
In questi giorni si sono svolte due importanti celebrazioni nel mondo comunista internazionale.
Nella Repubblica Popolare Cinese, alla presenza di circa 3.000 persone, il 22 ottobre 2026, presso la Grande Sala del Popolo di Pechino, si è celebrato il 90esimo anniversario della vittoria della Lunga Marcia dell’Armata Rossa cinese del 1934-1936.
Si tratta di una ricorrenza importante, legata a un evento che contribuì a consacrare Mao Tse-Tung quale leader indiscusso del Partito Comunista Cinese.
In un articolo dello scorso anno, il prof. Giancarlo Elia Valori, importante analista geopolitico e caro amico, ricordando i 98 anni dell’Esercito di Liberazione Cinese, così scrisse: “Mao Zedong una volta sottolineò: “Chi ha reso la Lunga Marcia un successo? È stato il Partito Comunista. Senza il Partito Comunista, una Lunga Marcia del genere sarebbe impensabile”. Senza il Partito Comunista, aggiunge il sottoscritto, la Cina sarebbe alla mercé di imperialisti occidentali e spacciatori di droga inglesi, come è avvenuto dal sec. XIX alla prima metà del XX”.
Il 22 ottobre scorso, il Presidente cinese Xi Jinping, ricordando che l’Armata Rossa attraversò più di 10 province durante la Lunga Marcia, aprendo un nuovo capitolo nella rivoluzione cinese, ha affermato: “Questa impresa rivoluzionaria epocale riveste un grande significato nella storia del nostro Partito, del nostro Paese e del nostro esercito, e ha un profondo impatto sul nostro cammino verso la rinascita della nazione cinese”.
In tal senso, il Presidente Xi ha sottolineato come la chiave di volta della modernizzazione cinese risieda nell’integrazione dei principi fondamentali del marxismo con le specificità della Cina, al fine di affrontare le problematiche del Paese.
Ed ha parlato dei nuovi traguardi della Cina: “Nel nostro nuovo cammino, ci impegniamo ora a realizzare il Secondo Obiettivo del Centenario, ovvero trasformare la Cina in un grande Paese socialista moderno sotto ogni aspetto, e a promuovere il rinnovamento della nazione cinese su tutti i fronti attraverso un percorso di modernizzazione cinese”.
Egli ha altresì spiegato come sia necessario promuovere tanto uno sviluppo di alta qualità, quanto favorire la prosperità comune di tutti i cittadini, facendo affidamento sul popolo e sugli obiettivi del Partito Comunista Cinese.
Altro evento, tenutosi sempre il 22 ottobre scorso, è stato l’anniversario dei 33 anni della fondazione del Partito Comunista della Repubblica di Moldavia (PCRM), importante partito della sinistra patriottica moldava, che alle elezioni generali si è presentato in coalizione – fra gli altri – ai socialisti di Igor Dodon, i quali hanno spesso guardato con interesse al modello cinese, fondato sull’economia socialista di mercato,
Il Presidente del PCRM, Vladimir Voronin, in occasione dell’anniversario, ha dichiarato, fra le altre cose, che il Partito è sopravvissuto alla disgregazione dell’URSS, “Quando i simboli comunisti furono messi al bando e il Partito Comunista fu dichiarato illegale”, nonostante avesse lottato per liberare la Moldavia e l’URSS dai nazisti.
Voronin ha altresì dichiarato che tanto l’ideale comunista quanto la morale cristiana sono radicate nel popolo moldavo e sono entrambe fondate sulla condivisione del pane con gli affamati, la protezione dei più deboli e le giuste ricompense ai lavoratori.
Egli ha ricordato che, nel 1993, quando tutto sembrava perduto, un gruppo di comunisti si riunì per far rinascere, in Moldavia, un partito che rischiava di essere posto, per sempre, fuorilegge.
Un Partito che riuscì a tornare al governo nel 2001, ha ricordato Voronin, quando i comunisti ottennero il 50,07% alle elezioni parlamentari, battendo il centro-sinistra e la destra e lo stesso Voronin divenne Presidente della Moldavia, fino al 2009, primo Capo di Stato comunista eletto in Europa.
In proposito, il leader comunista moldavo ha ricordato: “Saliti al potere nel 2001 in un Paese in bancarotta con un debito pari all’85% dell’intera economia, abbiamo salutato con calma gli emissari del FMI e gli altri neo-saccheggiatori del Paese. E abbiamo fatto una svolta: dal 2001 al 2009, il PIL è quadruplicato, il bilancio è sestuplicato e gli investimenti sociali sono cresciuti di nove volte! Il gas ha raggiunto 921 villaggi e il porto di Giurgiulesti è stato costruito sulle sponde spoglie del Danubio. Abbiamo completato la nuova testa di ponte di Serpeni e il Memoriale dell’Eternità, e abbiamo acceso la Fiamma Eterna!” Ed ha aggiunto: “Abbiamo negoziato ad armi pari a Mosca e Pechino, a Washington e a Bruxelles. Stavamo costruendo un ponte affidabile tra Oriente e Occidente, e su un ponte del genere non ci può essere spazio per convogli di armi straniere!”.
Durante la sua Presidenza, infatti, i massicci investimenti in sanità, istruzione, l’aumento delle pensioni e degli stipendi, permisero una sostanziale riduzione della povertà cronica in Moldavia.
I comunisti della Moldavia, oggi in coalizione con i socialisti del PSRM, nel Blocco Elettorale Patriottico (o Blocco Elettorale Patriottico di Socialisti, Comunisti, Cuore e Futuro della Moldavia), sono impegnati in prima linea, nel Parlamento e nelle piazze moldave, per contrastare le politiche di austerità, macelleria sociale e aumento delle imposte portate avanti dal governo liberal-conservatore di centrodestra del Partito di Azione e Solidarietà (PAS).
Luca Bagatin

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