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Coi soldi pubblici allevato il candidato a sindaco di Lucca

Rimasto privo di emolumenti dopo dieci anni da presidente della Provincia potrà arrivare tranquillamente alle elezioni della prossima primavera grazie ad un incarico della Regione Toscana.

di Redazione Pensalibero.it | 10 Gennaio 2007

Se non fosse per Internet che consente di tenere in vita senza spese una nuova forma di stampa libera e indipendente, nessuno o quasi potrebbe apprendere, fuori dai confini della propria regione, una notizia come questa.
In Toscana, nella prossima primavera, si vota per eleggere, fra gli altri, il sindaco di Lucca. Una città splendida ed elegante, tutta racchiusa come è all’interno di una cerchia di mura intatte, che sembrano volerne custodire e difendere tutta la peculiarità, anche rispetto al resto della regione.
E’ sempre stato così, in secoli di storia: rispetto al dominio dei Medici, dei Lorena e perfino, più recentemente, nei confronti del potere rosso esteso pressoché dappertutto.
Questa volta, profittando anche di una furibonda lite che ha coinvolto i due “galli” lucchesi di Forza Italia, il sen. Marcello Pera e l’ex sindaco Pietro Fazzi, conclusasi con l’espulsione o fuoriuscita di quest’ultimo dal partito, il centrosinistra ha deciso di usare tutti i mezzi per cancellare l’anomalia dell’unico capoluogo non ancora amministrato, dopo la recente “reconquista” di Arezzo e Grosseto (dove pure hanno goduto del contributo delle liti interne alla ex CDL).
Da tempo è stato individuato il candidato, che sarà, una volta sbrigata la formalità delle primarie, l’ex presidente della provincia di Lucca, Andrea Tagliasacchi.
Tagliasacchi è un DS a tutto tondo, che dell’impegno politico ha fatto la ragione esclusiva della propria vita. Motivo per il quale, avendo cessato di presiedere la Provincia di Lucca (e riscuotere il relativo emolumento) già dalla primavera del 2006, si è venuto a trovare di fronte al problema di mettere assieme il pranzo con la cena per un intero anno, cioè fino a quando, se ce la farà, potrà indossare la fascia tricolore di primo cittadino.
Ed è a questo punto che il sistema Toscana, dai detrattori brutalmente detto regime, ha dimostrato tutta la sua geometrica potenza sotto forma di un incarico di consulenza ben retribuito, dai contorni che sfumano nella nebbia, e che nessun privato conferirebbe dovendoselo pagare coi propri soldi.
In breve: l’aspirante sindaco di Lucca viene retribuito dalla Giunta regionale, per espressa volontà del suo Presidente, Martini, 6333 euro al mese niente meno che “per far fare un ulteriore passo avanti alla concertazione in Toscana”. La prima tranche dell’incarico è stata affidata nel 2006, la seconda in questi giorni, a grande richiesta-ha detto Martini- delle istituzioni locali, imprenditoriali, ambientaliste, etc. Tutti entusiasti dell’opera di Tagliasacchi, hanno vivamente applaudito e chiesto,come si conviene in questi casi, il bis.
Le nostre considerazioni finali prendono le mosse da queste dichiarazioni del governatore che sfidano impunemente il ridicolo. Purtroppo, egli può permetterselo. A parte qualche polemichetta di un paio di consiglieri regionali, la vicenda scivola via come sull’olio già da un semestre, da quando, cioè, il futuro candidato sindaco di Lucca Tagliasacchi si è trovato privo dell’appannaggio di Presidente della Provincia. Quando da decenni una maggioranza non viene mai sostituita, come succede in Toscana, l’aria da “regime” la si respira a pieni polmoni. Le cosidette opposizioni, senza più la speranza di costituire una alternativa perdono stimoli per la battaglia. Molta stampa finisce col trovare inconsapevoli o consapevoli condizionamenti nella fitta rete di convenzioni a pagamento, instauratesi nel corso degli anni tra Regione e Aziende editoriali. Le categorie economiche e le associazioni di vario tipo vivono in una sorta di stato di necessità che li induce perfino a non smentire la ridicola affermazione di un incarico rinnovato a loro pressante richiesta.
Così non fa scandalo, perché solo uno dei tanti, l’episodio tipicamente da regime, di un candidato alla carica di sindaco di una delle più importanti città della regione “allevato” e “allenato” con i soldi pubblici.

Pubblicato in : Primo piano

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Commenti

  1. Antonio Dani

    14 Gennaio 2007 alle 20:38

    E poi vi chiedete perché i figli dei mafiosi vengano inToscana come studenti a riciclare il denare dei padri? Ma perché l’humus mafioso coltivato dalla sinistra ha ben fertilizzato e corrotto la regione. Naturalmente, sia chiaro, mafia accogliente e col lenzuolo bianco alle finestre. Quanto a Tagliasacchi è il solito furbo politicante di provincia che dà l’idea di pensare e soffrire nel sociale. Nessuno dubita che la repubblicaccia lo vedrà prima o poi in Parlamento. A.D.

    Rispondi
  2. Silla Cellino

    11 Gennaio 2007 alle 13:19

    Una forma di rotazione negli incarichi politici e/o amministrativi-gestionali
    nel pubblico o semipubblico fa parte ormai di un certo costume e non appare
    ai più eccessivamente scandaloso, nel senso che ci si abitua. Il caso in
    questione però mi sembra più grave, quasi si voglia prefigurare che la
    *carriera* sia un continuum a tempo indeterminato, intervallato da
    ammortizzatori sociali. E che ammortizzatori sociali: seimila e più eurozzi al mese !
    Cacchio: è così che si fa una lotta seria al precariato, insegniamoglielo a
    questi bischeri.

    Rispondi
  3. alberto benincasa

    10 Gennaio 2007 alle 11:17

    Sottoscrivo pienamente ed aggiungo: in un Paese ” serio” i cittadini elettori non tollererebbero neanche una piccola parte di quello che sta accadendo in Italia, Toscana, Lucca….e la così detta “società civile”? A quando un sussulto di dignità da parte dei Cittadini?

    Rispondi

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