Evviva il risveglio dell’intelligenza !
E meno male che siamo ancora un Paese democratico in cui la libertà di pensiero è ritenuta valore da conquistare con orgoglio.
Evviva, quindi, gli studenti dell’Università La Sapienza di Roma che hanno democraticamente espresso il loro dissenso per la visita che avrebbe dovuto fare il Sig. Ratzinger presso il loro ateneo.
Altro che ideologia ! Altro che settarismo, On. Berlusconi !
Qui si parla di giovani consapevoli che l’essere anticlericali, oggi come ieri, equivale ad essere veri difensori della libertà da ogni ingerenza dogmatica ed autoritaria (così come essere anticomunisti ed antifascisti).
Il Papa dei cattolici Ratzinger ha peraltro raggiunto il picco dell’impopolarità nel nostro Paese anche fra i cattolici stessi.
Fra un voler tornare all’aborto clandestino attraverso fantomatiche moratorie alla Legge 194 utilizzando come grancassa mediatica Ferrara, Bondi e Pera; fra una benedizione a questo o quel leader di partito (specie se di sinistra….avete notato ?); fra un monito politico e l’altro sul come legiferare financo sul comportamento che i cittadini italiani devono tenere sotto le lenzuola….non possiamo certo biasimare il dissenso nei confronti del Vaticano.
E poi, ovvia: si pensava che i giovani d’oggi fossero tutti (o quasi) dei fancazzisti dediti solo al telefonino, ai programmini della De Filippi….ed invece si scopre, o meglio, si riscopre una generazione nuova: che si è stancata di vivere nel Medioevo dei Ratzinger, dei Berlusconi, dei Veltroni, dei Bertinotti, dei Fini e compagnia briscola.
Il nuovo dissenso giovanile seppellirà con una grassa risata codesta fuffa che non ha alcun valore da insegnare ad alcuno (anzi…) ?
Lo auspichiamo vivamente: nell’interesse di chi in Italia c’è e ci sarà e di libero pensiero si nutre e si nutrirà.
Luca Bagatin
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

Premesso che, nel merito, il dissenso nei confronti del pontefice è sempre legittimo, escluso che ci sia qualcuno di noi che possa aspirare ad una par condicio di ragioni da manifestare in pubblico con costui, si discuteva sulle modalità del dissenso, inopportuno quanto facilmente gestibile in progress, come s’è visto, dalle acute menti vaticane.
Poichè non è questo il luogo ove ingaggiare una competizione nel merito sulle posizioni di S.E. temo, come ha detto già correttamente Puccio, che è facile equivocare immaginando simmetrie tra professioni religiose e dottrine economiche o politiche, o auspicare sintonie integrali tra il vicario di Cristo, nell’esercizio delle sue funzioni, e l’uomo della strada.
Pur sforzandomi di capire le ragioni di Iosiph Vissarionovic, nel contesto di luogo e di tempo, quando si poneva il quesito sull’entità delle milizie papali, oggi come 20 anni fa mi è difficile addurre al teologo Ratzinger o alla religione cattolica il principale effetto oppiacea e soporifero per i popoli.
Senza muoverci dall’università avrei voluto sapere l’orientamento di massa (di studenti e professori) nei confronti delle baronie feudali e illiberali di tutti i colori che continuano a dettare legge cooptando parenti, clientes e somari in barba alla meritocrazia, ai cervelli e al buon senso.
La mediocrità è la quantità di letame che ci viene rovesciata quotidianamente addosso, inducendo pessimismo e calo a picco nel livello medio di aspettative generali come nella qualità degli studi (dai quindicenni ai laureati).
Francesco Attolico D.S.E. Puglia
attolico.dsepuglia@tele2.it
Carissimo Puccio ma allora all’inaugurazione dell’anno accademico di una università della Repubblica Italiana che cosa sarebbe dovuto andare a fare il Papa? una benedizione? Visto che coloro che l’hanno difeso hanno insistito tanto, anche giustamente, sul fatto che il Papa sia il massimo teologo vivente allora avrei visto come costruttivo ed interessante che si fosse svolto un dibattito accademico con posizioni diverse magari su un tema come fede e ragione. Non sarebbe stato molto istruttivo per professori e studenti? Già comprendo meno un monologo del Papa ma in ogni caso non ci sarebbe stato nulla di male se lui avesse parlato e ci fosse stato un gruppo che l’avesse contestato. Grave se il Governo non sia stato in grado di garantire al Papa la possibilità di partecipare ma mi sembra strano anche se in Italia è tutto possibile. Termino con il ricordo di un’antica protesta al Papa precedente Giovanni Paolo II. Nel 1986 Giovanni Paolo II visitò la Romagna e Ravenna: dovendo passare davanti all’antica Casa del Popolo del PRI dove risiede uno dei circoli repubblicani più antichi della Romagna ovvero il Circolo Mazzini il PRI ravennate decise il giorno prima di far chiudere tutte le finestre del palazzo(il palazzo è enorme ed è su tre piani..). Protesta civile ed intelligente di un tempo in cui i laici ancora contavano qualcosa.
Cara Cellino, le mie invettive si basano su un’esperienza di vita lontana dall’Italia ormai da 7 anni, in un Paese, la Francia, dove il Papa lo si vede in TV a Natale e a Pasqua.
Eppure , mai mi sognerei di essere anticlericale qui, visto che ognuno si fa gli affari propri, le religioni (tutte) sono totalmente separate dalle istituzioni politiche, tanto che il Presidente Sarkozy non si é mai dichiarato appartenente all’una o all’altra fede!
Lo spettacolino da teatro dei burattini all’angelus domenicale in Piazza San Pietro a Roma, con quasi tutta la classe politica italiana genuflessa, i “familyday” organizzati dai vescovi, in difesa di cosa é già perfettamente difeso e tutelato in Italia, mi fan ribollire di anticlericalismo, perché a questo portano i fatti italiani!
A me pare che finche i politici giochino coi credo religiosi, non mi interessa quali, e finché persone corrotte, colluse con la malavita, indagate dalla magistratura vadano a bracetto con vescovi e cardinali, finche tutto questo si pemetta che accada, l’Italia non potrà MAI risollevarsi economicamente e moralmente.
Chiedere subito e a gran voce l’abolizione del Concordato per porre fine a intrecci politico/economici tra il clero e la classe dirigente italiana, mi pare non sia anticlericalismo, bensi impedire che l’Italia diventi, se già non lo é, alla stregua delle Filippine, o di qualsiasi altro Paese nel mondo in cui la religione (musulmana, ebraica, o cattolica) fa rima e si confonde con lo Stato stesso.
Questo nell’interesse di tutte le fedi, nonché ovviamente di coloro che fede non hanno.
Come invettiva, caro Matacena, non c’è male. Però non mi sentirei di ricondurre la concezione laica della cultura e della società, per non dir della politica, ad un anticlericalismo totalizzante, altrimenti basterebbero quattro moccoli ben assestati [e in Toscana ne sono capaci] per passar da laici senza macchia e senza paura. Credo invece che su Pensalibero in diverse occasioni. come anche in questa, la gran parte dei partecipanti abbia espresso delle convinzioni ben lontane dall’oltranzismo, nel puro spirito della tolleranza costruttiva. Personalmente mi ritrovo più in questo versante.
Cartoni, io scrivero’ pure “male”, ma almeno sono chiaro, lei risulta indigesto come la peperonata alla sera, e incomprensibile!
le manca la semplicità nell’esposizione, e un abuso di ghirigori linguistici danno l’impressione che i suoi discorsi cadano sempre dall’alto di non si sa che!
Si guardi il TG1 delle 8 di oggi, 22 gennaio 2008, e vedrà che dopo pochi minuti, prima ancora dell’emergenza rifiuti (problema divenuto europeo…), si vedono i Cardinali Ruini e Bagnasco fare la loro predica attraverso la tv di stato, mentre a crisi di governo già iniziata, nono si ode neppure una frasetta di Prodi (che é solo il Presidente del Consiglio) e il Presidente, dico, della Repubblica, neppure compare sugli schermi!
Vergogna, solo vergogna, uno Stato gestito dal clero, e lei Cartoni che si arrampica sugli specchi per farci passare tutti come sessantottini rincretiniti! (io poi che nel 68 appana nascevo….)
Si risveglino dal loro torpore i veri laici italiani, e denuncino un TG di stato portavoce di vescovi e cardinali, in un paese che dal sud al centro nord affonda nell’immondizia, proprio la fine che si merita un Paese cosi.
ps , lei poi, Cartoni, si occupi di protestare per Firenze che orai é ridotta ad una latrina a cielo aperto, dove si piscia per strada, e scenda dalla sua torre d’avorio. Dove le religioni la fanno da padrone, qualsiasi religione, le ragione é messa in cantina, i politici fregano di piu’ le persone (facendo perno su credenze e sull’ignoranza del popolo), e il quadro dell’Italia di oggi non fa che confermare questa mia tesi, ormai l’Italia é divenuta una Repubblica Fondamentalista Cattolica che affonda nella monnezza.
“mi sarebbe piaciuto che si fosse svolto un confronto vero e non un monologo(per quello basta l’Angelus domenicale..)” Ho il sospetto ,perdonatemi l’inciso,.che il Baldini faccia un po’ di confusione tra una religione ed una teoria politica. Che non sappia ( o non voglia )distinguere tra una “discorso” di un Pontefice (o Capo di una confessione religiosa) e quello di un sindacalista ,o di un politico .Non posso comprendere simile atteggiamento,forse dovuto alla foga della posizione di critica. Il “confronto”di fede tra chi dovrebbe essere realizzato ?Certo ,apprezzo che Baldini magari segua l’Angelus domenicale ( o quanto meno sa cosa è ) , ma certo non tutti lo fanno . Perché togliere il diritto di predica (predica certo da discutere ,tra favorevoli e contrari all’argomento trattato ) come se fosse un’assurdità in sé? O certe affermazioni di laicismo tese solo a negare ,non sono presentate come atto di fede ?Senza avere la dignità di una religione. Perché la parola di una rappresentante religioso vuole portare comunque una speranza ( il superamento della realtà terrena ,in un “mondo nuovo,e diverso” ,com’è sempre stato sotto tutte le epoche ,culture e latitudini),mentre quella di un “laico” (c.d.) politico o sindacalista che sia si rivolge solo all’esistenza terrena ,in una contrapposizione di interessi superabile solo col prevalere di uno su l’altro . Con la forza o con la ragione. Non si può negare l’influenza “operativa” di una religione ,sul comportamento globale di una persona ,indipendentemente dagli interessi reali perseguiti . Certo si può contestare il fatto ,e si è liberi di farlo ; ma è contrapposizione di interessi , negazione di posizioni diverse ,accuse di ingerenza che denunciano solo incapacità e mancata consapevolezza di rispetto per l’altro.
Per il resto ,l’intolleranza è certamente ,in un contesto interpersonale,un brutto segnale ,perché individua una frattura nel tessuto sociale non superabile con idee “politiche”. Ma evidenzia solo uno scontro , di potere più che di ragione.
E lo “l’aspetto ipocrita e m e n z o gnie r o che regna sovrano in Italia” di cui scrive ( male !) il Matacena è la dimostrazione solo della incomprensione e prevaricazione di sentimenti propria di certi “ laicisti”. Che amano nascondersi dietro il simulacro della “ragione” , avendo ancora in mano il cappio con il quale strozzano la “ragionevolezza”. Che la “laicità dello Stato” sia perduta solo per il Concordato è tesi volutamente semplicistica ,tesa a propagandare la fede nelle COOP o nella voce del Partito . A me preoccupa solo questa confusione di idee ;perchè se dobbiamo limitarci a tenere i piedi per terra ,senza influenze religiose (oppio dei popoli ),la chiarezza nelle idee mi sembra l’unico viatico di salvezza.
Ripeto, vivendo in Italia evidentemente siete assuefatt dalla presenza continua e oppressiva del Papa nei media, ma forse dovreste disintossicarvi tutti quanti guardando un po’ di piu le televisioni europee! Il Papa, come la Bonino ha ben evidenziato, appare in TV piu’ del Presidente della Repubblica, questo solo dovrebbe bastare a far suonare il campanello d’allarme!
Si aboliscano i privilegi del Vaticano, si abolisca il Concordato, si ripristini una laicità dello Stato perduta da troppo tempo, e poi si potrà parlare di intolleranze, di gesti sopra le righe….
Fino ad oggi le intromissioni di campo, le esternazioni su ogni argomento sono peculiarità di questo Papa, e la classe politica, quasi tutta, tace, obbedisce e plaude.
Condivido il parere di Adalberto. Bisognerebbe ricordare a chi ha contestato, insieme agli ineffabili 67 cattedratici, che la concezione laica, non solo della politica, ma anche della società ha le sue radici culturali prima ancora che storiche ben lontane da quelle dello stalinismo. Aggiungo che non m’interessa assolutamente stabilire e soprattutto criticare se anche Ratzinger non sia stato coerente con questi principi: da quella parte non è richiesto e non ce l’aspettiamo ed è anche per questo che marchiamo le nostre differenze.
Ho l’impressione però che anche in campo socialista e laico si siano perse delle occasioni. Non per Pannella, che ormai non mi va più di prendere in considerazione, ma per Boselli che ha sviluppato un discorso sul filo del pasticcio che, francamente, non ho capito. Anche questa un’occasione persa.
Adalberto molti di coloro che hanno contestato la partecipazione del Papa(il quale non avrebbe partecipato ad un dibattito accademico secondo me molto interessante vista la caratura intellettuale della persona ma avrebbe svolto un monologo…) non c’entrano nulla con il pensiero liberale e con la storia di noi laici ma sono rottami del mondo ex comunista. Però non posso accettare la teoria che sia stato impedito al Papa di parlare alla Sapienza perchè ciò non corrisponde al vero: il Papa ha voluto sfruttare le contestazioni(che per quanto becere sono legittime…) per farne un caso mediatico di martirio dei cattolici in Italia(i cattolici e i cristiani in realtà vengono martirizzati da altre parti nel mondo ma non in Italia e forse sarebbe stato meglio che il Papa si trasferisse sei mesi nel Darfour per cercare di mettere in mezzo la sua persona tra i carnefici e le vittime…). Io credo che non ci sarebbe stato nulla di male se il Papa avesse parlato con fuori la gente che lo contestava: perchè non è mai successo in Italia? Ed invece si è voluto creare il caso del Papa che viene censurato. Io sono sempre per l’idea che ognuno debba essere libero di esprimere le proprie opinioni e cosi’ nel luogo della Sapienza mi sarebbe piaciuto che si fosse svolto un confronto vero e non un monologo(per quello basta l’Angelus domenicale..): ne avrebbero guadagnato sia i cattolici che i laici.
condivido e sottoscrivo pienamente lo scritto di Adalberto
Che dire, forse in Italia c’é ancora una speranza di laicità vera!
Aggiungo che i coniugi Mastella sono assidui frequentatori di Sua Santità, non han mai perso l’abitudine di recarsi alle sue celebrazioni, questo solo per sottolineare l’aspetto ipocrita e menzogniero che regna sovrano in Italia.
Condivido questo articolo.
Distinguere il metodo (parasquadrista) di impedimento del diritto di parola al teologo-pontefice Ratzinger dalla condivisione o meno delle sue posizioni in materia di riforma della L.194 è cosa opportuna.
A mio avviso tornare ritualmente all’impedimento del diritto di parola a C.L. nell’università, come fu anche per Lama, ripercorrendo la spirale violenta ed estremista dejà vu dell’ Autonomia Operaia nel 1977, è cosa di cui nessuno ha bisogno. Peggio, è frutto di sfocatura nell’analisi politico-culturale odierna, dove la querelle cattolici/laici non è certo la contraddizione più importante, come non vedo un muro e una barricata con milizie papali da un lato e anticlericali dall’altro.
Affinchè non si cada in una fondamentalista religione laicista non si può rifiutare a priori alcuna contraddizione, nè si può impugnare alcuna norma (la L.194 nella fattispecie) come un feticcio, un tabù.
Francesco Attolico (presidente Democrazia Sociale Euromediterranea Puglia)
attolico.dsepuglia@tele2.it
Caro Bagatin,…mi consenti?Tra le righe del tuo scritto appaiono idee buone e condivisibili.Sono le nostre idee:diverse,spesso,da quelle del Papa e della chiesa cattolica;contrarie,sempre,ai dogmi.Ma,proprio per questo,favorevoli,sempre e per loro natura,alla libera discussione,al confronto leale e ragionato, al dialogo che(noi ne siamo convinti)arricchisce i diversi interlocutori.Voltaire,Cavour, Croce sono i nostri Maestri.Chenon sono,invece,stati capiti,forse nemmeno letti,da quegli studenti(studenti?)romani per niente intelligenti e da quei 67 docenti..sedicenti.Noi laici,noi liberali,al contrario,li abbiamo letti,li abbiamo amati.Siamo,ci sentiamo cavouriani,crociani.E dunque,via,caro Bagatin,lasciamo dove meritano(in basso,molto in basso) le volgarità degli pseudo-laici e le bischerate degli Odifreddi e dei cosiddetti docenti del suo(basso,molto basso)livello.
Ora lo sappiamo : il Bagatin mette sulle sue bottiglie di grappa un etichetta con su scritto “libero pensiero” ! E beve a gogò…..