
Esattamente un anno prima, nel 1917, grandi eventi avevano determinato in Russia e nella galassia di repubbliche socialiste il passaggio verso un nuovo ordinamento, dominato dalle parole d’ordine dei Soviet dei deputati, degli operai, dei soldati e dei contadini. Il nuovo sistema della Costituzione della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa del 1918, approvato in un momento storico eccezionale, si colloca nello scenario di quegli eventi e subentra all’incerto regime con cui il governo Kerenskij aveva tentato di sostituire all’autocrazia zarista un sistema democratico, poi travolto dalla Rivoluzione d’Ottobre.
Altre carte costituzionali si avvicenderanno nel corso del Novecento in Unione Sovietica fino alla sua definitiva frammentazione, ma nel 1918 l’Assemblea Costituente segnò il primo passo verso un costituzionalismo che, pur votato al ribaltamento dei principî base delle rivoluzioni borghesi, ribadiva l’idea che una Costituzione, prima che sintesi politica di dottrine astratte, dovesse proporsi come fattore di consolidamento di rapporti storici in evoluzione. O per dirla con le parole di Nikolaj Bucharin, come passaggio “dalla rivoluzione legittima alla legittimità della rivoluzione”.
Il volume, tradotto da Caterina Bernardini, è a cura di Leonid Vladimirovich Smorgunov, professore di Politica comparata nella Facoltà di Scienze politiche dell’Università statale di San Pietroburgo, dove dirige il Dipartimento di governance politica. Smorgunov è autore in Russia di numerosi scritti sulla crisi del modello sovietico, sul metodo di analisi comparativo della “terza ondata” di democratizzazione nell’Est europeo e sulle riforme amministrative in Russia.
Costituzione Sovietica [1918], con testo originale a fronte, a cura di Leonid Vladimirovich Smorgunov, traduzione di Caterina Bernardini, collana il Monitore Costituzionale, pagg. XL-74, euro 16.00, ISBN 978-88-95481-29-6

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