Nei saloni del Reagan Building e’ stata allestita una magnifica ‘Casino night’ con tanto di big band (RKO) da quindici elementi, tavoli per il blackjack, pizze a sfare, tortelloni supercotti come piacciono agli americani, giovani cerbiatte in minitubino e tacchi da 20 centimetri. Occasione per parlare dell’Alitalia….

Si gioca con finte mille lire e chi supera una certa cifra con le vincite puo’ iscriversi per concorrere ad uno dei tanti premi in palio.
In bella vista sugli stand la Vespa, l’ibrido a tre ruote, la favolosa Guzzi California, la supermoto Aprilia.
Incontriamo il dottor Colaninno che si aggira nei saloni a controllare che tutto funzioni al meglio.
Siamo all’inizio della serata e complice il nostro antico mestiere lo chiamiamo e ci presentiamo.
Ovviamente il discorso cala sull’Alitalia. Colaninno ci dice che crede molto in questa compagnia. Dire che una azienda come Alitalia rappresenta il Paese non e’ azzardato. Da qui l’importanza di mantenere in Italia questa societa’. Il riferimento ad un molto probabile passaggio nelle mani di Air France, magari a costo zero, non e’ poi da escludersi.
Manifestiamo la nostra perplessita’ e ricordiamo che dell’Alitalia ci ha sempre colpito negativamente la puzzetta sotto il naso del personale viaggiante. Colaninno non reagisce, ma ci assicura che adesso le cose stanno andando diversamente. Alitalia oggi, ci dice, e’ una buona societa’.
Gli ricordiamo che per anni abbiamo insistito con gli allora managers della cosiddetta compagnia di bandiera perche’ fosse creato un volo diretto Washington- Roma. Ci siamo sentiti dire che il bacino di utenza di Alitalia e’ New York. Colaninno sostiene che sono in overbooking per le prossime festivita’ natalizie.
Gia’, rispondiamo. Ma se non fosse stato per l’allora ambasciatore Castellaneta e molto modestamente per la petizione organizzata da chi scrive tra gli italiani di Washington DC oggi non avremmo il volo diretto gestito dalla United che risulta strapieno ogni giorno della settimana nei due sensi.
Colaninno si stringe nella spalle e dice che non si puo’ fare una rotta con un solo aereo. E ricorda di avere cancellato il volo con Pechino che costava alla compagnia 18 milioni anche se la frequenza era una volta alla settimana.
Lasciamo il dottor Colaninno al suo impegno di verifica e ci immergiamo nel salone principale ad ammirare la Vespa, simbolo della genialita’ italiana che ha inventato molti decenni fa una mobilita’ all’insegna dello stile.
Una linea ancora unica al mondo nonostante le tante imitazioni.

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