Poiché la sottoscritta è notoriamente sensibile alle discriminazioni di qualunque genere esse siano, si è posta l’obbiettivo di difendere i cittadini da quel terrificante percorso di guerra disseminato di banalità, offese al pubblico buonsenso e negazione della realtà che risponde al nome di campagna elettorale. Trattasi di un meccanismo perverso e del tutto sadico che scatta puntuale ad ogni primavera con il rinnovarsi delle amministrazioni locali, regionali, nazionali e financo europee – tanto per non farci mancare nulla – e che comporta un esponenziale dispiego di denaro, tempo e soprattutto parole – oddio quante parole – che sarebbe certamente degno di miglior causa se in questo paese fosse appena possibile rintracciarne una. In realtà, la campagna elettorale, qualunque campagna elettorale, è una potentissima bomba ad orologeria pronta ad esplodere a scadenze cicliche nella vita di innocenti cittadini che, oltre a doversi impegnare ogni giorno nella faticosa sfida della sopravvivenza quotidiana, devono anche far fronte alle sorprese inopinate messe in atto dai candidati che, improvvisamente, cessano di essere entità astratte e misteriose chiuse nei palazzi del potere, e si riversano per le strade in cerca di consensi da tramutare al momento opportuno in voti. Ecco dunque qualche suggerimento per evitare di essere travolti dall’eccesso di affetto che i politici improvvisamente ci dimostrano: mai credere ai colpi di fulmine, specie se sponsorizzati dal logo di un partito politico.
1 – fate molta attenzione al vostro quotidiano percorso per raggiungere il posto di lavoro – tempi di percorrenza, ovviamente, ignoti – perché dalla immensa buca che si apre ai vostri piedi, o di fronte alle ruote della vostra bicicletta, e che fino a ieri costituiva solo un pericolo per la vostra arcata dentale, potrebbe sbucare il Galli che dice: “Vedi questa buca? Non dovrebbe esserci!” e, colti di sorpresa, potrebbero mancarvi i riflessi per rispondergli: “O bello, e te fino a ieri dove hai vissuto, nel paese dei campanelli?”.
2 – leggete con molta concentrazione la vostra posta elettronica, e cercate di rendervi conto che le mail che improvvisamente giungono a testimoniarvi un vostro inatteso ed eccessivo credito di popolarità affettuosa, firmate “il tuo Eugenio che ti pensa sempre”, non sono dovute alla vostra finalmente riconosciuta abilità di raccontatori di barzellette, ma sono solo biechi tentativi di estorcervi un voto di preferenza facendovi sentire degni di attenzione.
3 – non telefonate alla redazione di Novella 2000 per scoprire come mai siete entrati di colpo nelle mailing list delle feste vip più ambite, dal momento che state ricevendo inviti per ogni evento mondano della vostra città, quando fino a ieri facevate fatica a rientrare anche nella lista degli invitati al cinquantesimo di matrimonio dei vostri vicini di casa: la principessa Georgiana e la contessa Costanza sono improvvisamente attratte dalla vostra unica fonte di appeal, ovvero il vecchio caro slogan: un uomo un voto. Che vale anche l’offerta di un drink ad un plebeo.
4 – ponete la massima attenzione alla scelta dei vostri svaghi nel tempo libero, soprattutto se essa prevede un innocuo aperitivo con gli amici, dopo il lavoro, giacchè da dietro lo shaker del barman quasi sicuramente spunterà fuori il Renzi a dirvi: “Volevamo essere gli U2 e siamo ancora in tempo a farcela!”. Di solito, questo accade dopo il secondo Americano, al terzo giro dei locali dell’happy hour che il suo staff gli fa fare ogni sera. Si stanno prendendo in considerazione anche le colazioni mattutine, per cui occhio alla insidie della brioche, che d’altronde risulta particolarmente pericolosa sin dai tempi perigliosi di Maria Antonietta.
5 – qualunque siano le vostre necessità quotidiane, ovunque dobbiate andare, non importa quanto sia urgente il motivo, evitate accuratamente di avvicinarvi o, ancora peggio, incrociare, il cantiere della tramvia in tutti e sette i chilometri finora realizzati: da ogni anfratto, pietra, traversina e longarina, uscirà fuori il Razzanelli con un pacco di fogli in mano ed una biro nell’altra pronto a chiedervi: a) di esaminare i duemilatrecento progetti da lui personalmente studiati come alternativa all’obbrobrioso cantiere e b) di firmare testè col vostro sangue tutti e trentaquattromila quesiti referendari da lui promossi contro l’esecranda opera. Non è cosa per anemici ed emofiliaci, ne va della vostra salute.
6 – se siete soliti coltivare interessi culturali che variano dalla lettura all’arte in genere, non cadete nella trappola degli inviti legati a convegni e manifestazioni, ancorchè sponsorizzati da degnissime Fondazioni di solito frequentate da pochi adepti carbonari della cultura, che inizino con le seguenti parole: La Fondazione Fratelli d’Italia è lieta di invitarvi all’incontro sul tema “Cosa avrebbe detto Turati della bandana di Berlusconi?”. Siatene certi, lo Spini è lì che vi aspetta pronto a spiegarvi, se può, come mai i socialisti erano rimasti in cinque e si sono ridivisi in due gruppi per garantire meglio le magnifiche sorti e progressive della nostra città. Non riuscite a capirlo? E per questo è meglio che restiate a casa, noi non siamo abbastanza intelligenti per capire queste alte manovre politiche.
7 – se per caso voleste sfuggire all’improvvisa ondata di caldo che ci ha travolti dopo l’inverno più lungo della storia, e pensaste di andare a fare un bagno alle piscine comunali, per carità, rinunciateci e mettevi a mollo nella vasca da bagno di casa vostra: dietro ogni pubblico utilizzo di acqua sta in agguato la De Zordo che strepita all’esproprio del bene comune e tenterà immediatamente di convincervi che solo un’acqua da lei certificata equa, solidale, riciclata e di cristallina risultanza estremista, può essere accettabile in una democrazia che si rispetti.
8 – fate molta attenzione alla pessima abitudine di ascoltare musica in macchina con i finestrini aperti, chè potreste essere scambiati per attivisti di qualche partito. Dopo l’endorsement clamoroso di Renato Zero a favore di Giovanni Galli, tutti si sono buttati alla rincorsa, sappiamo per certo di trattative avanzate tra Renzi e Bono degli U2 per la chiusura della campagna elettorale, molto quotato anche Gino Paoli, con il suo “Eravamo quattro amici al bar, che volevano cambiare il mondo”, se lo stanno disputando Razzanelli e Spini a colpi di proposte indecenti: un modellino elettrico della tramvia contro la raccolta delle lettere segrete e molto hot fra Turati e la Kuliscioff.
9 – se siete utenti di Facebook, cancellate senza neanche aprirle tutte le mail che vi giungono da ogni parte d’Italia con sollecitazioni al voto più o meno esilaranti. Sappiate che non siete diventati all’improvviso i più popolari utenti di Fb per cui tutti vi cercano e vi mandano richieste di amicizia, e che l’invito alla sagra del ranocchio di palude nell’Oltrepò pavese non è dovuto ad antiche frequentazioni amicali che si rinnovano, ma alla richiesta: vota Ernesto, uomo onesto. Giuro, ricevuta davvero.
10 – poiché le campagne elettorali durano trenta giorni, e quindici grazie a Dio li abbiamo già sfangati, resistete con tutte le vostre forze anche alle prossime due settimane. Fate vita da asceti, non bevete, non leggete, non uscite, non ascoltate musica e soprattutto continuate a fare ciò che avete sempre fatto: la vostra vita quotidiana, scansando le buche, in coda sui cantieri, vessati da multe e burocrazie ottuse. Statene certi, dopo il 6 giugno questa tornerà ad essere la regola, mica l’eccezione. E voi potrete finalmente rilassarvi constatando che nulla è cambiato e nulla cambierà. In fondo, questa è la norma, dal Gattopardo in poi.
ChiBo

Ottima narrazione. Che ci spiega più di una delle ragioni per le quali c’è da dubitare che valga la pena di andare a votare..
Ottima narrazione. Che ci spiega più di una delle ragioni per le quali c’è da dubitare che valga la pena di andare a votare..
….”questa è la norma, dal Gattopardo in poi”…
Oh bella ! Allora è vero…
Comunque io continuo a votare ,nell’illusione di una botta di fortuna.Come al Superenalotto :non vincerò mai ,ma se non gioco perdo anche la speranza che qualche sogno si avveri.