
E noi torniamo alla Leopolda.
Quando l’anno scorso parlavamo di rottamazione molti pensavano fossimo matti. Davvero avete il coraggio di sfidare un’intera classe dirigente? Ma vi siete bevuti il cervello?
Nell’anno trascorso è successo di tutto e oggi non c’è più bisogno di parlare di rottamazione: la vogliono tutti! Ogni giorno sui media o in rete ci sono nuovi sostenitori del ricambio totale. Bene così, non siamo gelosi… Ma adesso noi sentiamo il bisogno di fare il salto di qualità. Non basta la rivendicazione anagrafica e non basta dire che gli altri hanno fallito: è il momento di tirare fuori le idee. Almeno quelle. Lo faremo senza ricorrere al politichese, dicendo in modo crudo quello che pensiamo. E se qualcuno ci rimane male, pazienza!
Non siamo messi bene, lo sappiamo, e l’Italia, Paese della bellezza, è assediato da volgarità e mediocrità. Vogliamo un Big Bang che segni l’inizio di un’altra storia. Basta con i predicozzi di chi ha fallito e ha ridotto la storia a gossip. Basta con chi preferisce partecipare piuttosto che vincere e basta con chi quando per caso vince impallina gli alleati perché si trova meglio in piazza a manifestare che non al Governo per cambiare.
Piaccia o non piaccia, ormai tocca alla nostra generazione. Non sappiamo quando, chi e come, ma i fatti di questi mesi dicono che tocca a noi. Tocca a noi, che veniamo da storie diverse ma siamo uniti dall’idea che l’Italia debba tornare a scommettere sul merito, sull’innovazione, sulle qualità. Noi che pensiamo che si possa trovare lavoro non perché si conosce qualcuno, ma perché si conosce qualcosa. Noi che consideriamo immorale che ogni italiano nasca già con più di trentamila euro di debito a testa per colpa della miopia di un’intera generazione di politici. Noi che vogliamo dimezzare i costi della politica e del sindacato, noi che vogliamo rivoluzionare un mondo universitario basato sulle baronie e sulle amicizie, noi che siamo già genitori e continuano a chiamarci ragazzi. Noi che vogliamo un servizio pubblico e nonla RAI occupata dai partiti, noi cresciuti nell’apartheid dei diritti tra chi ha garanzie a tempo indeterminato e chi è vive la precarietà permanente, noi che paghiamo le pensioni di oggi rischiando di non averle domani. Noi che mangiamo con la cultura, noi che viviamo connessi, noi che siamo cittadini del mondo orgogliosamente italiani, noi ci siamo.
Ci ritroviamo a Firenze, culla del pensiero politico, per riportare la cosa pubblica nelle case private. Ci ritroviamo senza simboli di partito e senza interventi triti e ritriti. Ma vogliamo sommergere i democratici e gli italiani di idee, di proposte, di iniziative concrete. Vogliamo che il centrosinistra smetta di occuparsi di formule e alleanze, beghe e beghette e dica chiaramente che cosa farà quando andrà al Governo.
Saremo in tanti e a ciascuno chiediamo un contributo di idee, impegno e partecipazione. Ci saranno volti noti, certo, ma soprattutto tanta gente comune, unita dal desiderio di progettare un’Italia diversa. Ci saranno sindaci e studenti, militanti di partito e persone fuori dalla politica tradizionale. Usciremo dalla Stazione con una sorpresa. No, nessuna candidatura! Non saremo lì per affermare le ambizioni di qualche io, ma per mostrare che siamo già un noi. Una sorpresa diversa, coinvolgente e inedita.
La faccio breve. Non sopportiamo l’idea di stare in un Paese che spende più per gli interessi sul debito pubblico che non per gli investimenti sulla scuola. Come dire: mettiamo soldi più per le colpe dei padri che non per educare i figli. Triste destino per un Paese che ha sempre dato del tu al futuro. Per cambiare non basta lamentarsi. Dalla Leopolda 2011 usciremo con un carico di proposte, che forse faranno arrabbiare, pensare, discutere. Ma saranno proposte che parleranno dei problemi degli italiani, non delle ansie di una classe dirigente autoreferenziale che procede stanca sul vicolo del tramonto.
C’è un sacco di bella gente che è delusa, schifata, colpita. Ma non rassegnata. Torniamo alla Leopolda, allora. Perché da quella vecchia stazione, finalmente, si può partire. Big Bang!
Vi aspetto, ciao.
Matteo Renzi
Dove: Stazione Leopolda, Firenze.
Quando: dalle 21 di venerdì 28 ottobre alle 13 di domenica 30 ottobre
Chi: Chiunque abbia idee da offrire, progetti da condividere, entusiasmo da recuperare

Ho letto il manifesto di Renzi per la Leopolda 2011.
Dice quello che ogni cittadino, degno di questo nome, vorrebbe fosse realizzato nella propria
nazione.
Dice quello che ognuno di noi pensa, ogni volta che sente le notizie politiche e giudiziarie di un qualunque telegiornale.
Non posso non condividere le idee e le intenzioni espresse; mi dà un senso di sollievo sapere che qualcosa finalmente si muove con l’intenzione di formulare un vero progetto (perché i vari indignatos rappresentano solo la rabbia della gente, non le possibili soluzioni).
Ma dal fondo di questa sensazione di sollievo, sento emergere un disagio: non si correrà il rischio di sottovalutare la forza di certi intrecci con i poteri forti? Non si correrà il rischio di “cambiare tutto, per non cambiare nulla” come ci insegna il Principe di Salina?
Credo che molti possano condividere le intenzioni espresse dal Sindaco Renzi. In particolare, personalmente, sono stato felicemente colpito dal riferimento all’idea di Bellezza (senza la quale andiamo poco lontano): chi cerca la Bellezza ed è coerente con sé stesso, infatti, non mette in essere azioni che qualcun altro dovrà poi scontare.
Ciò che ho letto è Bella Musica. Occorrerà però trovare i giusti suonatori capaci di suonare gli strumenti giusti (gli altri poteri) e, questo, è sempre l’aspetto più difficile in una qualsiasi Politica (la maiuscola è voluta). Ma, visto che fin’ora alcune delle cose promesse il Sindaco le ha fatte, perché non dare credito alle buone intenzioni espresse?
Se Nicola e Pensalibero parteciperanno, magari per poi spiegarci cosa è successo, potrei ancora prenotare un bel B&B in Centro a Firenze, che m’invoglia da quando ho letto, che è uno dei più quotati al Mondo, nel caso poi ci fosse la possibilità di entrare, con due figli Universitari, lo proporrei anche a loro, magari con mia moglie faremo anche qualche rottamatina negli Uffizi e Palazzo vecchio.
Non so se questo è abbastanza di sinistra, ma se Nicola e Pensalibero…