Mentre l’Europa si trova di fronte a problemi economici e di sicurezza, l’Italia è costretta ad assistere con sgomento alle buffonate di Grillo e Berlusconi. Meglio tagliare subito la testa a gufi e sorci verdi e andare al voto.
L’abbiamo scritto in tempi non sospetti. Berlusconi, come fece con D’Alema, farà saltare il tavolo delle riforme. L’ex Cav. non è animato da nessun spirito costituente. Lui si muove alla giornata sulla base dei suoi interessi contingenti. E questi cambiano al cambiare delle situazioni. Ma al di là di queste considerazioni la vicenda degli ultimi giorni è l’ennesima conferma che non si possono fare le riforme costituzionali seguendo la strada della doppia lettura. Il processo è troppo lungo, le riforme si mischiano con la politica di tutti i giorni e ne subiscono inevitabilmente i contraccolpi, si fatica anche a trovare e a seguire un disegno unitario. Ora al di là della prova di forza che farà Renzi in questa seconda lettura è evidente che i giochi salteranno alla terza e alla quarta. Vuoi per i risicati numeri del Senato, vuoi per il mutare della situazione politica. Resta una sola strada. Andare a votare, sia pure con il sistema scaturito dalla Consulta, poi fare una modifica costituzionale per poter cambiare la Costituzione con una Commissione costituente eletta dal Parlamento, cambiare la Carta e sottoporre il tutto a referendum confermativo.
Gli errori di Grillo e Berlusconi offrono a Renzi un’occasione d’oro.
Lo spettacolo che ha offerto l’aula di Montecitorio negli ultimi giorni della scorsa settimana è a dir poco desolante. Da un lato le sempre più esigue truppe berlusconiane che hanno iniziato a fare opposizione dura a dei provvedimenti che avevano condiviso e approvato fino al giorno prima. Con il solo scopo di dimostrare a Renzi che i loro voti sono essenziali alla sua maggioranza, quella maggioranza di cui hanno sempre negato a gran voce, prima dello strappo, di essere parte. Dall’altra i grillini che, per impedire l’approvazione delle riforme, hanno messo in scena aggressioni verbali e fisiche alla Presidenza della Camera e ai parlamentari di maggioranza degne del miglior squadrismo fascista. Uno spettacolo indecente di fronte al quale ogni persona di buon senso non può non essere rimasta di stucco. Tanto più che in contemporanea abbiamo assistito al deteriorarsi della situazione internazionale con la recrudescenza del terrorismo e all’acuirsi della situazione economica con la crisi della Grecia.
L’atteggiamento pretestuoso e assurdo di Forza Italia e dei grillini potrebbe però avere un effetto non previsto. Quello di convincere tanti italiani di buon senso, che magari nelle ultime elezioni si sono astenuti, a tornare alle urne per scegliere quello che potrebbe essere il male minore, cioè Renzi. Magari non avendo in simpatia molti suoi atteggiamenti e anche proposte ma certo apprezzando il fatto che un leader giovane cerchi di far uscire il Paese dalle secche in cui lo hanno cacciato demagogie, pressappochismi, veti incrociati e chi più ne ha più ne metta.
Se Renzi continua sulla strada appena iniziata si impantana. Meglio tagliare subito la testa ai gufi e ai sorci verdi. Un appello chiaro al Paese e poi al voto con una coalizione ancorata a un preciso programma di riforme e con l’obiettivo di superare il 50% dei consensi.

Dal mio punto di vista la penso come te! …e da un bel pezzo. Evidentemete le pere sono mature, ma c’è un ma…In ucraina è stata rotta la tregua di fatto due morti a Logvinovo e due a Shaanka. I terroristi non hanno rispettto la tregua ocme ampiamente annunciato. Se poi Sirte in Libia è caduta no resta che un nostro intervento militare, e un governo di unità nazionale per affronatare la situazione. Le elezioni dovranno essere forse rimandate.