Credevamo che fosse ormai definitivamente sepolto e per niente rimpianto lo slogan stile anni 70 “né con lo Stato né con le Brigate Rosse”.
Si trattava di un espediente dialettico, alimentato dalla furbizia cialtrona, molto italiana, di chi non vuole mai prendere posizioni nette quando non si sa bene come tira il vento.
Il terrorismo appariva forte; magari si sapeva che non avrebbe vinto, ma meglio non stuzzicarlo perché dimostrava una notevole capacità di spargere sangue.
Quello slogan vergognoso è riemerso nella nostra memoria, invece, grazie alle parole in libertà di Francesco Caruso, pubblicate sul Corriere della Sera.
Parole, purtroppo, che non appartengono più ad un esponente dei centri sociali e no global un po’ “pazzariello”. Esprimono il pensiero di un membro del parlamento italiano, appartenente ad un partito della coalizione di governo, Rifondazione Comunista.
Per Caruso, intervistato sui tragici fatti di Catania-Palermo che sono costati la vita all’ispettore di polizia Filippo Raciti, è del tutto evidente, sempre e comunque, la responsabilità delle forze dell’ordine. Almeno in Italia, perché all’estero, ci fa sapere sottolineando che lui se ne intende, la polizia è addestrata bene, e quando c’è da prendere un dimostrante “partono in quaranta e se lo prendono, lo risucchiano”. In Italia, invece, “carica ancora come negli anni cinquanta. Manganella nel mucchio, chi trova, trova e se trova un ragazzino che non c’entra e inciampa, come dire, non esita”.
Siamo alla farneticazione, ma non è un caso isolato: su Liberazione, organo del partito di Caruso, PRC, anche la senatrice Haidi Giuliani, sempre a proposito di Catania aveva affermato che è “inutile e dannoso …rilasciare indiscriminati attestati di fiducia e solidarietà alle forze dell’ordine”.
Ora, il fatto più grave non è tanto che ci siano parlamentari della maggioranza di governo che criticano le forze dell’ordine. Lo si può fare, se si ritiene che abbiano sbagliato, contestando loro fatti specifici.
Qui ci troviamo di fronte a posizioni pregiudiziali espresse da parlamentari che fanno parte della maggioranza di governo. Non hanno rilievi precisi da fare alla polizia sui fatti di Catania; ma si preoccupano di mettere in chiaro due cose. La prima è che anche di fronte a teppisti patentati come quelli che si ritrovano in tanti stadi di calcio, loro NON si schierano a fianco delle forze dell’ordine.
La seconda, che lo “scontro” polizia-manifestanti è fisiologico, DEVE avvenire: Solo così, infatti, si sente appagato il loro sentirsi parte di una sinistra antagonista.
Una volta Prodi ebbe a definire folcloristica l’ala estrema della sinistra che appoggia il suo Governo. Lo sarà senz’altro folcloristica. Ma anche pericolosa: per la durata del governo e per tutti noi.
CARUSO:NE CON LO STATO NE CON I TEPPISTI
Le sue parole, purtroppo, non appartengono ad un esponente dei centri sociali e no global un po’ “pazzariello”. Esprimono il “pensiero” di un membro del parlamento italiano, appartenente alla coalizione di governo.

Come ribadisco anche a Tuttocchiali , è dal sessantotto che la gioventù italica è istigata a nutrirsi di pane e poliziotto . I commenti alla Caruso (od alla Matarrese ) non fanno altro che ribadire tale istigazione . Non si tratta solo di tifo esasperato . Basta fiutare davvero il pericolo: lo hanno fatto con profitto in Inghilterra , da noi si infila la testa sotto la sabbia. E si accorciano le pene , e si premiano i pentiti (o i redenti) ,e si chiamano “onorevoli” raccomandabili tipetti . Non ci saranno cariche indiscriminate in Inghilterra , ma se tocchi un poliziotto anche per un buffetto non mi risulta che ti mandino in Parlamento . Ti mandano in galera ,buttando la chiave per un giusto periodo ! Che Fascisti !
Al fine di non essere frainteso, esprimo tutto il mio cordglio e la mia rabbia per quello che è successo a Catania e rivolgo tutta la mia solidarietà alla famiglia e a coloro che come lui tutte le domeniche rischiano la vita per vigilare su una partita di calcio.
E qui vengo al sodo: questo è scandaloso! Morire di calcio!
Anche per me sono ugualmente esseri umani un poliziotto e un tifoso; lo scandalo non sono le affermazioni di Caruso, è che possano morire per una sprangata o una coltellata.
Non credo che Caruso sia diventato di colpo paladino degli ultrà (che tra l’altro per la maggior parte sono di estrema destra e non lo dico io ma la stessa polizia) ma che, sicuramente fuoriluogo, abbia espresso una sua opinione sulla nostra polizia di stato e su le forze dell’ordine in generale.
Anche io trovo allucinante che la polizia, oltre ai rischi normali del mestiere, debba impiegare ore e ore per ristabilire l’ordine intorno ad uno stadio. Non si può lasciare che un branco di persone inqualificabili, tenga in scacco una città per ore!
Ora, inviterei tutti alla sobrietà e a considerare questa dichiarazione di Caruso, con il giusto peso senza usarla come se l’avesse pronunciata Napolitano o Prodi!
Del resto, se vogliamo elencare le boiate dette e mai stigmatizzate da gentaglia come Borghezio………
Sappiamo da dove viene e quali trascorsi ha nei rapporti diretti con la polizia: mi sembra normale che, dal suo punto di vista non ne canti le odi!
Però, e qui so che qualcuno storcerà il naso, le critiche vanno fatte a 360 gradi!
Quando è morto accoltellato l’ultrà, membro dei centri sociali genovesi, Spagnolo, non si è fermato nulla, si sono solo presi provvedimenti per l’immediato e dopo, tutto come prima.
Dispiace vedere che ci voleva la morte di un povero giovane servitore dello stato, per capire che il sistema calcio era al collasso e non si poteva continuare tutte le domeniche ad assistere impotenti al bilancio della guerriglia che come un rito, che domenicalmente si svolge nella maggior parte degli stadi d’Italia.
Speriamo che anche questo ennesimo sacrificio non sia stato inutile.
Saluti Socialisti e che dire: forte vicinanza e un forte abbraccio alla famiglia colpita da questo terribile lutto e che, se,questi criminali assasini hanno ancora un minimo di coscenza, che li rimorda per la vita intera, è il minimo che gli auguro (oltre alla galera).
Stefano Longo