Tuttocchiali sente il dovere di confidarlo agli amici che si ostinano a dare uno sguardo fuggevole alle sue sciocchezzuole: era tanto che non si divertiva come è successo in occasione della baruffa da pochade tra Lucia Annunziata e Michele Santoro. Lucia che abbandona il programma di Michele, per lo stesso motivo per cui Silvio aveva abbandonato il suo, e due tra i massimi sostenitori del giornalismo fazioso che se le danno di santa ragione, gli avevano, colpevolmente, fatto dimenticare che si stava parlando di tragedie, non delle fisime di galletti e gallettine. E’ stato un attimo, chè subito, poi, sentir parlare in quel modo approssimativo e irresponsabile del dramma della Palestina lo ha portato a considerazioni più serie. Per esempio, quanto sia ipocrita e nociva la tesi che si può e si deve essere di parte se si vuole fare del giornalismo “impegnato”. Il giornalismo a tesi nel servizio pubblico nasce da una concezione proprietaria della RAI: un pezzo a te, e ne fai quel che ti pare e un pezzo a me (meglio due) e ne fo quel che mi pare. Dunque tuttocchiali ce l’ha messa tutta per allontanare la tentazione all’ilarità di fronte a tanto accapigliarsi. Ma quando Santoro ha tirato fuori la sua arma decisiva, l’accusa alla Annunziata di intelligenza col nemico, autentico evergreen di chi è geneticamente predisposto a lasciarsi incantare da gentiluomini come Stalin, Hitler e compagnia, è allora che tuttocchiali ha capito due cose: che restare seri era impresa sovrumana, e che a sinistra, essendo ormai servita la frutta, è necessario ricominciare completamente daccapo.
DA ALTO GRADIMENTO A ALTO TRADIMENTO
Tuttocchiali sente il dovere di confidarlo agli amici che si ostinano a dare uno sguardo fuggevole alle sue sciocchezzuole: era tanto che non si divertiva come è successo in occasione della baruffa da pochade tra Lucia Annunziata e Michele Santoro.[segue]

Beh ,ricominciare tutto da capo….a quesi chiari di luna ,non sarebbe meglio lasciar perdere ?