• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Dopo Roma… Bertinoro con una linea condivisa

di Francesco Attolico

di Francesco Attolico | 16 Febbraio 2007

Cari amici e compagni,
ricapitoliamo Roma per gli assenti (e per i presenti) e prepariamoci per Bertinoro, meno a ruota libera e più organizzati.
Forse abbiamo avuto troppa timidezza ingiustificata con interlocutori che arrancavano: va bene rinunciare a primogeniture, va bene passare per coorganizzatori in condizioni di pari dignità, un po’ meno forse degradare al rango di semplici convenuti, spettatori e osservatori e fare da platea.
Nel merito poi riscontriamo di non essere secondi a nessuno, di avere sincero spirito unitario e di ibridazione feconda tra varie culture per un progetto (non per radici) che ci coinvolgono e ci motivano per l’azione politica; confidiamo in leadership emergenti non precostituite, che si muovano tra competenze, capacità e abilità politiche di rappresentanza e trattative a vari livelli, in altre parole qualità e meriti, non somari come ce n’è in abbondanza nell’arena politica odierna, prima vera causa di repulsione, rigetto e ostilità da parte della società civile verso le cricche di potere.
Ad oggi parrebbero essere due linee da Roma: la prima, chiamiamola autonomista, rifugge da alleanze pregiudiziali (di fare l’agnello sacrificale per qualche leoncino-volpino che vorrebbe un patto pro domo sua, magari rimanendo dietro le quinte e scendendo a pranzo quando la tavola è imbandita), si muove a partire dal nucleo laico liberal socialista (coloro che hanno superato la questione identitaria come effetto dell’infantilismo politico) e mira ad abbracciare settori, non necessariamente definiti, di società civile che proprio non si riconosce nel bipolarismo attuale italiano, rappresentato dai due macropartiti attuali egemoni, gli unici reali pericoli per la nostra sopravvivenza neonatale da pesci piccoli; è ovvio che guardiamo con favore a quelle realtà che all’interno di ciascuno schieramento si mette di traverso e impedisce ai due pescicani di rivolge re le proprie attenzioni predatorie nei confronti del nostro soggetto politico nascente, fuori da sovrastrutture ideologiche che in questo momento sono troppo impegnative e fuorvianti (primum vivere, deinde philosophare).
La seconda linea emersa a Roma dà per scontata la ns. collocazione di partenza nel centrosinistra, preclude qualsiasi contatto con gli untori del centrodestra (alleanza nazi-berlusconiana), con gli amici, i parenti e i dialoganti di primo, di secondo e di terzo grado di costoro. Nella metà del campo prescelta non sono da meno “nausee e mal di pancia” verso il Partito democratico, la sinistra radical-massimalista, IDV, lo SDI, la RNP, il nuovo PSI, Pannella, Boselli, De Michelis, Craxi, e tutti gli ex socialisti in un valzer incrociato di vicinanze e lontananze sterili di padri putativi, più o meno traditori. Possiamo chiamare questa linea settaria, idealista ed autolesionista.
In un mondo in cui ex comunisti ed ex democristiani vanno a nozze, ma anche post fascisti, berlusconiani (ex socialisti, ex comunisti, ex democristiani), leghisti, clericali, neonazisti ed ex radicali trovano il modo per stare insieme, c’è qualcuno che si colloca a distanza siderale, che teme la contaminazione e aristocraticamente dimentica che la politica è (anche ) “sangue e merda”, ostentando il suo fondamentalismo, più o meno laico, il suo vangelo, i suoi dogmi, i suoi sacerdoti o grandi maestri di riferimento.
Da Roma è emersa, in positivo, la necessità di fare i conti con l’organizzazione, elemento fondamentale per chi vuole fare politica concretamente, considerandone i costi, le energie, materiali e immateriali, che non vanno sprecate, il rischio dello spontaneismo inconcludente; è emersa la necessità di mettere all’ordine del giorno la questione morale, la questione sociale e la questione ambientale e la necessità di incalzare un ceto politico autoreferenziale, con privilegi esasperanti e separato dalla società civile, è emersa anche un’ autorevolezza altalenante da parte della presidenza dell’assemblea, con il rischio di degenerazione per questioni puerili.
La nostra continua attenzione dev’essere quella di non degradare a fare una politica per conto terzi, come manovalanza, soddisfatti solo di rimirarsi l’ombelico.
Nel frattempo, amici e compagni, non ci farebbe male riprendere l’agenda dei nostri impegni e delle nostre scadenze fissate a giugno e a novembre 2006, ai nostri obiettivi, test di breve e di lunga durata, sapendo che l’esttezza della linea e la definizione della rotta ce la daranno i risultati con cui dovremo misurarci in prima persona coraggiosamente, sul campo, verificando i consensi all’aperto e non al chiuso di una stanza o di un circuito, più o meno culturale.
Fraternamente
Francesco Attolico
15.02.07

Pubblicato in : Primo piano

Info Francesco Attolico

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti