Se penso agli ultimi 17 anni di storia italiana, non mi passa davanti agli occhi un film. Piuttosto vedo un lunghissimo, estenuante fermo immagine. Nel “frame” c’è la dilagante, spesso sguaiata, presenza di Berlusconi con la sua corte ossequiente elevata alle massime cariche, compresi i pochi che difendono la loro dignità (Tremonti e altri) in attesa di tempi migliori.
Ma vedo anche gli stessi magistrati, i soliti, di Milano che da 17 anni, ininterrottamente si arrogano la funzione di supplenza di politica per raggiungere l’obbiettivo sempre fallito dai partiti di opposizione: mandare a casa Berlusconi. E vedo Repubblica ed i suoi intellettuali di riferimento sempre più incarogniti perché nessuno riesce a fare fuori il Cavaliere di Arcore: la rabbia è cresciuta con gli anni, trascorsi senza che nessuno in Italia tornasse a riconoscere loro una superiorità morale ormai lontana, come le loro idee rispetto ad un Paese cambiato. Dei piccoli comprimari, come Di Pietro ed altri che cercano gloria reinventandosi continuamente, nemmeno vale la pena di parlare.
Affinché il film della nostra storia torni a scorrere, ho scritto più volte che occorre una presenza politica nuova, dal momento che gli attori attuali sono irrimediabilmente logorati.
Il mio amico carissimo Franco Camarlinghi, intellettuale raffinato e coraggioso che ha osato denunciare gli orrori e la barbarie del comunismo quando era ben in sella, pagandone le conseguenze, mi sfotte perché auspico, al riguardo, la nascita di un soggetto che accolga la cultura laica e socialista.
Ma io non voglio il ritorno di partiti come PSI, PSDI, PRI, PLI: hanno avuto grandissimi meriti e fatto grandissimi errori, amen.
Voglio un soggetto che si riallacci a quelle radici e affronti questioni che oggi, ancorché evidenti, vengono accantonate.
Ma qualcuno dei politici attuali ci vive o no tra la gente?
Come non accorgersi che quasi tutte le difese dai bisogni, cioè i presìdi dello stato sociale, sono stati smantellati?
Vecchi non autosufficienti e gravemente malati sono a carico, scarsamente accuditi, delle famiglie che non ce la fanno più. Il “sistema” usa tutti gli stratagemmi per negare ciò che spetterebbe loro in qualsiasi paese civile: liste di attesa interminabili quando, addirittura, la malattia non viene negata. Ci sono aree d’Italia nelle quali pare che l’Alzheimer non esista più per decreto. E ci sono prestazioni sanitarie e medicinali che vengono negati a chi non può permetterseli; abitazioni affollate da figli generi e nuore dove l’aria è diventata irrespirabile; pensioni che sono diventate sussidi di povertà, divorate dal costo della vita, ammortizzatori sociali che non scattano per gran parte dei nuovi disoccupati.
Mi fermo qui. E’ sufficiente per dire che voglio un soggetto nuovo che oltre alla difesa intransigente dei principi dello stato liberale e di diritto, abbia cura dei bisogni della povera gente, senza timore di disturbare i manovratori ( come è successo e succede a chi oggi intenderebbe rappresentare la “sinistra”).
Poi, questo soggetto nuovo, chiamatelo pure Giuseppe.
Nicola Cariglia

Riccardo Lombardi – e questa è storia – lo avrebbe chiamato Caterina. E sarebbe stato il nuovo partito della sinistra unita che auspicava. Ma era un sogno, come un sogno è il nostro, ma questo non significa che non dobbiamo provarci.
Caro Giampaolo,
certo che scherzavi ed io pure.
Però, forse, sarebbe l’ora dei dire davvero “vogliamo” e smettere di dire “scusate tanto se ci siamo”.
Avrai capito Nicola che io scherzavo, burlone come sono. So benissimo quando amore e quanto ardore metti per stimolare la nascita di un’area laica. Allo stesso modo di ciascuno di noi, anche se spesso meno rappresentativi.
Nessuno perderà le speranze perché c’è sempre l’inversione di una parabola ed io spero che questa sia vicina. Con buona pace dei fideist che privilegiano solo la parte politica rispetto all’interesse com une che dovrebbero perseguire.
Cari 101,
Sono d’accordo sulla necessità del nuovo e credo valga la pena di lottare per ottenerlo, mi sembra anche evidente la strada da percorrere in Italia dove abbiamo cambiato un Duce con mille ducetti.
Dobbiamo tutti continuare a lottare per fare capire ai nostri mille ducetti che devono anche loro rispettare il pluralismo culturale e la libertà di pensiero, sopratutto degli STUPIDI.
Questo è il paese dove col pesce non devi bere vino rosso o l’affare va a monte, dove a sinistra DEVI dire che Berlusconi è un orco, dove TUTTI i GIORNALI stampati sono FASCISTI per rispetto del contraddittorio e VENDUTI a qualche padrone che ne paga le immense perdite, usandoli per comandare la sua parte di opinione, chiamata pubblica, ma sostanzialmente Animal-ammaestrata.
La nostra guerra sta ora attaccando questo fronte occorrono altri aerei USA che bombardino Repubblica, Corriere, Il Giorno, La Stampa, Il Messaggero etc… Quando Internet, avrà finito i suoi bombardamenti, usciremo dalle macerie, a guardare l’alba.
Caro Giampaolo,
non mi ero accorto che la “seconda repubblica” è popolata di gentlemen…
Voglio, voglio, voglio! Nicola: l’erba voglio non nasce neanche nel giardino del Re.
E poi chi è sto’ Giuseppe: il falegname?