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Carte in tavola: chi bleffa va a casa e paga l’intera posta

di Cesare Mannucci | 9 Febbraio 2014

L’’invito del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi al premier Enrico Letta di presentarsi alla riunione degli imprenditori ed industriali il prossimo 20 febbraio è come quando i giocatori di poker chiedono di vedere le carte verso chi continua a rialzare la posta. 

giorgiosquinziLo hanno definito il duello a distanza caricandolo di significati molto cari alla politica, al giornalismo d’effetto e alle conversazioni colte dei salotti buoni della capitale. Ma l’invito del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi al premier Enrico Letta di presentarsi alla riunione degli imprenditori ed industriali il prossimo 20 febbraio è molto più vicino a quella fase in cui i giocatori di poker chiedono di vedere le carte verso chi continua a rialzare la posta ma si presume che forse in mano abbia solo una coppia vestita per garantirsi unicamente l’apertura. E come sempre, nel suo inconfondibile stile “Mister Magoo” Squinzi non le ha mandate a dire con i toni vellutati tanto cari ai summenzionati salotti buoni, ha parlato invece  con la concreta ruvidezza lombarda dell’imprenditore che ha sempre fatto conciliare il pasto con la cena senza però far mai mancare nulla ai suoi cari con la dura e onesta giornata di lavoro. “O viene da noi con fatti concreti o è meglio che si torni al voto” ha detto il patron di Mapei, numero uno di via dell’Astronomia, esibendo i dati del Centro studi di Confindustria che non fanno presagire nulla di buono men che meno una ripresa economica nei prossimi dodici mesi. Ed è cominciata la guerra dei numeri, Letta piccato da Dubai ha rivendicato la veridicità delle previsioni del governo che indicano una crescita nei prossimi mesi del prodotto interno lordo, Squinzi invece con il pragmatismo di sempre parla di “verificare disperazione in tutte le imprese italiane visitate negli ultimi mesi in qualità di presidente di Confindustria”. Difficile dire in assoluto chi abbia ragione, anche se tutte le precedenti esternazioni di Squinzi, bollate di ereticità e disfattismo nei mesi scorsi purtroppo, a distanza di poche settimane dall’essere state pronunciate, hanno sistematicamente trovato conferma. Ma quello che ancora una volta si vuol sottolineare è la distanza tra la politica, l’economia e la capacità imprenditoriale nel Belpaese. Ed è proprio la recente visita di Letta negli Emirati Arabi che ci conferma questa nostra tesi. Il presidente del Consiglio si è recato a Dubai come ha sostenuto lui stesso per cercare di convincere  il mondo degli affari arabo ad investire nelle aziende italiane. Ma se questa era la reale motivazione e non solo per salvare Alitalia, allora perché non portare con se il presidente di Confindustria?  Giorgio Squinzi per storia personale e aziendale (la Mapei è presente in modo competitivo in 14 Stati e nei paesi emergenti) siamo convinti abbia maggior credibilità dei nostri governanti. Non ha velleità di discese in politica. A lui interessano la “cima Coppi” e tutte le altre impervie scalate da fare in bicicletta oltreché tenere in maglia rosa, in maglia gialla e in quella iridata il suo gruppo industriale. E’ questo scollamento che ancora, oggi come oggi, tiene decisamente separate la politica dall’impresa e non li saldi invece come soggetto unico per  l’ormai improcrastinabile ripresa. E’ quella politica autoreferenziale, funzionale a se stessa, teorica e professorale che non accetta consigli dal paese reale e dal mondo del lavoro. Ma qualche speranza è bene ancora nutrirla proprio partendo dalle cose piccole e reali. Questa mattina ho conosciuto Bernardo Caprotti (Mister Esselunga per intenderci) in occasione del funerale di un mio amico scomparso prematuramente a 42 anni. Sono rimasto impressionato dal fatto che una persona come lui (tra l’altro ha 88 anni suonati) sia intervenuto personalmente alle esequie di un suo giovane dirigente. Ma la cosa che più mi ha fatto specie è che a mia moglie abbia detto di aver condiviso per 180 giorni il dramma di questa famiglia. Ho pensato che fossero frasi di circostanza…ma poi parlando con la mia amica ho riscontrato la verità delle parole di Caprotti: tutti i giorni le telefonava per sapere come stava il marito e, addirittura, ad inizio di questa settimana è andato a trovarlo in ospedale. Sono queste le volte che rendono orgogliosi di essere italiano e piace pensare che ci sono ancora imprenditori come lui che si battono giorno per giorno certamente per i loro interessi ma anche per risollevare il nostro paese mantenendo un lato umano nel rapporto con i propri dipendenti…..altro che i fenomeni con 25 incarichi o quegli scienziati che hanno affossato le nostre migliori aziende pubbliche.

Pubblicato in : Editoriale

Info Cesare Mannucci

Direttore Responsabile ad interim, già Vice Direttore vicario di PensaLibero.it, svolge una intensa attività giornalistica da oltre 40 anni. Ha cominciato nel settimanale L’Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E’ stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E’ stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L’Avvenire e dell’Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d’amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea (con sede a Barcellona) in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell’Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali (Cap Holding SpA). E’ stato anche delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell’ Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania. Capo Segreteria a Milano di un noto europarlamentare (2016). Consigliere comunale all’opposizione a San Donato Milanese, cittadella che ospita Metanopoli e il quartiere generale dell’Eni (2017-2022). Da giugno 2022 Consigliere comunale di minoranza a Dresano (Mi). Dal 2023 al 2024 Responsabile della comunicazione di un conosciuto europarlamentare pavese. Direttore Responsabile de “Il Giornale dei Laghi” mensile della Gestione Navigazione Laghi-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (dal luglio 2025)

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Carlo Augusto Dal Miglio

    11 Febbraio 2014 alle 17:53

    Lucido commento alla situazione in cui si dibatte l’Italia, fra chi vuol fare ed ha idee per fare e chi, nella migliore delle ipotesi, non riesce a fare per gli stucchevoli e colpevoli compromessi politici.

    Rispondi

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