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E’ L’ORA DI VOLTARE PAGINA

La vicenda Telecom, come tutte le altre per accaparrarsi gli ex gioielli di stato, dimostra che è indispensabile , mandare in soffitta il falso bipolarismo all’italiana e rinnovare tutto il rinnovabile del sistema politico ed anche economico instauratosi con il golpe mediatico-giudiziario dei primi anni ’90.

di Redazione Pensalibero.it | 19 Aprile 2007

Anche le tortuose vicende per il controllo di Telecom, come tutte quelle che hanno riguardato e riguardano grosse aziende già dello Stato sono la metafora della caduta verticale del nostro sistema politico.
Un degrado che è allo stesso tempo causa ed effetto della voracità del nostro opaco capitalismo da strapaese e familistico, delle lotte senza regole e, quindi, senza esclusione di colpi, per effettuare scalate ed acquisizioni, dell’utilizzo senza ritegno di armi improprie quali magistratura e mezzi di informazione.
Agli inizi degli anni novanta è stato compiuto un golpe per neutralizzare il potere politico che aveva gestito la ricostruzione postbellica e la fase della crescita che aveva portato l’Italia nel novero dei grandi Paesi industrializzati.
Banche, grandi gruppi finanziari e industriali, anche esteri, poterono acquisire a mani basse e senza ostacoli tutti i gioielli dello stato e in alcuni casi procedere a drammatiche regolazioni di conti per togliere di mezzo concorrenti e presenze indesiderate.
E’ da allora che tutto in Italia ruota attorno agli appetiti ed all’avidità di una ristretta oligarchia capitalistica che non sempre significa imprenditoriale. Ed i partiti della cosiddetta seconda repubblica, quelli di sinistra, di centro o di destra poco importa, accettano di ratificare decisioni di fatto già prese. Oppure conducono battaglie il più delle volte “in nome per conto” degli interessi finanziari e industriali di riferimento scontrandosi con altri partiti a loro volta collegati con altri e contrapposti interessi di altre potentissime lobbies.
La battaglia di questi giorni per Telecom offre di tutto e di più: il governo che si intromette con messaggi obliqui per determinarne l’esito, la clava dei mezzi di comunicazione, le interferenze attuate o minacciate della magistratura, i partiti che si schierano a favore di questo o quel gruppo e non per tutelare l’interesse generale o invocare il rispetto di un minimo di regole.
E consente anche di cogliere il lato grottesco del sistema in auge dal ’92 ad oggi: il bipolarismo che va in ferie di fronte all’ipotesi di un accordo tra Mediaset (di Berlusconi) e Colaninno (il “capitano coraggioso” di D’Alema), il conflitto di interessi che non è poi quella cosa orribile che si diceva fino a ieri, etc.
Ce n’è più che abbastanza per affermare che occorre voltare pagina, mandare in soffitta il falso bipolarismo all’italiana e rinnovare tutto il rinnovabile del sistema politico ed anche economico instauratosi con il golpe mediatico-giudiziario dei primi anni ’90.
Il movimento per la Costituente Laica Liberale e Socialista tenuto a battesimo a Bertinoro potrà svilupparsi e legittimarsi se farà di questo rinnovamento la propria bandiera.
Ed è per questo che le conclusioni del congresso dello SDI a Fiuggi e la proposta di ricomporre l’unità dei socialisti in un solo partito chiamato PSI possono essere accettate solo se considerate parte di un tutto più ampio e più nuovo. Dove la fusione con le culture laica, liberale, repubblicana, radicale sia effettiva.

Pubblicato in : Primo piano

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