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essenze del 8 febbraio 2015 – n. 6

di franchini | 8 Febbraio 2015

ESSENZE

 

 

 

Alonso Ramírez

 

 

prima voce

 

A Dinorah Hernández

 

Sí

continuiamo a non saperne nulla delle nozze

il lavoro ci asfissia

sto imparando a ballare e sembra mi venga bene

lei sta meglio, grazie per avermelo chiesto

lo so che ho messo su peso, mi rimetterò a posto

quest’anno ricomincio con la tesi, te lo giuro.

 

Quando verrò? L’altro week end.

Forse domenica.

Cercherò di farcela, promesso.

No, non ti ho dimenticato.

Cos’altro ti racconto?

 

Ma’

la vita è meno di quello che sognavi per me

e un po’ di più di quello che mi aspettavo io.

 

Credimi

anche se si accumulano i giorni in cui non ci parliamo

io ti ascolto costantemente

specialmente quando pregusto le parole

quando imparo in maniera compulsiva

o quando rendo il mio abbraccio assoluto

attorno a tutto ciò che amo di cuore

come mi hai insegnato.)

 

 

(voz primera

 

a Dinorah Hernández

 

Sí

seguimos sin saber detalles de la boda

el trabajo no da respiro

aprendo a bailar y resulta que sirvo

ella está mejor de salud, gracias por preguntar

ya sé que estoy gordo, algo haré

el año entrante retomo la tesis, lo juro.

 

¿Cuándo voy? El otro finde.

Veré si el domingo.

Haré lo que pueda, palabra.

No, no te he olvidado.

¿Qué más te cuento?

 

Ma

la vida es menos de lo que soñaste para mí

y un poco más de lo que yo esperaba.

 

Creeme

aunque se acumulen los días sin hablarte

te escucho a toda hora

en especial cuando saboreo las palabras

cuando aprendo por compulsión

o cuando hago absoluto mi abrazo

a todo lo que amo de corazón

como me enseñaste.)

 

 

elegia per Julio Cesar Mondragón Fontes

 

La prima volta che ti ho visto il tuo viso e i tuoi occhi non erano lì. Ho letto come te li hanno strappati. È stato raccapricciante. Il freddo che mi saliva dalla spina dorsale mi ha reso insopportabile la vacuità del mondo.

 

É un brutto momento per essere umani. È un brutto momento per sapere e sentire. Le distopie che temevo sono già la realtà in cui vivo.

 

Passatami la nausea ho deciso di sapere di più di te. Ho scoperto che sei stato un eroe la cui ultima decisione è stata di correre per aiutare i propri compagni attaccati dalla polizia. Che tua figlia è ancora una bimba in fasce. Che avevi l’età di mia sorella minore. Che sei stato in una notte più coraggioso di quello che io sarò forse in tutta la mi vita. Eri un brav’uomo e ci sei stato strappato assieme ad altri 43.

 

Dalla morte e dalla distanza sei già stato il maestro che non si laurerà ad Ayotzinapa.

Mi hai insegnato l’orrore della storia e quanto di migliore ha l’essere umano.

Se esistesse il cielo, mi piacerebbe dirti di guardare verso giù le moltitudini che ti piangono, chiedono giustizia e cercano i tuoi compagni.

 

Non potranno strappare gli occhi a tutti. Non potranno chiudere la bocca a tutti. Non potranno arrestarci, ucciderci o farci sparire tutti.

 

Niente potrà consolarmi del fatto che tu non ci sia più…. salvo che continui ad esserci come seme per un mondo che, spero, finalmente vedremo diverso.)

 

(elegia-para Julio Cesar Mondragón Fontes

 

La primera vez que te vi tu rostro y tus ojos no estaban ahí. Leí cómo te los quitaron. Fue espeluznante. El frío que subía por mi espina me hizo insoportable el vacío del mundo.

 

Es mal momento para ser humano. Es mal momento para saber y sentir. Las distopías que temí son ya la realidad en que vivo.

 

Pasado el mareo decidí saber de vos. Descubrí que fuiste un héroe cuya última decisión fue correr para ayudar a sus compañeros atacados por la policía. Que tu hija es aún una bebé de brazos. Que tenías la edad de mi hermana menor. Que fuiste en una noche más valiente de lo que yo quizá nunca lo seré en mi vida. Eras un buen hombre y nos fuiste arrebatado junto a otros 43.

 

Desde la muerte y la distancia has sido ya el maestro que no se graduará en Ayotzinapa. Me has enseñado el horror de la historia y lo mejor del ser humano.

Si hubiera un cielo, me gustaría decirte que miraras hacia abajo las multitudes que te lloran, piden justicia y buscan a tus compañeros.

 

No nos pueden sacar los ojos a todos. No nos pueden callar a todos. No podrán arrestarnos, matarnos o desaparecernos a todos.

 

Nada podrá consolarme de que ya no estés… Excepto que estás, siendo semilla para un mundo que, espero, por fin se vea distinto.)

 

 

 

 

Alonso Ramírez (Heredia, Costa Rica, 1983) ha formato parte dei laboratori letterari Netzahualcóyotl e Libertad Bajo Palabra. Frequenta i generi di poesia, racconto, saggio e cronaca. Organizza eventi culturali ed insegna in laboratori di poesia. É autore del libro di haiku e saggio Corazón de los Días (Ediciones Espiral, San José, 2010), e vari suoi testi sono stati pubblicati in Italia, Messico, Stati Uniti, Svezia. Collabora con la rivista messicana Spleen! Journal e con il Progetto 7LUNE.

 

La poesia è proposta nella traduzione di Silvia Favaretto su concessione del Progetto 7LUNE www.progetto7lune.blogspot.com

 

 

La rubrica è da un’idea e a cura di franchini

www.franchiniscripsit.it franchini@franchiniscripsit.it

 

 

logo “essenze” © 2015 Fondazione Franchini

 

Pubblicato in : Primo piano

Info franchini

Poeta, drammaturgo e pittore, presente già all’età di 28 anni in circa 30 strutture museografiche internazionali -dal Tel Aviv Museum al Miami Museum (così che, in una corrispondenza, I. Antonova, Direttore del Puschin Museum di Mosca, ebbe a scrivergli: “Maestro credo che le sue opere allarghino la nostra conoscenza dell’arte italiana moderna” e Paolo Ricci “…pittore colto che ha il pregio di non mostrare la sua cultura” ) -presentò la sua prima produzione ad olio (che seguiva quella del “segno” grafico) presso la Galleria “la barcaccia” di Napoli nel 1970. Dedicatosi ad una intensa attività politico-sociale ed alla ricerca di una espressione estetica adeguata a consolidare e rappresentare la personale condizione esistenziale, produce “a vomito”, e per periodi, sino al 2006, isolandosi dal mercato per non esserne contaminato.
Proteso alla costituzione di una fondazione, in funzione di questa si costituisce il “Comitato Fondazione Franchini” –cui aderisce, tra gli altri, Francesco De Martino (tra i maggiori storici contemporanei del diritto romano, già vice-Presidente del Consiglio e Segretario del PSI)-.
Teorico del movimento socialista, franchini ha fondato, tra gli altri, il circolo “il ‘99”, il “premio giornalistico Buccico”, il “centro studi di politica mediterranea”, e, attento osservatore dei problemi dell’immigrazione, sin dal 1981, la “FILI ’99” –primo tentativo di sindacato europeo della immigrazione legale. Ha firmato, tra l’altro, l’inno “I socialisti”, con la musica del M° Enzo Amato.

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