Nel discorso al Senato Conte ha ribadito che il governo che presiederà non affronterà il problema del suicidio assistito né dell’eutanasia poiché il problema è spinoso, divisivo ed in ultima istanza compete al Parlamento affrontare il tema e se in grado risolverlo.
Questa mezza verità fa comodo a chi si muove come una biscia fra gentili e tonache. Il vero risiede nel risvolto del colloquio fugace che il Premier ha ottenuto, senza dover chiedere, a papa Francesco in occasione del funerale del card. Silvestrini. Lì nell’oscurità del secondo transetto, accanto catafalco, “Giuseppi” ha giurato a Francesco che di eutanasia e suicidio assistito nel suo Governo non se ne parlerà. Se mai farà di tutto per buttare a monte anche il testamento biologico, mal digerito dalla CEI e d’intorni. Da questo atteggiamento si riconoscono i “ cattolici competenti” dei quali la Chiesa vaticanista ne va alla ricerca da tempo (E’ ufficiale: nasce il Partito dei “Cattolici Competenti” http://www.pensalibero.it/e-ufficiale-nasce-il-partito-dei-cattolici-competenti/). Fra l’altro non ne occorrono molti per governare l’Italia, ne bastano pochi e ben posizionati. Quanti sono nel Governo ed in Parlamento? Quelli palesi almeno un quarto, ma gli occulti? E gli “utili idioti”, i quali non si accorgono della loro presenza pur standogli accanto?
La Chiesa cattolica intanto agisce su più fronti. Ha convocato i “cattolici competenti” di professione parlamentare tramite il card. Bassetti che chiede altresì una moratoria alla Consulta, la quale dovrebbe decidere entro il 24 settembre. Non sentendosi tranquillo, avendo contato i voti “cattolici” alla Consulta, Bassetti ha riunito 80 associazioni cattoliche, fra cui una rappresentanza di parlamentari, fra i quali si distinsero Nicola Morra, Simone Pillon, Luciano Nobili, Maurizio Gasparri…. così da gestire l’arco parlamentare, trasversalmente cattolico, ben rappresentato. Insomma Bassetti non sentendosi sicuro gioca su tutti i fronti. Chiede a Conte di buttare la palla al Parlamento dormiente, chiede alla Consulta una moratoria per il 24 settembre, e riunisce più “cattolici competenti” che può per indottrinarli secondo il volere di papa Bergoglio (Papa Francesco insiste nel formare in Italia una force de frappe cattolica http://www.pensalibero.it/papa-francesco-insiste-nel-formare-italia-force-de-frappe-cattolica/).
Un brutto affare per questa legge che non nascerà nella sede competente!
Ricapitoliamo il tema che ci avvince ed interessa una moltitudine di Italiani.
Il 13 settembre 2013 fu depositata la legge di iniziativa popolare firmata da 130mila cittadini formata semplicemente da 4 articoli di cui alcuni superati dalla legge sul testamento biologico già approvato, eccone il testo residuo:
<Assistenza medica al suicidio assistito -anche sotto forma di eutanasia attiva- ai pazienti maggiorenti, capaci di intendere e volere, affetti da una malattia produttiva di gravi sofferenze, inguaribile o con prognosi infausta inferiore a diciotto mesi>.
Tale proposta fu calendarizzata dal Parlamento per la trattazione dal 24 giugno 2019.
La proposta Cecconi (Misto) la quale verrebbe ricompresa nel testamento biologico mettendo i discussione anche questo.
La proposta Rostan/Conte ( LeU) anch’essa con emendamenti che inciderebbero sul testamento biologico ma favorevoli alla proposta popolare.
La proposta Sarli/ Trizzino( M5S) presentata il 30 maggio 2019 e sottoscritta da poco meno dei metà dei deputati Cinque stelle che sposa l’iniziativa popolare escludendo però le prognosi psichiatriche o psicologiche.
Mentre il partito della Lega (Pagano/Turri) nettamente contraria alla materia con il mantenimento del reato per l’aiuto al suicidio da 6 mesi a 2 anni di carcere.
Assenti le proposte di Forza Italia, Fratelli d’Italia, e Partito Democratico.
Abbiamo sintetizzato molto poiché a noi interessa capire se Conte poteva almeno proporre e innervare nel Parlamento le proposte di legge di due dei suoi “coinquilini” al Governo, cioè i Cinque stelle ed i LeU in luogo di lavarsene le mani per fare un favore a Bergoglio in presenza di due testi ben scritti dalle Commissioni e con il favore della Commissione etica fvorevole alla depenalizzazione.
Pertanto sarà la Consulta a decidere con nomi e cognomi dei giudici firmatari, senza nascondimenti nel buio delle chiese. In tale occasione sapremo se in Italia è rimasto un minimo di laicità. Non credo che l’ignavo Parlamento riesca a decidere alcunché.
De Gaspari andava in chiesa per pregare, mentre Andreotti, che l’accompagnava, andava in sacrestia a parlare di politica con il prete. Ora abbiamo un revival con “Giuseppi”? Ma “ belzebù il burattinaio” ebbe sempre l’avvertenza di non baciare in pubblico, da Primo ministro, la mano a nessun Papa.
Il Governo è tenuto ad affrontare problematiche che interessano i cittadini anche e soprattutto se siano o meno questioni spinose. Fra l’altro a costo pressoché zero. Ed i cittadini hanno il diritto di essere informati nella trasparenza più assoluta senza scherzi da preti consumati nelle sacrestie.
Guglielmo Adilardi

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