Non finisce mai di stupire il pozzo nero della giustizia italiana, tra disfunzioni, insopportabili ritardi e assurdità. La cronaca, con due notizie apparentemente minori getta un fascio di luce che può aiutare a capire il perché di tanti ritardi e della cronica mancanza di mezzi e di uomini.
A Firenze la magistratura ha appena inviato un avviso di chiusura indagini per un furto del valore di tre euro. Un uomo venne scoperto un anno fa in un grande magazzino mentre cercava di rubare tre paia di calzini, per un valore, appunto, di tre euro. Era un polacco di 61 anni, che venne denunciato dai titolari dell’esercizio.
La seconda notizia è quella relativa all’indagine della magistratura romana nei confronti del senatore Storace per le sue dichiarazioni non proprio leggere sul presidente della repubblica. Qui non si tratta di condividere o meno le dichiarazioni del sanguigno leader della Destra; si tratta di opinioni. E perseguire reati di opinioni, oltretutto di un parlamentare innesca processi pericolosi per una democrazia.
Lasciamo da parte quanto dichiarato dall’ex presidente Cossiga relativamente al fatto che la magistratura non si era mai mossa quando a fare le spese di una campagna denigratoria era lui: il fatto è storicamente vero e ognuno ne tragga le conseguenze che crede.
Torniamo piuttosto al primo episodio e commentiamolo con le parole del difensore dell’imputato del furto da tre euro: ”E’ assurdo, ci si lamenta tanto per la giustizia ingolfata dal carico di processi – ha
detto l’avvocato Lorenzo Zilletti, che e’ anche presidente della Camera penale di Firenze -, e poi scopriamo che si dedica tempo anche a furti da tre euro”.
”Purtroppo non esiste una norma che ci consenta di non procedere in caso di reati di cosi’ scarsa entita’ – ha invece commentato il pm titolare del fascicolo, Luca Turco -. Sono d’accordo che sia assurdo che si debbano trattare questi casi con procedure uguali a quelle degli omicidi. Poi, c’e’ l’indulto e il fatto che adesso questa persona chissa’ dove sara”’.
E allora la morale non può che essere una sola, quella indicata dall’avvocato Zilletti, sulla quale anche Pensalibero insiste da tempo: “questa vicenda ci serve a riflettere sul principio dell’obbligatorieta’ dell’azione penale: basta fare un bilancio costi/benefici, ricordando le spese che questo procedimento comporta e il tempo che sottrae ai magistrati”. Appunto, il rapporto costi/benefici, ovvero, in politica ma anche nella giurisdizione, assumersi la responsabilità di decidere le priorità.
Giustizia: da Storace al furto da tre euro
Un anno di indagini ed un processo per un furto da tre euro: quando il principio della obbligatorietà dell’azione penale si rivela un alibi per non stabilire nella giurisdizione come nella politica le priorità.

Lascia un commento