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dei e eroi del 29 marzo 2015 – n. 5

di franchini | 30 Marzo 2015

SCINTILLE DI DEI

 

 

 

Chaos

 

Chaos (anche Caos, dal greco antico: Χάος) è l’entità primigenia così indicata nella Teogonia di Esiodo:

« Dunque, per primo fu il Chaos, e poi

Gaia dall’ampio petto, sede sicura per sempre di tutti

gli immortali che tengono le vette dell’Olimpo nevoso,

e Tartaro nebbioso nei recessi della terra dalle ampie strade,

e poi Eros, il più bello fra gli dèi immortali,

che rompe le membra, e di tutti gli dèi e di tutti gli uomini

doma nel petto il cuore e il saggio consiglio.

Da Chaos nacquero Erebo e nera Nyx.

Da Nyx provennero Etere e Hemere

che lei partorì concepiti con Erebo unita in amore. »

(Esiodo, Teogonia, 116-125. Traduzione di Graziano Arrighetti, in Esiodo Opere : 1998 Einaudi-Gallimard; 2007 Mondadori, p. 9)

 

Considerando che originariamente questa parola non aveva l’attuale connotazione di “disordine” che si ritrova nella parola d’uso comune “caos”[1], il termine greco antico “Chaos” viene reso come “Spazio beante”, “Spazio aperto”[2], “Voragine”[3] dove indica, nella sua etimologia, “fesso, fenditura, burrone”, quindi simbolicamente “abisso” dove sono “tenebrosità, oscurità”.

Esiodo lo descrive come eghèneto, non il principio quindi, ma ciò che da questo per primo appare:

« “Primo di tutti fu il Caos”, dice Esiodo (Theog. 116) è da notare che il verbo (γένετο, non ἤν) implica che non esisteva dall’eternità. »

(Herbert Jennings Rose. Caos in Dizionario di Antichità Classiche di Oxford, vol.1. Milano, Paoline, 1981, p. 375)

« Va notato che il Caos esiodeo non esiste da sempre: si manifesta d’improvviso e perdura, anche dopo che si sono sviluppati gli esseri divini, come uno spazio di fondo, un buco nero dell’universo. »

(Giulio Guidorizzi. Il mito greco vol.1 Gli dèi. Milano, Mondadori, 2009, p.1168)

 

Il Chaos, secondo alcuni autori, risulta essere nella mitologia e nella cosmogonia degli antichi greci, la personificazione dello stato primordiale di “vuoto”, il buio anteriore alla generazione del cosmo da cui emersero gli dèi e gli uomin.

« Caos il vuoto primordiale, una specie di gorgo buio che risucchia ogni cosa in un abisso senza fine paragonabile a una nera gola spalancata (χάσκω, “inghiotto”) »

(Giulio Guidorizzi, Il mito greco. Gli dèi. vol.1, Milano, Mondadori, 2009, p.5)

 

Altri interpreti della Teogonia avvertono che Chaos non coinciderebbe solo con il “Vuoto”. Graziano Arrighetti ricorda che su questa nozione/divinità non si ha concordanza tra gli studiosi ma «si è in generale d’accordo che Χάος non è semplicemente il “vuoto”, il “luogo” dove le entità vengono in essere e trovano collocazione»; ma, da un’attenta disamina del termine, risulterebbe essere un’entità non solo spaziale ma anche materiale: «una sorta di nebulosità senza forma associata all’oscurità.».

Lo scoliaste lo descrive come kenòn, lo spazio vuoto tra cielo e terra dopo che una possibile unità originaria fu spezzata:

« Il Caos è dunque emissione e secrezione verso gli elementi. Alcuni lo dicono acqua, altri aria (…) “Venne all’esistenza lo Spazio beante”: Chaos è in rapporto a riversarsi; è un luogo vuoto che sta tra terra e cielo; infatti è venuto all’esistenza dall’invisibile. »

(Scolii a Esiodo, Teogonia, v. 116 Traduzione di Cesare Cassanmagnago. Op.cit, p.493))

 

Quello che Esiodo chiama Chaos non coincide in realtà con quello che i posteri filosofi a partire da Talete identificarono come il principio di tutte le cose o come soprattutto Anassimandro identificò con il termine di arché, ma è l’origine di cose che prima non erano, l’entità eterna ma che non esiste dall’eternità. Da Erebo e Notte si generano le negatività del pensiero greco arcaico: Morte, Sonno e Sogni, le Moire e le Kere, Biasimo, Sventura, Discordia. Esiodo concepisce infatti una seconda generazione dovuta a Gaia (la madre Terra) che è all’origine del mondo naturale: il cielo, le montagne, il mare e dalla sua unione con Urano  (il Cielo stellato) nasceranno gli dei. Gaia «non è generata da Chaos, di essa si dice solo l’ingenerato esserci ]…né mai si incontrano, Gaia e Chaos; neppure le loro discendenze si incrociano.».

Da notare che nella teogonia  orfica  riportata da Eudemo da Rodi  e dal Papiro di Derveni in principio è la Notte (Nyx) e non Chaos. Mentre nella teogonia di ispirazione orfica riportata da Aristofane in Gli uccelli Chaos è all’origine unitamente a Erebo, Notte e Tartaro.

Così Filodemo di Gadara in Sulla pietà riassume, ad esempio, alcune differenti antiche dottrine teogoniche:

« Alcuni autori sostengono che tutte le cose derivano dalla Notte e dal Tartaro, altri dall’Ade e dall’Etere; colui che scrisse la Titanomachia dice dall’Etere, Acusilao dal Caos primigenio; nei versi attribuiti a Museo è scritto che in principio era il Tartaro e la Notte. »

(Frammenti dei Presocratici (Diels-Kranz: 2 B 14); Traduzione di Gabriele Giannantoni in Presocratici, testimonianze e frammenti, tomo 1. Milano, Mondadori, 2009, p. 29)

 

Per Anassagora  come per Platone  il “caos” è il luogo della  materia  informe e rozza a cui attinge un principio superiore, la “Mente” per Anassagora e il Demiurgo  per Platone, per la formazione del mondo ordinato: il cosmo.

 

 

 

 

Gli scritti sono tratti da “Wikipedia, L’enciclopedia libera” (sotto una Licenza Creative Commons) dal link

//it.wikipedia.org/w/index.php?title=Mitologia_greca&oldid=70782290

ID della versione: 70782290

 

 

la rubrica è a cura di franchini

www.franchiniscripsit.it franchini@franchiniscripsit.it

 

 

logo “scintille di dei” © 2015 Fondazione Franchini

Pubblicato in : Primo piano

Info franchini

Poeta, drammaturgo e pittore, presente già all’età di 28 anni in circa 30 strutture museografiche internazionali -dal Tel Aviv Museum al Miami Museum (così che, in una corrispondenza, I. Antonova, Direttore del Puschin Museum di Mosca, ebbe a scrivergli: “Maestro credo che le sue opere allarghino la nostra conoscenza dell’arte italiana moderna” e Paolo Ricci “…pittore colto che ha il pregio di non mostrare la sua cultura” ) -presentò la sua prima produzione ad olio (che seguiva quella del “segno” grafico) presso la Galleria “la barcaccia” di Napoli nel 1970. Dedicatosi ad una intensa attività politico-sociale ed alla ricerca di una espressione estetica adeguata a consolidare e rappresentare la personale condizione esistenziale, produce “a vomito”, e per periodi, sino al 2006, isolandosi dal mercato per non esserne contaminato.
Proteso alla costituzione di una fondazione, in funzione di questa si costituisce il “Comitato Fondazione Franchini” –cui aderisce, tra gli altri, Francesco De Martino (tra i maggiori storici contemporanei del diritto romano, già vice-Presidente del Consiglio e Segretario del PSI)-.
Teorico del movimento socialista, franchini ha fondato, tra gli altri, il circolo “il ‘99”, il “premio giornalistico Buccico”, il “centro studi di politica mediterranea”, e, attento osservatore dei problemi dell’immigrazione, sin dal 1981, la “FILI ’99” –primo tentativo di sindacato europeo della immigrazione legale. Ha firmato, tra l’altro, l’inno “I socialisti”, con la musica del M° Enzo Amato.

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