Buongiorno. Voglio scrivere questa lettera per raccontare un fenomeno che è sempre più frequente nell’Italia di oggi. L’idea di scrivere una lettera mi è arrivata dopo numerosi articoli sui vari quotidiani del nostro Paese, perché la questione del lavoro tocca ormai molti fronti.
La questione che pongo è questa: dopo la famosa e ormai nominata “crisi economica”, ci sono sempre più persone che hanno perduto il proprio impiego. Lo stato – oltre al classico sussidio di disoccupazione – non fa nulla. E i sussidi – sotto alcuni punti di vista, per fortuna – non sono infiniti. E i sussidi non riportano a riottenere quella dignità che ogni uomo acquisisce col lavoro.
C’è un uomo a Parabiago, comune nel milanese che conta circa 27mila anime, che ha 53 anni e da dieci mesi è a casa, disoccupato. Quest’uomo – mio marito – ha inviato circa 4mila curricula ad aziende del territorio e non ha mai visto il suo telefono squillare. Il dramma che sta vivendo la mia famiglia è sempre più frequente.
Ora, mi chiedo: cosa non funziona in Italia? Io ho molti interessi nella vita e tanti dubbi su alcune questioni del nostro paese. Per togliermi qualche dubbio, effettuo ricerche sugli argomenti a me cari, nei paesi dell’UE. Un over 50 in Spagna, Francia, Germania (non cito l’Inghilterra perché ritengo sia un paese troppo avanzato in materia di ricerca di occupazione) è visto come una risorsa per l’azienda e non come un peso. Si denotano caratteristiche morali negli uomini maturi, nonché affidabilità estrema.
Cosa non funziona:
– non esiste meritocrazia
– i concorsi pubblici sono una farsa: sono costruiti ad hoc su persone, impedendo ad altri anche quasi di accedervi
– la ricerca di occupazione è ancora fortemente radicata nel “passa parola”
– le agenzie di lavoro si occupano di under 35. So di per certo che non prendono in considerazione i curricula degli over 45
– le aziende cercano personale non in base a criteri ben strutturati, ma soprattutto in base agli sgravi fiscali che lo stato propone (es. apprendistato).
A 53 anni, con minimo 12 anni di lavoro da affrontare, ci si trova senza speranza. Si sa benissimo che non si vive in 2 con uno stipendio da 1000 euro. In periodo di crisi, quale stipendio è più sicuro? Vorrei sottoporre un’ultima questione: quest’uomo, mio marito, ha lavorato per circa 7 anni e mezzo da precario in Regione Lombardia. Si fanno queste cose? Un’azienda – pubblica o privata – non aspetta quasi dieci anni per capire se ha bisogno di un dipendente oppure no. Questa è l’Italia. Gli over 50 disoccupati che fine faranno? Peccato che la malasorte gli sia stata imposta. Grazie per l’ascolto. Cordialmente
Pamela De Rosa

Tanti anni fa, per l’esattezza 32, mi sono innamorata del mio principe azzurro col quale ho studiato e lavorato fianco a fianco per creare il nostro studio di consulenza Fiscale. Dopo 10 anni finalmente abbiamo raccolto i primi frutti, Tutto è andato per il meglio: ci siamo sposati e abbiamo avuto due bellissime figlie. Poi però i nostri desideri sono diventati solo i miei, la famiglia in fondo non era una cosa che interessasse ad entrambi e così cinque anni fa ho divorziato lasciando il nostro studio a lui che era l’unico abilitato tra i due. Da allora non faccio altro che cambiare lavoro senza trovare nulla di buono, e ora sono circa due mesi che sono a casa con un mutuo da pagare, due ragazze da far diventare grandi, non nascondo che a volte ho dei pensieri bui perché non riesco a vedere un’altra via d’uscita.
Finalmente qualcuno che dice la verità e le cose come stanno realmente. Anche io ho 52 anni disoccupata dal 2012 nonostante una ricerca spasmodica ho trovato solo porte chiuse. Grazie Pamela