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Giorgia Meloni e la sindrome cinese

Dopo il mancato rinnovo dell’ accordo sulla Via della Seta il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha annunciato l’ intenzione di far visita al Presidente della Xi Ji Ping allo scopo di stabilire nuovi accordi commerciali con la Cina e  promuovere investimenti cinesi in Italia. Il rischio da evitare ad ogni costo é chiaro:  la via della Seta appena  uscita dalla porta non deve  rientrare dalla finestra

di Marco Mayer | 6 Gennaio 2024

Dopo il mancato rinnovo dell’ accordo sulla Via della Seta il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha annunciato l’ intenzione di far visita al Presidente della Xi Ji Ping allo scopo di stabilire nuovi accordi commerciali con la Cina e  promuovere investimenti cinesi in Italia.

La cornice diplomatica in cui inserire questi progetti e’ la partnership bilaterale promossa e siglata da Silvio Berlusconi nel 2004. Da allora sono passati 20 anni e molte speranze sono andate deluse per l’ involuzione politica, la repressione di Hong Kong  e soprattutto i legami fraterni e sempre più stretti con la Russia di Putin che hanno caratterizzato la politica estera di Pechino negli ultimi due anni.

Per queste ragioni i nuovi  accordi commerciali a cui ha fatto cenno Giorgia Meloni dovrebbero essere essere da un lato  incoraggiati nell’ interesse delle nostre imprese, dall’ altro  valutati  con grande rigore sotto il profilo  della sicurezza nazionale, magari creando una apposita task force tra  Farnesina e servizi come già avviene informalmente  nel settore degli armamenti. 

Benissimo – ad esempio- l’esportazione di vini di qualità e di tutta la nostra filiera di eccellenze agricole e alimentari  https://italian.cri.cn/2023/11/12/ARTIWoejNIyFkTX61uXieXRW231112.shtml.   Altrettanto positiva é la promozione in Cina, del  Made in Italy nei settori fashion e luxury, farmaceutica,  industria ambientale, costruzioni, ecc. Lo stesso vale per il rilancio del turismo cinese in Italia e del turismo italiano in Cina 

Problemi politicamente delicatissimi (e da sempre irrisolti) sorgono ,viceversa, nel campo delle importazioni e degli investimenti tecnologici, in particolare nel comparto delle telecomunicazioni, delle reti satellitari e dell’ universo digitale. Questi pericoli sono insiti anche in taluni   progetti di cooperazione interuniversitaria e di collaborazione scientifica tra l’ Italia e il Dragone.

Il rischio da evitare ad ogni costo é chiaro:  la via della Seta appena  uscita dalla porta non deve  rientrare dalla finestra creando in Italia  una “Digital Silk Road” –  che peraltro  in parte già esiste  – se non di nome –  di fatto. 

La verità é che muovendosi con accortezza e  passo felpato le aziende  tecnologiche cinesi sono riuscite a conservare un ruolo importante nel nostro paese e nell’ attuale fase politica stanno  cercando di accrescerlo. 

Mi riferisco  a colossi come  Alibaba, ZTE, Huwaei, HikVision, Tencent, Baidu, DJI.  Quando  si parla  di droni, torri, router, cavi, reti terrestri e cavi sottomarini, apparati di videosorveglianza, di riconoscimento vocale e/o di immagini- per non parlare di Intelligenza Artificiale e/o Cloud Computing – entriamo automaticamente nel mondo del dual use e di conseguenza entra in gioco la Sicurezza Nazionale, come più volte ribadito dal Copasir.

Ci sono due dati di fatto su cui il  Governo, il Parlamento e tutti i partiti politici dovrebbero fare piena chiarezza: 

– nonostante l’ allarme specifico lanciato a suo tempo dal Copasir le forniture cinesi in Italia sono aumentate: il 51% del 5G  rispetto al 41% del 4G.

https://www.wired.it/article/5g-europa-huawei-zte-blocco/

– il secondo aspetto  riguarda il PNNR.  Tra gli aggiudicatari   (supply chain  dei subfornitori compresa ) ci sono aziende cinesi? E se si perché? Cito solo un caso che merita una spiegazione. E’ vero che la ZTE srl  la maggiore azienda dello Stato in Cina nel settore delle telecomunicazioni avrebbe  ricevuto  più di  32 milioni di euro  dal PNRR?   Questo dato  sembra emergere dai dati  pubblicati on line e che sarebbe bene verificare al più presto al fine di porvi rimedio.

Gli appalti del PNRR: province, enti e aggiudicatari più rilevanti

Un ulteriore elemento da approfondire è l’ apertura del  governo alla  Startlink di Elon Musk 

chiaramente espressa nell’ intervento conclusivo del  sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessio Butti alla XIV edizione del summit 360 (a cui per la cronaca ha partecipato anche Hu Kun ceo di ZTE). 

Al di là della vicinanzadi Elon Musk con ol Presidente Xi Jipinghttps://www.reuters.com/business/autos-transportation/chinas-xi-says-he-support-teslas-development-country-2023-11-16/

 l’Italia sembra dimenticare che la Cina sta conducendo una campagna globale di disinformazione – utilizzando l’ Intelligenza Artificiale – per attaccare e denigrare le democrazie e influire sulle elezioni che nel 2024 interesserarono ben  76  nazioni in tutto il mondo.

Le interferenze messe in atto dal Dragone sono state  puntualmente ricostruite  in un  rapporto redatto per il Dipartimento di Stato nel settembre scorso.

How the People’s Republic of China Seeks to Reshape the Global Information Environment

Il Viminale dovrebbe riflettere attentamente sulle conclusioni di questo rapporto in vista dellle elezioni europee del 9 giugno.

Le “ombre cinesi” , l’ eventuale arrivo di Elon Musk,  l’ uso ostile dell’ Intelligenza Artificiale da parte di regimi autoritari  potrebbero creare problemi inediti nella campagna  elettorale per le europee esattamente come in questi giorni sta accadendo a Taiwan dove i cittadini saranno chiamati alle urne il prossimo 13 gennaio.

https://merics.org/en/report/navigating-taiwan-relations-2024-practical-considerations-european-policy-makers

Per me Giorgia Meloni esagera  quando parla di impatto “devastante”  dell’ Intelligenza Artificiale, ma è la sua posizione è comprensibile perché è stata vittima dei deep fake russi. Certo quanto ho raccontato sin qui  basta per suggerire ai cittadini italiani di tenere gli occhi aperti  e tenere alta la guardia. 

Per chi volesse  saperne di più rimando alla lettura dell’ utilissimo rapporto redatto nel 2020 sui rischi della presenza cinese in Italia da Giulio Terzi di Sant’ Agata e Laura Hart per la fondazione Fare Futuro, il noto think thank fondato dal Ministro Adolfo Urso. 
https://tmp.farefuturofondazione.it/wp-content/uploads/2020/05/FARE-FUTURO_RAPPORTO-CINA_MAGGIO-2020.pdf

Marco Mayer

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Pubblicato in : EditorialeTag: anni, azienda, berlusconi, cina, cittadini italiani, elezioni, euro, europa, futuro, governo, italia, meloni, mondo, parlamento, partiti politici, presidente del consiglio, presidenza del consiglio, putin, silvio berlusconi

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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