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Ecco perchè siamo stufi di essere identificati definiti catalogati categorizzati

di Carla Ceretelli | 15 Febbraio 2015

“Facciamoli giocare con la riforma costituzionale”. Se il Nazareno è in coma irreversibile ce ne faremo una ragione…ma non conviene staccare la spina. Intanto alla neuro preparano barelle e strapuntini orizzontali. Si, anche cucce.

 

Se per Aristotele le categorie sono i gruppi o i generi sommi che raccolgono tutte le proprietà che si possono predicare dell’essere e predicamenti dell’essere, che si riferiscono a qualità primarie (le essenze immutabili degli oggetti), o secondarie (gli accidenti che possono cambiare), per Kant  le categorie diventano  delle funzioni  a priori, dei modi di funzionare del nostro pensiero che inquadrano la realtà secondo i propri schemi precostituiti. Non si applicano alla realtà in sé, ma solo al fenomeno.

Orbene, tutto ciò premesso, dato che non si può costruire il futuro prescindendo dal passato, scendiamo sulla terra e terraterra cerchiamo di capire quello che ci interessa in contingenza.

Quello che non appassiona più la gente comune è essere identificato come elettore di destra o di sinistra, così come essere catalogato attraverso   l’appartenenza a un partito.

In politica prevalgono gli accidenti che possono cambiare e, pur rimanendo ancorati alle nostre idee di fondo, come essenza apparentemente immutabile, capita che ci si ritrovi ad avere le medesime esigenze, le medesime istanze, le medesime finalità.

Oggi sicuramente quelle di sopravvivenza.

Chi si dedica al  volontariato.. questo termine vago, sa  che comunque identifica un’attività che fa avvicinare al mondo dei diseredati, poveri, oggi detti incapienti, che fa più fino.

Di quelli che  rimbalzano dall’assistente sociale, istituzionale,  alla caritas alle varie associazioni per un tozzo di pan secco o  per un posto letto durante l’emergenza freddo. Quello che colpisce di più da parte di chi povero non era fino all’anno scorso e oggi si trova in mezzo alla strada, è l’allontanamento emozionale fisico e psicologico da una qualche possibilità di ripresa. La depressione impera , senza speranza.

Ecco, per farla breve, vorremmo  appellarci ai politici, in primis al capo del Governo..facit’ampresso.. far saltare il Nazareno non è stata una bella mossa.. ora sei davvero solo e con Matteo 2 a soli 15 punti da te….

E non parliamo poi dei dissociati che urlavano che le riforme non si fanno con l’opposizione e oggi vogliono ricucire… e dei sorci verdi e verdini.

Intanto alla neuro preparano barelle e strapuntini orizzontali. Si, anche cucce.

Ma quando si sente un fuori onda Lotti La Torre , video, “facciamoli giocare con la riforma costituzionale”, ci cascano le braccia.

Pubblicato in : Editoriale

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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