Il risultato dei ballottaggi in Toscana è stato tale da aprire seri problemi all’interno del Partito Democratico. A Pisa comune e Massa Carrara provincia un vittoria sostanzialmente di misura, ben lontana dai risultati delle passate competizioni elettorali, a Viareggio una sconfitta molto dura ad opera del centro destra, a Massa comune ancora una sconfitta ma questa volta da un candidato dissidente del PD che aveva stretto un’alleanza con la Sinistra Arcobaleno. Si dirà che il test toscano non è tale, per le sue dimensioni, poco più di 300mila elettori, da assumere una rilevanza nazionale e invece non è così perché è proprio in Toscana che il PD ha avuto alle politiche il suo risultato migliore, superiore al 48 per cento dei consensi. Un record a livello nazionale. Nella dimensione amministrativa locale però quel voto non è stato confermato. Le ragioni sono abbastanza semplici. Pensalibero le aveva indirettamente anticipate in suo commento al voto delle politiche. Vediamo i risultati. Partiamo da Massa comune. Qui sono andati al ballottaggio il sindaco uscente, di estrazione Margherita, appoggiato da PD, Di Pietro e Socialisti, e un candidato dissidente del PD che aveva fatto una sua lista civica alleandosi con la sinistra arcobaleno. Ebbene, pur partendo da un livello di voti inferiore, il candidato dissidente è stato eletto distanziando di oltre 5 punti il candidato ufficiale del centro sinistra. Sul suo nome è andato anche una parte del voto di centrodestra che lo ha appoggiato per rompere i giochi nel centro sinistra ma nonostante questo l’alleanza fra una parte del PD e l’elettorato più a sinistra ha dimostrato di funzionare a discapito dell’autosufficienza proclamata dal Partito Democratico. E’ un risultato che dimostra come l’elettorato di centro sinistra abbia gradito fino ad un certo punto la nuova politica veltroniana e lo stesso progetto costituente del PD. Quel voto ha dimostrato anche che i consensi alla sinistra radicale non si sono dissolti nel nulla ma che alle politiche, e noi di Pensalibero lo avevamo scritto, erano andati sul PD in funzione anti Berlusconi. Voti in libera uscita temporanea pronti alla prima occasione utile a tornare alla casa madre portando automaticamente il risultato elettorale del PD molto al di sotto del 30 per cento. Del resto il caso di Viareggio conferma l’assunto. Qui ,nonostante l’alleanza con la sinistra radicale fosse stato recuperata in extremis in vista del ballottaggio, il candidato Arcobaleno al primo turno aveva toccato il 13 per cento, il centro destra ha quasi raddoppiato i voti del candidato del centrosinistra perché i voti della sinistra radicale non sono arrivati. Le sezioni dove i voti di Rifondazione comunista sono storicamente più alti, a Viareggio il PRC è molto forte, hanno infatti registrato le percentuali di astensione maggiori. A Pisa comune e Massa provincia la scelta del PD di correre da solo ha portato il centro destra ad un’ incollatura dal vincitore. Un terremoto politico che non mancherà di avere conseguenze non solo sul piano regionale ma anche su quello nazionale. Perché delle due l’una: o il PD torna indietro dalla scelta dell’autosufficienza, ma in questo caso il prezzo politico da pagare sarebbe altissimo, oppure il centro destra, sempre che sappia fare opposizione e sappia scegliere gli uomini giusti, il che non è detto, entrerà automaticamente in corsa in ogni città della Toscana. A cominciare da Firenze l’anno prossimo.
Giancarlo Magni

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