Al di là della legittima soddisfazione per il successo dei liberali tedeschi, occorre evidenziare la distanza politica che separa i liberali tedeschi(autentici) dai liberali italiani (sedicenti) del PdL e da tutti i liberali italiani (veri) che, perseverando nell’errore di questi ultimi 15 anni, ancora guardano speranzosi al PdL.
E non si rendono conto che si tratta di un mero contenitore elettorale, populista e plebiscitario, creato ad uso e consumo del suo padre-padrone, e nel quale ormai e sempre di più prevalgono le tentazioni autoritarie (del tipo: il Parlamento è solo un impiccio, chi avanza critiche al governo è antitaliano, la TV ed i giornali devono dire bene del governo se no sono disfattisti, la magistratura è un mostro, le opposizioni devono andare…a quel paese, e così via).
La ciliegina sulla torta l’ha messa oggi Berlusconi, esaltando il presunto successo (che non c’è stato, anzi..) dei popolari CDU-CSU tedeschi, ed invece dimenticando il successo (che c’è stato, e come!) dei liberali della FDP.
Il che dovrebbe fare capire, una volta di più, che il PdL e Berlusconi non hanno niente a che fare coi liberali, tanto è vero che in Europa hanno scelto di stare coi popolari e non coi liberali.
La destra italiana, almeno questa destra, è profondamente illiberale, e lo manifesta ogni giorno di più, eccezion fatta per le recenti coraggiose ed innovative posizioni di Fini, che non esito a definire liberali e che però dovranno prima o poi tradursi in fatti concreti (la separazione dal tronco del PdL), senza di che resteranno sterili.
Purtroppo, nell’approssimativa e sommaria distinzione destra-sinistra, la stampa italiana non aiuta a capire, e sta facendo passare il messaggio che i liberali tedeschi rappresenterebbero in quel Paese la destra mentre i popolari della CDU-CSU tedesca sarebbe invece il centro.
E’ vero invece l’esatto contrario: in Germania la destra (genuinamente democratica, come la nostra DC della prima Repubblica) è la CDU-CSU della Merkel, mentre il centro è la FDP di Westerwelle, che ha positivamente metabolizzato talune posizioni di verdi e socialisti.
Si veda in proposito l’interessante articolo di Enzo Bettiza sulla Stampa di oggi.
Enzo Palombo – Pubblicato sul sito Facebook del PLI

Il commentatore Sig. Magni forse non si è letto adeguatamente e con la giusta attenzione il manifesto di Oxford del 1947 e successivi documento come la dichiarazione di Roma del i981 e seguenti. Avrebbe facilmente compreso che il PLI non è un movimento di destra ma è un movimento della gente e vicino alla gente. Non si deve appoggiarci ad una corrente ad es il PDL per riuscire ad avere visibilità ma bisogna stare con la gente visto che agli Italiani nessuno pensa tantomento i governi che si sono succeduti e che hanno creato in particolare l’iultimo questo stato di decadimennto e di mancanza ompleta di ripresa ecoonomica.
Npojn dobbiamo avere un governo di veline o di show-man ma di professionisti validi e capaci di ridare dignità a questa Italia
ING STEFANO BETT
E’ proprio vero il vecchio adagio “medico cura te stesso”. L’amico liberale che ha chiosato il suo commneto al risultato elettorale tedesco e alla politica e alle dichiarazioni di Berlusconi offre al lettore una serie infinita di ricette ma dimentica di chiedersi perchè i liberali italiani sono ormai una sparuta pattuglia. La risposta è di una semplicità disarmante: il PLI targato De Luca, mi pare si chiami così il segretario di quel partito, è peggio di un fantasma. Non esiste, non fa politica, e quando parla, ma fortunatamente si tratta di casi sporadici, lo fa, come fa il nostro amico commentatore, per prendere le distanze da Berlusconi. Alla crescita delle posizioni liberali servirebbe invece l’esatto contrario. Un Pli saldamente ancorato nel centrodestra ma critico, quando sia il caso e lo è spesso, verso le posizioni illiberali di Berlusconi. Così il partito crescerebbe ed acquisterebbe consensi. La Lega sta dimostrando che all’ombra del Pdl si può crescere e non di poco. La corrente liberale dentro il Pdl invece non riesce a pesare anche perchè manca un appoggio esterno e perchè il partito non decide e non conta niente. In odio a Berlusconi il nostro amico arriva addirittura ad evocare la guida sul centrodestra di Fini. Il che dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, perchè Berlusconi governerà questo Paese finchè ne avrà voglia. Con Fini leader del centrodestra, il Pdl perderebbe come minimo il 60 per cento dei voti. Con Santoro, Travaglio, Franceschini, il Pd, Repubblica e la magistratura politicizzata anche quei molti elettori del Pdl che, stanchi del populismo berlusconiano, vorrebbero cambiare voto continueranno invece ad appoggiarlo. Rifletti caro amico e, se puoi, cerca di far riflettere anche il fantasma di De Luca.