Annullato un incontro della scienziata a Mezzolombardo sul testamento biologico. Il veto, posto dal Comitato gestore di quel Teatro, motivato dal fatto che il 6 aprile è venerdì santo.

Un’iniziativa, certamente interessante, sul tema del testamento biologico, che consentirà un bel dibattito tra la grande scienziata e i concittadini dell’ assessore Guadagnini, ma che non sarebbe mai uscita dai confini di quel paese se ad ostacolarla non fosse sopraggiunto il veto, posto dal Comitato gestore di quel Teatro, motivato dal fatto che il 6 aprile è venerdì santo.
A denunciare questo fatto incredibile ha provveduto il Comitato Laici Trentini con le seguenti parole:”è invero bizzarra la posizione del Comitato gestore del Teatro di Mezzolombardo che vieta l’incontro del venerdì santo con Margherita Hack. Bizzarri , ma non nuovi alle censure, visto che anche in passato sono stati vietati spettacoli “offensivi” della morale cattolica. In questo caso è stupefacente visto che viene considerato offensivo chi non la pensa come la Chiesa.
Margherita Hack, scienziata di fama mondiale e atea convinta, è nota per la sua verve, ma non usa dare la caccia ai preti o insultare i crocefissi. E’ una signora ultraottantenne che si muove a fatica e che gira ancora per l’Italia sorretta solo dallo spirito e dal desiderio di dialogare.
Bizzarre sono altresì le argomentazioni del Comitato parrocchiale, in quanto la presenza della Hack è giudicata offensiva in sé, ma poi si dice che il problema è che capita il venerdì santo e che quindi i cattolici non potrebbero rispondere, perché tutti in Chiesa a pregare. Ora, con il dovuto rispetto per la devozione e la fede delle nostre valli, facciamo fatica a pensare che Mezzolombardo il venerdì santo le Chiese rigurgitino di fedeli per le funzioni (alle 8 e mezzo di sera?) e che nessuno di loro possa staccarsene per un’ora e venire ad ascoltare Margherita Hack.
La vicenda diventa grottesca se si pensa che il teatro in questione è in uso al Comune, ma con la clausola medioevale che quanto organizzato dal Comune possa essere vietato dal Comitato parrocchiale (una specie di tribunale dell’Indice), se contrario alla morale cattolica.
Naturalmente il proprietario della struttura ha diritto di gestirla come meglio crede, e quindi il colpevole finisce per essere il Comune che ha accettato una clausola iniqua e discriminante. Ora il punto è che la suddetta parrocchia proprietaria del teatro ha goduto negli ultimi 15 anni circa di numerosi contributi pubblici, intorno al vecchio miliardo di lire, di cui 200 milioni proprio per ristrutturare il teatro. E’ vero che la parrocchia lo fa usare al Comune con la formula del “comodato gratuito”, che appare immensamente generosa, tuttavia è evidente che il beneficio del contributo pubblico è assai maggiore. A questo punto la cosa non è più bizzarra, ma assurda. E gli “offesi” dovrebbero essere i cittadini, di qualunque fede, che pagano le tasse”.

Bizzarro e intollerante, questa è buona parte del’Italia cui non mi riconosco.