La decisione del Consiglio di Stato in merito al caso della madre finlandese, Soile Lauti, che aveva richiesto la rimozione del crocefisso nella scuola media frequentata dai figli presso Abano Terme, in provincia di Padova.“non reca stupore perchè la richiesta sia stata respinta-ha dichiarato Alessandro Falciani- ma per le motivazioni addotte. Frasi come “è evidente che in Italia il crocifisso esprime l’origine religiosa dei valori che connotano la civiltà italiana: tolleranza, rispetto reciproco, valorizzazione della persona, solidarietà umana, rifiuto di ogni discriminazione” oppure come “Il crocifisso esposto nelle aule scolastiche non può essere neppure equiparato ad un oggetto di culto” rappresentano un attacco inaudito alla laicità dello Stato”.
Si continua a confondere, ha aggiunto Falciani, quelli che sono valori di una singola confessione con quelli di un’intera Nazione
Giova inoltre ricordare che i crocifissi negli edifici pubblici sono stati collocati in seguito a disposizioni del regime fascista del 1924 e del 1927, nel quadro dello Statuto Albertino che all’articolo 1 recitava : “La Religione Cattolica, Apostolica e Romana è la sola Religione dello Stato”.
Crocefisso e Consiglio di Stato: Siamo in piena teocrazia.
Per il capogruppo dello SDI al comune di Firenze, Alessandro Falciani, la decisione del Consiglio di stato sul crocefisso nelle aule scolastiche è da criticare soprattutto per le motivazioni della decisione.

Penso che la guerra di religione animata dal Falciani potrebbe avere una tregua disponendo l’esposizione ,in luogo pubblico , di una bella cazzuola ,al posto del crocifisso.
Io preporrei anche,nelle aule consiliari ,l’affissione di una bella vanga………naturalmente come espressione dei valori del popolo bue !