I politici della Seconda Repubblica italica sono come i Borboni di Napoli : vedono tutto, grazie alle spie, ma non imparano niente . E sono tremendamente ripetitivi.
Berlusconi spariglia il gioco sciogliendo Forza Italia nel percorso automobilistico tra Linate e piazza San Babila , così come aveva fatto nel 1992 nel Centro Commerciale di Casalecchio sul Reno . Guarda caso, il giorno dopo compaiono su “la Repubblica” le trascrizioni di conversazioni telefoniche ordinate per un procedimento che nemmeno è menzionato , che “svelano” una trama di stampo “moggiano” per controllare l’informazione Rai-Mediaset , messe a disposizione del popolo non appena i “cani da guardia” della democrazia dell’informazione democratica ne hanno avuto la disponibilità ( guai a rivelare la fonte, mi raccomando!) : un vero peccato che le stesse siano venute disponibili solo due anni dopo i fatti , ancorché in un momento opportuno !
Il presidente del Consiglio Prodi , essendosi reso conto che sì , è ancora premier , nonostante il “penultimatum” di Lamberto Dini , si è ricordato di qual è il primo dovere del suo ufficio , mettere ordine nella questione del conflitto di interessi e soprattutto nel sistema radiotelevisivo , questione colpevolmente trascurata nei periodi di ebbrezza da vittoria elettorale o parlamentare , ma che adesso non può più aspettare : per non perdere tempo, ha fotocopiato una delle sue innumerevoli “ferme” e “pacate” prese di posizione in materia, disponibili su carta almeno dal 1995 e riciclabili in un attimo previa lucidatura dei fogli ed ha provveduto a far svegliare i megafoni un po’ arrugginiti della polemica antiberlusconiana mediatica, come Giulietti , ritrovato appisolato nella sala delle commissioni parlamenteri bicamerali . La recente scomparsa di Biagi ed il mancato reperimento immediato di Scalfari , pare impegnato in una seduta di autocoscienza con l’Essere Supremo di Robespierre ha determinato un certo ritardo nelle ribattute su carta stampata, ma siamo fiduciosi che il tempo venga recuperato, mentre il pubblico viene intrattenuto dai burocratini dell’Usigrai, casualmente non impegnati in un congresso di epurazione e controepurazione.
Nell’alternanza delle indignazioni , sono quelli di centrodestra che se la prendono con la violazione intollerabile della “privacy” etc etc , mentre non si ha traccia del furore morale dei vari Fassino , Latorre e co esibito al turno precedente , che si giocava in casa Unipol . E tutto questo circo Barnum da cosa è stato scatenato ? Da una meditata svolta peronista di Berlusconi , dopo una lettura dei testi che rievocano l’epopea dei “descamisados” e del grande spariglio tra destra e sinistra realizzato da Evita , con conseguente uscita di senno del leader del centro-destra che pensa di aver trovato in Michela Brambilla la sua carta vincente ? Ma no, naturalmente : il fatto vero è che Fini ha ripetuto l’errore di D’Alema del 1992 ( “gli toglieremo le televisioni e lo ridurremo all’angolo della strada a chiedere l’elemosina” ) , dicendo al Cavaliere, durante la lite per il pettegolezzo di turno , che avrebbero fatto i conti al momento della legge “Gentiloni” sulle tv . Eppure il nuovo Berlusconi lo conoscono da almeno venti anni , lo sanno tutti che quando si parla di toccare la “roba” si incazza come il vecchio della novella di Verga , ma reagisce come Paperone che sconfigge sempre la Banda Bassotti !
Aspettiamo la prossima , che magari saranno le intercettazioni delle telefonate tra gli autisti dei proprietari e direttori dei giornali della grande carta stampata , che concordano l’impostazione dei maggiori quotidiani, che so, per tutta la durata del grande e sofferto “parto” del Partito Democratico, mesi e mesi durante i quali tutto , dalle fidanzate di turno nel centrodestra alla crisi dei mutui , ha faticato a raggiungere il taglio basso nelle pagine interne nelle gazzette impegnate a celebrare il Grande Evento. Magari riusciremo a scoprire chi è l’ideatore dell’esistenza del filo diretto che lega Walter Veltroni a Kennedy e Gandhi , senza passare per le fermate intermedie .
Noi vorremmo imparare qualche cosa , non limitarci a guardare.
Franco D’Alfonso

Beh,caro D’Alfonso ,ormai è chiaro : tu potrai imparare qualcosa , ed io e ciascuno di noi , ma solo per assimilazione a questo o quello ( è la libera scelta rimastaci) . Non certo per giudizio ed riflessione problematica propria . Non ci viene più concesso di scegliere ,ma solo di schierarsi . Se ci pensate un attimo ,la vita politica attuale non consiste più nella vecchia attività di superare difficoltà e problematiche di carattere sostanzialmente sociale ,regolando adeguatamente le vicende della Polis ed affrontandone le evoluzioni e le sopravvenienze.
Ma si esalta nell’applicazione del vecchio ammonimento dei Cesari : “dìvide et ìmpera “.Ogni affermazione di diritti ( dall’orgoglio omosessuale al divorzio ed all’aborto ,all’accoglienza indiscriminata di immigrati ) proclamata ed esaltata , non rappresenta solo una salvaguardia della volontà individuale ,del libero arbitrio ,della dignità personale, ma soprattutto una distruzione del collante sociale che norme culturali ,etiche, religiose e tradizionali rappresentavano . Gli oppiacei dei popoli vanno distrutti ,che diamine. Adesso ,in una società di”uomini liberi “ (o di soli contro tutti gli altri ,nell’affermazione di un proprio interesse) ,e del “razionalistico” homo homini lupus , è facile far “passare” la negazione del diritto di scelta (elìgere) sulle schede elettorali :che non danno più possibilità di esprimere preferenze sui nominativi proposti ,e quindi di scegliere le persone . E così il cerchio si chiude : ci si può accapigliare sulla scelta di un “sistema elettorale” alla francese ,alla tedesca , alla spagnola ,all’americana, sviando l’attenzione della gente dal problema principale : che non si può più scegliere ma solo schierarsi . “O con me o contro di me ! E tenete conto che l’altro (il capopopolo avverso ) non vi vuole bene , ed è un cattivo ed incapace !”
Il progresso è evidente . Non a caso l’attuale legge elettorale ,elaborata e santificata dai politici della Toscana e quindi trasferita a livello nazionale da un Calderoli che risulta punta di iceberg ,più che fine stratega (ma consapevole della “porcata”), essendo legge “all’italiana” , deve essere precipitosamente superata da un “sistema” che renda più semplice , meno faticoso ed impegnativo , e più sicuro e definitivo il mantenimento e l’eventuale( ma non auspicabile ) ricambio di comando .
Come si dice ? “Semplicità , certezza ,economicità ( i candidati non devono spendere troppo) ,e governabilità”. Ed alla peggio , se proprio non si puù avere una partito unico ,c’è sempre l’ipotesi della grossa coalizione. E se le cose poi non vanno secondo le promesse , “ considerate che siete un popolo difficile da guidare , di dura cervice . Le cose si fanno ,ma per i miracoli non siamo attrezzati”.
Giocando e scherzando , al popolo non è dato il potere ( come suggerirebbe il termine democrazia) ma “panem e circenses”. Mentre la Casta si riserva i benefici che sono dovuti per gli sforzi di tanta organizzazione.
Siamo contenti di aver imparato qualcosa….