesa aveva la sua base clientelare , che però non era mai riuscito a “conquistare” integralmente , perché la battagliera Rina con tanti altri compagni si rifiutò sempre di piegare la testa , riuscendo perfino negli anni del massimo potere del figuro ad eleggere proprio in quel collegio Tiziana in consiglio provinciale di Milano , infliggendo al boss del Trivulzio una dura sconfitta politica e personale .
Nella storia del socialismo italiano ci sono più ballerine della Scuola di Rina che nani della banda bassotti di Mario Chiesa . Chi pensa che la strada giusta sia ancora quella ha il dovere di esserne degno .

Franco D’Alfonso

Pubblicato in : Primo piano

Info Franco D’Alfonso

Conseguita la laurea in Giurisprudenza alla Statale di Milano, prosegue gli studi con il Master Business Administration, MBA conseguito alla Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi. Dal 1984 al 1998 è stato manager in Fininvest e Mediaset, dove ha ricoperto la carica di direttore delle produzioni internazionali. La sua vita professionale in ogni caso è principalmente incentrata sulla consulenza aziendale nel campo della telecomunicazione e dei media, con esperienze in Alfa Romeo, Finmeccanica e Italtel. E’ stato inoltre amministratore delegato di numerose aziende in settori diversi, dalla discografia al turismo. Giornalista pubblicista dal 1975, è editorialista per quotidiani e periodici locali e nazionali. Socialista storico milanese, è animatore di vari circoli e organizzazioni nati dopo la dissoluzione del Psi. Dal 2006 al 2008 è stato vicepresidente dell’ANMC – Associazione Nazionale Mutilati Invalidi Civili di Milano. Dal 1992 al 1997 è stato Consigliere d’amministrazione del Piccolo Teatro di Milano, nel periodo della direzione artistica di Giorgio Strehler.
E’ stato coordinatore e organizzatore della Lista Milano Civica per Pisapia Sindaco, con il quale ha svolto l’incarico di Assessore al Bilancio.

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