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CRISI: PERSEVERARE SAREBBE DIABOLICO

Il presidente della Repubblica, non dubitiamo, farà il suo dovere costituzionale. Ascolterà i gruppi parlamentari e valuterà le indicazioni. Ma dovrà anche soppesare se effettivamente ci sono le condizioni per un governo capace di governare.

di Redazione Pensalibero.it | 22 Febbraio 2007

L’archivio di Pensalibero è a disposizione di tutti per dimostrare che si sono persi inutilmente dieci mesi per rivendicare una vittoria che non c’era stata.
A risultato ancora da proclamare, addirittura quando ancora non si sapeva chi avesse avuto più voti tra Prodi e Berlusconi, scrivemmo che l’unica soluzione per l’interesse generale era quella di dare vita ad un governo di larghe intese che in un anno ritoccasse la legge elettorale, provvedesse ad una seria riforma del sistema previdenziale, che tutti ritengono necessaria ma della quale nessuno si vuole assumere, da solo, la responsabilità, e ci portasse a nuove elezioni.
Restammo sorpresi dalle reazioni che suscitammo: numerosissime, di segno diverso, e di tono molto acceso. Fummo costretti a replicare ad alcuni, a brutto muso, che non si governa contro la destra o contro la sinistra, contro Berlusconi o contro D’Alema. Si governa per fare l’interesse del Paese. E se questo richiede che nessuno reclami la vittoria, ma si prenda atto che occorre mettersi d’accordo per non gettare il Paese nel caos, si deve far fronte a ciò che è necessario.
Il centro sinistra ha dimostrato, nella circostanza, di non essere all’altezza. E Prodi di non essere uno statista, anche perché consapevole che, passata la mano, difficilmente sarebbe rientrato in gioco.
Così, l’Unione e Prodi sono cascati nella trappola di Berlusconi. Il quale, allo scopo di bruciare il governo delle larghe intese, lo ha proposto subito. Gli hanno risposto no e sono finiti in un vicolo cieco: impossibilitati a fare scelte in politica estera ed economica per le contraddizioni interne e per non avere la maggioranza al Senato, sono andati avanti per dieci mesi navigando a vista, attenti solo ad evitare gli scogli per non affondare.
Ora siamo punto e a capo. Il presidente della Repubblica, non dubitiamo, farà il suo dovere costituzionale. Ascolterà i gruppi parlamentari e valuterà le indicazioni. Ma dovrà anche valutare se effettivamente ci sono le condizioni per un governo capace di governare.
In altre parole, dovrà valutare se un reincarico a Prodi poggerà veramente su basi solide. Cioè se i motivi di contrasto interni all’Unione siano venuti meno. E, francamente, non ci pare che ciò sia credibile: né per quanto riguarda la politica estera né per quanto riguarda la politica economica.
Andare avanti con Prodi o con chiunque altro facendo finta di credere che al Senato esiste una maggioranza per il centro-sinistra significherebbe compiere lo stesso errore di dieci mesi fa.

Pubblicato in : Primo piano

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