
Sono passati 40 giorni da quando sono arrivato in Italia. Durante questo periodo sono stato nella Riviera Ligure di Ponente, a Milano a fare lezione allo IULM, a Rimini per la Gran Loggia del Grande Oriente d’Italia, in Sicilia a far riscoprire ad un grande avvocato americano le sue lontane radici familiari a San Giuseppe Jato, poi a Palermo, Catania ed infine Taormina. A Catania siamo stati ricevuti dal Principe Moncada che ci ha fatto visitare i quartieri privati del suo Palazzo Biscari. Alcuni giorni a Cagliari alla scoperta di splendidi nuraghi. Poi, oltre a Roma, Firenze e Siena.
In queste localita’ ho avuto modo di presentare il mio ultimo libro dal titolo: W.D.C (sotto traccia), un thriller ambientato nella Washington segreta, ma non solo.
Il libro e’ stata l’occasione per instaurare con il pubblico un dialogo sull’America e sul futuro dell’Europa. Ma alla fine rampollava sempre una diffusa depressione di fondo per la crisi economica e morale nella quale si sta avvitando il Bel Paese. Parola d’ordine: “Non ci sono piu’ speranze, non sappiamo dove andare e cosa fare…”
Una litania dolorosa confermata dallo stillicidio di suicidi che vedono protagonisti purtroppo tanti imprenditori.
Chi scrive vive in una nazione-continente che negli ultimi anni ha patito le pene dell’inferno. Intorno alle citta’ grandi e piccole si sono formate tendopoli con miglaia di persone che nel giro di poco tempo avevano perduto, casa, lavoro, conto in banca ed erano andate a ingrossare il numero di quelli che vivono sotto i cartoni.
Ma in America la gente cerca di non piangersi addosso anche se ne avrebbe tutti i diritti. Gli Stati Uniti sono una nazione in cui si sente il pulsare delle energie. Si tratta forse dei nuovi arrivati legali e illegali che scaricano adrenalina nel Paese che li accoglie spesso di malavoglia. E solo perche’ certi lavori i giovani americani si rifiiutano di farli.
Nel nostro ampio girovagare per l’amata Italia invece l’atmosfera che abbiamo percepito e’ quella di uno stagno reso puteolente dalle esalazioni pestifere degli scandali che quotidianamente ammorbano l’immagine della politica e contribuiscono a far peggiorare l’umore generalizzato della gente.
Eppure, se paragonata all’America, l’Italia che ho vista dal nord al sud, nelle isole, passeggiando all’interno delle sue meravigliose citta’ medievali, e’ un paradiso per gli occhi, popolata da giovani donne dalla bellezza sfrontata e da tanti bei ragazzi rigorosamente atteggiati a ‘boro’ della suburra (capelli alla gelatina, baffetto e pizzetto, jeans strizzacoglioni, scarpino stile pilota di Formula 1). Un paradiso per lo stomaco con le sue cucine locali. Un paradiso per la mente con i suoi musei, l’architettura, i paesaggi.
Un’Italia dove e’ ancora piu’ che mai prevalente il ‘sembrare’ piuttosto che ‘l’essere’. Un’Italia dove i giovani che decidono di gettare il cuore al di la’ dell’ostacolo e se ne vanno all’estero a studiare o lavorare, sono ancora merce rara. Perche’ gli altri in maggioranza preferiscono stare all’ombra del campanile, farsi stirare le camicie dalla mamma e rubare alla vecchia zia i 50 euro per andare a ballare in discoteca da mezzanotte alle quattro.
Questo stupendo Paese, che nel corso dei secoli ha stupito il mondo con il talento dei suoi geni, sembra oggi avvitato e ripiegato su stesso, affetto da una sorta di atarassia che si esprime in una continua lamentazione contro il governo dei tecnici, contro le tasse che sono aumentate, contro la mancanza di posti di lavoro, contro la politica. Magari venisse l’uomo forte a rimettere a posto tutto, e via citando.
Sono lamenti giustificati da una situazione estremamente grave. Ma che rivelano da parte di molti la rabbia perche’ gli evasori fiscali vengono stanati sempre di piu’. Anche se un nostro amico che si intende di lotta all’evasione ci dice che per approntare un recupero dei 140 miliardi di euro sarebbe necessario varare un piano di potenziamento della Guardia di Finanza per migliaia di altri agenti-ispettori con un costo stratosferico per le casse dello Stato. Meglio dunque insistere sulle odiate imposte indirette che colpiscono tutti, soprattutto quelli a reddito fisso.
Ci hanno rubato anche il “Forza Italia! Ma siamo sicuri che questa splendida gente sapra’ ritro- vare un suo riscatto morale e recuperare il tempo perduto. Non sarebbe la prima volta nella lunga storia di questa nazione che continua ad essere in cima ai pensieri di milioni di persone in tutto il mondo.
Grande e Bella Italia: basta con gli antidepressivi che intontiscono. Avanti con le vitamine, il peperoncino e la voglia di vincere. Perche’ ce la farai. Lo sappiamo bene noi che viviamo lontano e ti guardiamo con lo sguardo rassegnato dell’innamorato solo ed ignorato.

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