Dedicato a Concetta, 27 anni, capelli medio lunghi biondi e due occhi sgranati da napoletana verace. Mangia riso freddo e sorseggia sangria, nel self chiamato Zanzibar, al ponte numero 14. Duemila bipedi, con vassoio in plastica attaccato al braccio, alla ricerca di un cibo. Qualsivoglia. E’ alla sua seconda stagione sulla nave ed è manager dell’Art Galery. Mi guarda che mangio pane e salame e mi scopre annoiato e mi dice:” Non ti stai divertendo?” “Certo che sì!” rispondo, un po’ mentendo. Concetta, con divisa e targhetta, è l’emblema di quelli che da maggio ad ottobre devono intrattenere e divertire gli altri per lavoro. “Venite acquagym, forza tutti in piscina alla battaglia d’acqua.” “Stasera con dj Federico qui ai balli del mondo” E la nave va. Con i suoi abitanti più diversi e strampalati dai bambini che non hanno sei mesi alla nonna calabrese che cerca di rincuorare il marito: dai Agostino che fra sette giorni è finita. Dedicato, con la briosa Concetta G, a tutti quelli che vogliono divertirsi a tutti i costi in questa estate diversa e a quelli che devono divertire a tutte le ore, dai ponti alle terme. Antiche. Dedicato a Gede, un ragazzo indonesiano di 22 anni che insieme con altri centinaia di conterranei, porge piatti e bicchieri a migliaia di sconosciuti plurilingue in ristoranti galleggianti e sorride più o meno partecipe anche alle battute e ai commenti di questo o di quel conviviale turista. A lui il premio per l’eleganza con cui accatasta panini, grissini e fette di pane all’uva in piattini poco più grandi di quelli del cappuccino che ospitano anche il coltellino spalma burro. Bravo Gede.
Dedicato al quel ragazzo senza nome che in carrozzella accompagnato dalla sua bionda fidanzata sfidava asciugamani e lettini per arrivare al sole e più vicino possibile alla piscina.
Dedicato a quella sposa che a mezzogiorno si presenta davanti alla chiesa di piazza del Plebiscito a Napoli e aspetta un po’ e poi scopre che il fidanzato, promesso sposo, non è ancora arrivato. Gira le ruote e torna verso il traffico del porto. Dedicato a quei fotografi che aspettano il passaggio di ignoti davanti alle discoteche dei vip e scambiano facce per volti, occhi per sguardi. Ignari del dopo.
Dedicato a Marie Lemonnier, giornalista del Nouvel Observateur, che si è intrufolata nei giardini vaticani e ha raccontato un po’ di atmosfere e notizie riservate o poco note sui principali collaboratori del Papa. Da pagina 34 a pagina 38 del numero in edicola questa settimana col titolo “Les hommes du Pape”. In Italia sarebbe difficile. Dedicato a Antonio Selvatici, giornalista e documentatissimo ricercatore, che ha pubblicato fresco fresco un libro da Pendragon col titolo “Chi spiava i terroristi”. Rapporti tra Kgb, Stasi, Br e Raf. E’ andato a leggere i documenti negli archivi dei servizi segreti dell’Europa “comunista”. Storie e ricostruzioni da Cacciapuoti a Gandini, da Feltrinelli a Curcio a Setti. Di Reggiolo.
Infine. Dedicato a Francesco, 24 anni, Chicco per gli amici, che ha lottato per quasi due anni contro una schifezza che non dovrebbe aggredire nessuno tantomeno un ragazzo vigoroso, buono, sportivo, e generoso come lui. Ha ceduto alla potenza del male l’altro giorno, che sembrava come tanti altri. E’ incredibile e orribile, Chicco, che si sia spenta per sempre la tua voce, simbolo di vita e coraggio. Noi, ora, muti e più soli.
Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com

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