Tutti danno per scontato il ballottaggio; e che ci arrivi il M5S, non è idea peregrina. Mentre i partiti tradizionali si studiano e si marcano stretti senza sapere esattamente perché.

Eppure, nonostante l’esito quasi scontato, una polverizzazione così non la si era mai vista. A significare che il propellente della frustrazione è molto spesso molla più efficace della speranza di coronare ambizioni.
Le elezioni per il nuovo sindaco di Firenze e per il nuovo consiglio comunale hanno, di fatto, innescato la “sindrome della mossa”. Avete in mente, al Palio di Siena, i cavalli nei canapi che si spintonano irrequieti alla ricerca della posizione migliore per fare la corsa?
Le liste ai canapi per le comunali di Firenze hanno la stessa sindrome: cercano la posizione migliore. Ma in vista di un’altra corsa, non si sa quale, ma che certamente si svolgerà dopo la conclusione di quella per Palazzo Vecchio.
Prendete, per esempio, il centrodestra. Negli ultimi venti anni, salvo forse nel ’95, è apparso sempre scegliere i candidati a sindaco giusti per perdere. Oggi che si avverte il vuoto lasciato da Renzi, che ti combina? Di candidati ne mette in campo addirittura tre: Marco Stella di Forza Italia, Achille Totaro per Fratelli d’Italia, e Gianna Scatizzi per Nuovo Centro Destra e UDC.
Il centrosinistra avrebbe dovuto serrare i ranghi, se non altro per compensare l’assenza “pesante” di Renzi ed attrezzarsi al prevedibile e insidioso assalto dei Cinque Stelle di Grillo. E invece? Indovinato: eccoli, appena sfornati, altri tre candidati: Dario Nardella (già vicesindaco e designato sindaco di Renzi), Cristina Scaletti (già assessore al Comune di Firenze e alla Regione, da dove è stata brutalmente defenestrata dal presidente Rossi incalzato dal bisogno di fare spazio all’onda renziana) e Tommaso Grassi, a capo di uno schieramento (ovviamente “unitario”) di sinistra.
Insomma: dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur. Cioè, parafrasando Tito Livio, Firenze è “in panne” e attende decisioni che potrebbero spostare il rapporto attuale tra periferie e Centro della città. Due per tutte: l’individuazione del nuovo stadio in area Mercafir, cioè vicino all’imbocco della Firenze-Mare, e la ripresa dei lavori per la tramvia con la realizzazione di quei due lotti che durante i cinque anni di Renzi si erano completamente persi per strada.
E i partiti tutti, invece che impostare un serio confronto su temi di questo spessore se ne danno di santa ragione nel nome del “tutti contro tutti”. Tra chi pensa di avere già vinto e chi non coltiva speranze di vittoria, prevale il pensiero di dovere assicurare prima di tutto visibilità al proprio partito. Ed il motivo è presto detto: le coalizioni sono in crisi e, soprattutto, i rapporti di forza interni sono saltati, tra scissioni ed “effetto Grillo”. Qualche decimale in più per la singola lista rappresenta un capitale da custodire gelosamente per farlo fruttare nei prossimi appuntamenti, leggi elezioni politiche che dovranno essere affrontate necessariamente (eccetto i Cinque Stelle) ricostruendo col bilancino nuove coalizioni.
In un panorama così desolante, è comprensibile come il Movimento 5 Stelle, con Miriam Amato, sconosciuta quanto basta per essere degna candidata grillina, coltivi il sogno del colpaccio. Tutti, infatti, danno per scontato il ballottaggio; e che ci arrivi il M5S, non è idea peregrina.
Mentre i partiti tradizionali si studiano e si marcano stretti senza sapere esattamente perché. E mentre Firenze attende il bacio del risveglio, senza sapere esattamente da chi.

Caro Nicola,
Magari potreste provare a togliervi il cappello al passaggio di Renzi, con un bel:
” Addio babbo Matteo”.
Speriamo che sia finita anche questa volta e che facciamo un altro passo verso la misteriosa Democrazia che è quella cosa, che si ha nei paesi dove ci si sottomette solo a quelli eletti, e solo perché sono stati eletti dal Popolo stesso, ma si castigano tutti i superbi che prima vanno al potere, pagano e poi si presentano alle Elezioni.
Se volete con pochi soldi l’Ing. Busato vende un sistema completo che permette di dare il diritto al Popolo di eleggere i propri rappresentanti e la proprie Leggi, un sistema computerizzato che se usato propriamente distruggerà gli infiniti fascistelli che ancora ci mangiano sopra.
Certo in Italia solo il Veneto ha gustato per Mille anni la democrazia, ma se le Elezioni Comunali vi infiammano prendeteci gusto e chiedete ancora di Votare, Votare, Votare: non è vero che costa troppo.
AMMESSO CHE FIRENZE SIA UN’ADDORMENTATA E NON UNA MORTA INCINTA DI MORTI..