
Ogni 27 gennaio ci chiedete di raccontarvi per l’ennesima volta cosa è successo. Di accompagnarvi nei campi, di leggere Primo Levi ad alta voce, di piangere insieme a scuola o in TV. Ma la verità è che la Giornata della Memoria non è per gli ebrei. È per voi. Per ricordarvi fin dove può arrivare la stupidità delle masse, la codardia, l’obbedienza cieca, il silenzio complice.
Noi non abbiamo bisogno di ricordare. Lo facciamo ogni giorno. Nei nomi dei nostri nonni cancellati, negli sguardi quando ci insultano per strada, nella kippah che molti ormai hanno paura di indossare.
La verità è che non ve la meritate più, questa Giornata della Memoria. Perché oggi che l’antisemitismo è di nuovo ovunque: nei bar, nei social, nei cortei “per la pace” non dite nulla. O peggio, trovate scuse. “Bisogna capire il contesto”, dite. “Non è antisemitismo, è critica a Israele”.
Siete gli stessi che mettono la rosa sul binario morto, ma che restano zitti quando un ebreo viene picchiato in autogrill. Gli stessi che postano “mai più” a gennaio e chiudono un occhio su ogni “maledetti ebrei” a novembre.
Allora basta. Tenetevela, la vostra memoria a orologeria. Noi continuiamo a ricordare, non per farvi sentire migliori, ma per sopravvivere ancora una volta alla vostra indifferenza.
E ricordate questa volta la pelle si venderà cara.
David Pacifici

la giornata della memoria serve, concordo, a ricordare, A TUTTI, a quale bestialitá e barbarie puó arrivare il genere umano. Direi che oggi, dopo quanto stanno facendo i nipoti delle vittime dell’olocausto, ha ancora più senso, ma solo se si trasforma nella giornata DELLE MEMORIE, per ricordarci delle vittime di TUTTI i genocidi e che, alla fine, siamo ancora tutti delle bestie. Ebrei compresi, che mi sembra facciano ancora parte del genere umano