
Lo scontro tra Magistratura e politica dura d a trent’anni.
I Magistrati hanno combattuto la mafia, il terrorismo e la partitocrazia ( a torto ritenuta colpevole della decadenza morale e del declino economico e sociale del Paese).
I Magistrati hanno vinto le tre sfide.
C’è una sola differenza tra le prime due e la terza.
Con la mafia ed il terrorismo, i Magistrati hanno pagato un duro prezzo di sangue, con la sfida alla politica hanno guadagnato molti seggi in Parlamento.
La dilatazione del potere politico della Magistratura non ha prodotto benefici di sistema. I Magistrati con la liquidazione dei partiti della lprima Repubblica e con il condizionamento dei partiti novisti della 2° Repubblica, non hanno tirato le conseguenze del loro successo: non hanno saputo o voluto assumere il governo del Paese.
Ciò ha provocato il blocco delle riforme e la paralisi delle azioni del potere legislativo e di quello esecutivo.
La fine del ciclo della l o Repubblica del ’92/’94 e di quella della 2° Repubblica che si sta consumando dal2011 ad oggi, richiede un deciso atto di coraggio politico delle residue classi dirigenti.
C’è una sola soluzione democratica e parlamentare: l’amnistia politica condizionata. Che cosa è la amnistia politica condizionata?
E’ il giusto bilanciamento tra clemenza per i trasgressori e riguardo per i danneggiati.
Insomma si tratta di chiudere una fase senza violenza primitiva e con il consenso di tutta la nazione.
Il messaggio del Presidente Napolitano è una straordinaria occasione se si ha la forza per dire che l’amnistia serve anche per svuotare le carceri, ma serve soprattutto per chiudere il ciclo politico della 2° Repubblica cresciuta su la mancata chiusura del ciclo politico della l o Repubblica.
La politica ha perso la sua battaglia: rinnovarsi senza cedere potere. Ha ceduto potere e non si è rinnovata.
C’è ancora tempo?
Non so se il messaggio di Napolitano sia l’ultimo treno, ma vedo notte!!

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