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Gli autonomi sono cretini ma i voti servono

Sono cretini a posteriori. E i loro slogan hanno le radici nei comportamenti e nella visione a senso unico (antiamericana e antiisraeliana) di certa sinistra e nelle ambiguità di questo governo in politica estera.

di Redazione Pensalibero.it | 20 Novembre 2006

“C’è molta ipocrisia in coloro che mi criticano”. E’ l’unica cosa che ci sentiamo di condividere nel mare di sciocchezze dette da Oliviero Diliberto, segretario del Partito dei Comunisti Italiani, per difendersi dalle polemiche sollevate dalla sua partecipazione alla manifestazione di Roma nel corso della quale sono stati bruciati fantocci in divisa italiana e gridati slogan inneggianti all’ annientamento della Stato di Israele. Perché Diliberto era presente per fare il “lavoro sporco”.
Lo sanno tutti, infatti, che senza i voti dei partecipanti alla manifestazione, mai il centro-sinistra avrebbe vinto le elezioni.
Del resto, gli incendiari e coloro che hanno offeso i nostri carabinieri caduti a Nassirya, sono cretini “a posteriori”. Perché nessuno ha preso “prima” le distanze da loro?
E come non tener conto che gli slogan, i discorsi, le farneticazioni sulla necessità di distruggere Israele hanno le loro radici nei comportamenti e nella visione a senso unico (antiamericana e antiisraeliana) di certa sinistra e nelle ambiguità di questo governo in politica estera?
Il cancelliere socialdemocratico Schroeder, pur di non subire il ricatto delle posizioni estremiste, subì una scissione e poi, ribadendo il suo no ha perso le elezioni. Eppure, le posizioni della nostra sinistra radicale (Rifondazione, PdCI, no global, centri sociali) spesso superano in demagogia e populismo quelle dei loro “colleghi” tedeschi.
Dunque ha ragione Diliberto a denunciare l’ipocrisia di certi suoi critici. I primi ad uscire dalle ambiguità dovrebbero essere proprio i riformisti dell’Unione, a cominciare dalla Rosa Nel Pugno, se ancora esiste. I quali dovrebbero porre Prodi di fronte ad una alternativa secca: “o noi, o loro”.
Si potrebbe così superare l’anomalia tutta italiana di uomini e formazioni appartenenti per tradizione e programmi alla sinistra democratica che invece si alleano con la Casa delle Libertà.
E si realizzerebbe in Italia una sinistra più assomigliante a quella europea.
In caso contrario sarà impossibile evitare di pagare un prezzo salatissimo. Perché, recita un detto popolare, “le chiacchiere stanno a zero”.

Pubblicato in : Primo piano

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Commenti

  1. Stefano Longo

    1 Dicembre 2006 alle 15:24

    Cari Amici e Compagni, caro Direttore, io non ho mai nascosto la mia antipatia per Diliberto e la mia distanza dalle idee del suo partito.
    Non mi è piaciuto che, proprio il Pdci che in passato non ha mai perso l’occasione per attaccare il Prc con le solite accuse di estremismo fino a definire l’odiata Rifondazione “la nuova Lotta Continua”, ora, per trovare un pochino di visibilità, sfili al fianco dell’odiato Ferrando (ex sinistra Prc)con il suo nuovo Partito Comunista dei Lavoratori e si mette dietro ai cretini che bruciano le bandiere italiana, americana e israeliana.
    Lungi da me l’accusa di nazionalismo ma queste pratiche le lascierei ai fanatici di tutte le risme religiosi o politiche che siano.
    Premesso tutto questo vengo al dunque: così come ha provocato giusta indignazione, anche da prte mia, lo slogan 10,100,1000 Nassyria, non vi provocano altrettanta indignazione, dopo le dichiarazioni dell’ex Carabiniere Placanica, le frasi pronunciate, sicuramente da una minoranza di Carabinieri del Tuscania nei confronti dell”eroe” Placanica al suo rientro in caserma dopo l’omicidio Giuliani?
    Frasi come :”ciao killer, benvenuto tra gli assassini” oppure la canzoncina fatta, poco dopo la sua morte, su Carlo, giovane manifestante che, come è facile vedere dal video rallentato, raccoglie l’estintore quando la pistola è già puntata verso di lui?
    Prego chiunque mi risponderà di non nascondersi dietro al solito:”è tutto da verificare”, perchè anche io, in malafede, potrei dire che chi ha bruciato le bandiere a Roma erano o i servizi deviati, provocatori per spargere fango sulla sinistra oppure neofascisti travestiti da “rossi” per lo stesso motivo: innfangare la sinistra. Sarebbe veramente oltre che patetico anche puerile.
    Non chiedo a nessuno di schierarsi contro o a favore della Polizia o dei Carabinieri, al contrario, vorrei che vi schieraste contro le mele marcie che ci sono li come in tutti i settori della società.
    Ma quale processo alle forze dell’ordine, come dice la destra neo e post fascista, solo chiarezza; chiedo, chiediamo, e in questo mi associo senza dubbi, oltre che al dimenticato programma mai attuato dell’Unione, per una riapertura del processo ed una commissione d’inchiesta parlamentare per far luce una volta per tutte su responsabilità e colpe, dall’omicidio Giuliani al massacro della Diaz.
    Lo stato lo deve non solo alle vittime ma a tutti noi per poterci dare la possibilità di ritornare ad avere piena fiducia in coloro che sono delegati ( e pagati con le nostre tasse) alla nostra sicurezza.
    Concludo ricordando che, io allora ero responsabile del Comitato di Base Socialista 1° Maggio e che la notte successiva la morte di Carlo, giovani che io conosco tutti sotto i 20 anni di un gruppo della sinistra antagonista della mia città (Parma) furono “pescati” a scrivere sui muri per manifestare tutta la loro rabbia per l’accaduto; sapete che fine anno fatto? Si può sindacare la opportunità o meno di sporcare dei muri (tra l’altro erano mura o abbandonate o di fabbriche, ma quello che conta, è che per un reato da ammenda sono finiti, grazie alle cosiddette forze dell’ordine, al pronto soccorso e uno si è ritrovato oltre a pugni sputi e insulti, tre, dico 3 dita rotte o meglio spezzate e la spiegazione dei bravi tutori dell’ordine è stata la seguente:”se le sarà rotte salendo sulla volante!”. Anche a me capita, ogni volta che salgo sulla mia macchina perdo almeno una falage……se non sto attento tra un pò non potrò più guidare! Ma oltre al danno non poteva mancare anche la beffa: i ragazzi e non i “simpaticoni in divisa”, sono stati denunciati per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale……però poi all’ospedale stranamente ci sono finiti questi ragazzini che vi assicuro, non farebbero paura nemmeno a un bambino.
    Io parlai alla manifestazione il giorno dopo (le botte e il morto) in piazza dove oltre a migliaia di persone vierano centinaia di poliziotti e carabinieri anche di ritorno da Genova (e magari da Bolzaneto), e mi rivolsi a loro dicendo che era una vergogna che una sparuta minoranza di “sbirri” (non saprei come chiamare questi criminali) disonorasse la divisa della assoluta maggioranza di chi giornalmente svolge un lavoro ad alto rischio per permettere anche a me di circolare e dormire tranquillo.
    Per loro questa minoranza dichiaratamente fascista, che si annida nelle caserme di polizia e Carabinieri che fanno fare, come alla Questura di Bologna le magliette (per fortuna subito fatte squestrare) con la foto di un manifestante con la faccia piena di sangue e una mano di un “tutore del terrore” che lo tiene per i capelli con sopra la scritta:”Questura di Bologna, Genova, Luglio 2001, IO C’ERO”. Bene, concludo dicendo che certi macellai “orgogliosi di esserci stati”, non meritano di indossare la divisa di Carabiniere o Poliziotto così come i coglioni di 10,100,1000 Nassirya non meritano di sventolare la bandiera rossa simbolo di liberazione e non di prevaricazione, odio e intolleranza.
    Stefano Longo
    Socialista insuscettibile di ravvedimento!

    Rispondi

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