“Ma come – ci dicevano con meraviglia – non aderite alla Costituente Socialista solo perché si chiama socialista e basta? Non potete fare una questione di nomi e non aderire per le parole. E’ evidente che il socialismo non può che essere laico e sposarsi, nel ventunesimo secolo con i principi liberali. Come in tutta Europa, del resto….”.
Non dubito che ci fosse buona fede nella maggior parte di coloro che facevano questo ragionamento. Ma, onestamente, dopo quanto si è appreso sul braccio di ferro all’interno della Rosa Nel Pugno sul nome del Gruppo parlamentare alla Camera, penso che non tutti coloro che hanno partecipato al processo per una Costituente Laica e Liberal-socialista fossero in buona fede. Qualcuno ha barato scientemente.
Per intenderci meglio, e per non essere accusato di forzature, riporto quanto si legge nei siti dello SDI e della RNP.
“Dopo la nascita del Partito socialista si è aperta la discussione all’interno della Rnp alla Camera sul nome del gruppo parlamentare, partendo dalla constatazione che ormai convivono due soggetti politici distinti, i socialisti e i radicali, che potranno portare avanti battaglie comuni, ma anche, come già avviene, esprimersi autonomamente”…. “I socialisti, hanno proposto come nuovo nome Rnp Socialisti e Radicali. Dal lato radicale si è chiesto un ulteriore approfondimento e Pannella si sarebbe espresso perché resti un riferimento a ‘laici e liberali’ o a ‘liberalsocialisti’. Il nuovo nome, prendendo atto di una situazione già esistente, permetterebbe tra l’altro l’ingresso nel gruppo della Camera dei tre socialisti ex Sd che hanno dato vita alla componente socialista nel gruppo Misto, Fabio Baratella, Franco Grillini e Valdo Spini, e di Mauro Del Bue, che aderendo al Partito socialista ha rinunciato alla segreteria di presidenza della Camera”.
Giù la maschera, dunque. E tanti saluti al progetto di un soggetto nuovo, liberalsocialista, che non sia uno SDI allargato, etc.
Personalmente, già a Bertinoro e a Chianciano, a chi sosteneva che chiamare la Costituente Socialista non significava snaturarla, invitando a badare alla sostanza, avevo opposto due obiezioni terra terra: la prima è che “quando nasce una nuova creatura, significa pur qualcosa se la chiamiamo Giuseppe piuttosto che Maria”; la seconda, che ci doveva pur essere una ragione se tutti concordavamo di non fare uno SDI allargato, eppure tutti sentivamo il bisogno di ribadirlo.
Viva la chiarezza, dunque. Anche se sarebbe stato meglio dirlo subito.
Perché è legittimo pensare che si sia voluto deliberatamente imbrigliare e imbrogliare il movimento di Bertinoro. Tanto che le cose hanno avuto una accelerata una volta che si era riusciti a dividerlo.
Non mi spiego a chi e a cosa abbia giovato questa lunga manovra tesa a riproporre uno striminzito soggetto socialista, percepito come vecchio dall’opinione pubblica, senza alcuna spinta se non quella all’autoconservazione delle solite nomenclature.
Penso che abbiano voluto togliere di mezzo un’idea affascinante (il soggetto nuovo e unitario liberalsocialista) per conservare la mediocre certezza del posto fisso. Che altri dovranno loro garantire.
Prendiamone atto e andiamo avanti con chi è disposto a misurarsi, senza rete, nella fase nuova della politica che si è aperta.
Nicola Cariglia

Il PSI che nasce dalla Costituente Socialista , e questo è sempre più chiaro, potrà sopravvivere paradossalmente solo con l’attuale legge elettorale perchè con uno sbarammento al 4 o 5% è destinato o a non entrare in Parlamento o come ho sempre pensato a confluire nel PD veltroniano. Perchè i famosi elettori diessini infuriati per la nascita del PD non esistono, non hanno seguito Mussi come non hanno seguito a maggior ragione Angius se no non si spiegherebbe il clamoroso successo delle primarie veltroniane. Caratterizzandosi come piccolo partito dei nostalgici del PSI(e nemmeno del PSI grande e vincente di Craxi ma di fatto di quello piccolo e succube di De Martino..) non potrà che arrivare al massimo al 3% e mi stupisco che l’amico Gino voglia entrare in una cosa simile. Stesso fallimento annunciato è l’unione PRI-PLI, la quale anche a me sentimentalmente piace molto , ma che potendo contare anche essa su un 2% non avrà molte possibilità di sopravvivere ad un proporzionale con sbarramento presentandosi con questa formula. Non parlo dei Radicali perchè tanto a Pannella non interessa nulla che si estinguano politicamente. A questo punto non so cosa possa accadere. La mia impressione è che una prospettiva onorevole, salvo gesti coraggiosi e clamorosi che nei prossimi giorni cercherò meglio di spiegarvi , possa essere quella di creare una federazione centrista e riformista insieme ai cattolici liberali di Casini e Tabacci(con magari la leadership di Montezemolo..) sul modello della vecchia UDF di Giscard d’Estaigne oppure toccherà chinare il capo e andare per davvero nel PD sperando che diventi una specie di DC con tante correnti tra le quali poter far contare una liberale, laica e socialista(anche se credo che dopo poco saremmo triturati dalla macina postcomunista..).
Una cosa non mi è chiara nel pensiero di Cariglia: basterebbe una “ …traccia della presenza laica e liberale…” per fare un soggetto nel nome di Bertinoro. Ricordo a tutti non tanto che a Bertinoro la presenza di laici e liberali si contava sulle dita di una sola mano, ma che Bertinoro ha significato anche altro e fu ribadito con molta chiarezza in riferimento ai rapporti verso questo centro/sinistra.
Cariglia sostiene che “…fuori si possa fare di più…”. Io non sono d’accordo e lavorerò nella costituente-PS, ma chiedo questo soggetto di Cariglia che dovrebbe comprendere “… tutti i laici i liberali e i socialisti…” tutti proprio tutti, ipocriti e perditempo compresi senza dimenticarci di chi non prende i voti, i “… vari cantieri già aperti: dalla Costituente socialista a quella liberaldemocratica di Dini, da Capezzone ai repubblicani di Nucara e La Malfa, dal PSDI al PLI…” che rapporti avrà con questo centro/sinistra?
Ed è un particolare non di poco conto.
Caro Puccio, non ho capito bene a quali “virtù acquisite” fai riferimento relativamente alla mia posizione.
Per quanto mi riguarda io so che il mio contributo a far crescere il nuovo Partito si è dovuto scontrare con impedimenti imprevisti. Avrei voluto dare un impulso serio a Roma ma sono stati nominati altri compagni. A questi compagni l’onere e l’onore degli schiaffi che continuamente ricevono, ma io non mi sento per questo personalmente arricchito.
Caro Raffaele,
non ho il minimo dubbio sulla tua onestà intellettuale, su quella degli amici e compagni della Associazione per la Rosa nel Pugno e della maggior parte dei militanti socialisti che aderiranno, quando comincerà il tesseramento, al PS.
Unire tutti i socialisti in un solo partito, lo ripeto per l’ennesima volta, è impresa meritoria rispetto allo sparpagliamento di questi anni.
Ma ci eravamo impegnati per una cosa diversa e più ampia: unire tutta l’area laica liberale e socialista. Che intanto cominciassero i socialisti, unendosi fra loro, ci poteva pure stare. Ma doveva essere il primo passo, una tappa, non l’obbiettivo finale.
Purtroppo le cose non sono andate così. ED ORA VEDO CHE DENTRO IL PS NON ANCORA NATO SONO COMINCIATE LE LOTTE PER LA SALVAGUARDIA DELLE COMPONENTI. La presenza di altri, ma sopratutto darsi l’obbiettivo di rendere possibile questa presenza, avrebbe aiutato proprio i socialisti a non cadere nei vecchie errori e a non presentarsi come una riedizione, parzialissima, del vecchio ancorchè glorioso PSI.
Eliminare ogni traccia della presenza laica e liberale finanche nella denominazione del gruppo parlamentare avrà pure un significato e sarà funzionale ad un disegno.
Non mi pare che sia il disegno di Bertinoro, anzi, mi sembra proprio una presa di distanza. Leggo anche io le discussioni sui forum del sito dell’associazione per la rosa nel pugno. Ci trovo molta passione e intelligenza: ed anche critiche oneste.
Non dubito che vi state battendo per i nostri stessi obbiettivi. Ma penso che da furi si possa fare di più. Fermo restando che sono pronto a ricredermi se mi sarà dimostrato il contrario.
Un caro saluto,
Nicola Cariglia
Siamo alle solite : ecco che si ripropone il classico stereotipo del ” si siamo d’accordo ,perchè non vieni con me ?”
L’egocntrismo in politica sembra duro a morire . Ma forse di ” se avanzo seguitemi ” ne abbiamo già sentiti abbastanza .Perchè “remare insieme” sulla “tua” barca , quando si può scegliere un navicello ex novo ? Per non perdere le virtù acquisite ?
Chi voleva imbrogliare chi, Nicola ?
Io mi sento parte del mobimento di Bertinoro. Io credo che il socialismo del XXI secolo sia il liberalsocialismo. Io credo che non vi sia spazio per uno SDI allargato (intendo dire propriamente che uno SDI che voglia allargarsi è destinato nel concreto ad avere ancora meno spazio).
Tu potrai dirmi: ma tu cosa conti ?
Se si va sul sito dell’AxRnP, che continua ad avere un suo forte richiamo, ci si accorge che la mia non è una posizione isolata.
E io credo che in questa fase l’unione faccia la forza, come sempre. Un invito quindi a remare insieme, se le idee sono comuni !