Ogni giorno ha la sua pena, ogni pena ha la sua legge , in Italia.
Troppi extracomunitari nelle città ? Legge Bossi-Fini . Incidenti sul lavoro ? Legge 626 sulla sicurezza sul lavoro. Spioni dappertutto ? Legge sulla privacy . Nessun paese al mondo dispone di un armamentario di leggi così esteso , pervasivo , come quello italiano : più di quattro milioni di norme, in continuo aumento , con una stratificazione che spesso riporta allo Stato sabaudo. Talvolta sono scritte in modo incomprensibile, con una serie tale di rimandi e citazioni che , prima di comprendere l’argomento oggetto di una norma possono passare dei giorni.
Solo in questa settimana , i cinesi di Milano si sono rivelati essere oltre diecimila tutti racchiusi in tre vie con relative merci e magazzini , gli incidenti sul lavoro hanno provocato dodici morti , si è scoperto che la Telecom ad italianità controllata spiava abusivamente anche sé stessa.
Le battaglie contro l’abuso ed il crimine si vincono e si perdono , gli strumenti legali di lotta sono adatti o meno , la verifica non è difficile : se dopo l’entrata in vigore della legge sulla sicurezza del lavoro il ritmo degli incidenti mortali è cresciuto costantemente dall’anno 2000 ( unico paese europeo occidentale capace di questa lugubre performance) , vuol dire che la soluzione non è stata trovata e che gli strumenti non sono quelli giusti.
Da noi sembra che non si voglia buttare mai via niente . La legge sulla sicurezza sul lavoro non dà risultati reali ? Resta comunque in vigore , viene applicata in maniera draconiana negli uffici , dove come è noto avvengono delle vere e proprie stragi di lavoratori , generando una nuova categoria di consulenti ed incrementando il PIL, con l’obbligo di tre dichiarazioni all’anno ed un costo di soli studi di 3000 euro per l’attività minima ( titolare + segretaria).
La legge sulla privacy non è riuscita ad impedire neanche alla portinaia di sbirciare nella posta ? Si va avanti imperterriti a scrivere milioni di inutili comunicazioni firmate tre volte negli appositi spazi , praticamente il 70% del materiale cartaceo non pubblicitario consegnate dalle Regie Poste Spa .
L’istinto spagnolesco della “grida” manzoniane, il “bollo tondo” tassativamente da apporre nell’apposito spazio come nel film di Alberto Sordi unito al totale disinteresse per le file notturne di badanti e lavoratori che cercano di rinnovare il permesso di soggiorno seguendo l’assurda trafila burocratica di legge , nutrimento di una pubblica amministrazione che “concede” e non “controlla” il risultato , e che spesso, troppo spesso gradisce un omaggio per fare ciò che dovrebbe fare trova sempre nuove forme per sopravvivere e prosperare.
Franco D’Alfonso

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