• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Banche Centrali fuori controllo. Il sistema finanziario è irrevocabilmente compromesso.

di Gerardo Coco | 24 Maggio 2015

Il mercato dei titoli sovrani è vulnerabile. Un aumento dei tassi di interesse provocherebbe il crollo del mercato del credito

 

In un recente intervento al FMI, il presidente della BCE, Mario Draghi, provocato dalle critiche al quantitative easing (qe), ha risposto che la sua politica si è dimostrata più efficace del previsto (!) ma ha anche ammesso che «i bassi tassi di interesse inevitabilmente comportano qualche inefficienza nell’allocazione delle risorse». Qualche? Non si è accorto delle bolle che hanno creato nei mercati obbligazionari ed azionari? Non si è accorto che l’espansione dei bilanci delle banche centrali è perfettamente correlata a queste bolle? Non si è accorto dell’inflazione finanziaria e della deflazione nell’economia reale? Della volatilità, incertezza, distorsione dei mercati e del rischio sistemico che ne deriva? Introducendo tassi nominali negativi, Draghi notificava ai mercati: «D’ora in poi il debito vale più della liquidità immediata. Meno denaro contante in futuro vale di più del contante attuale». Soltanto lo Stregatto di Alice nel Paese delle Meraviglie poteva essere l’autore di questo paradosso. E’ invece è stata la trovata di un banchiere per risanare l’economia europea. Come abbiamo più volte scritto, non si crea industria e lavoro con tali espedienti. A cosa è servito infatti tutto il denaro creato fin’ora? A salvare temporaneamente il sistema finanziario europeo (ma a spese dei contribuenti), rinviando lo scoppio della bolla obbligazionaria e azionaria. Oggi le decisioni di investimento nei mercati globali sono prevalentemente orientate non a creare valore ma a evitarne la perdita. Probabili aumenti dei tassi provocherebbero un crollo epico del mercato del credito cioè della pietra angolare dell’edificio economico e finanziario. Da un credito efficiente dipende tutto: la nascita di nuove aziende, il mercato immobiliare, il consumo di beni durevoli, le pensioni e non ultimo la valuta stessa. Tuttavia per assolvere le sue funzioni, il credito deve rappresentare ricchezza autentica il che significa solvibilità del debitore. La solvibilità può essere garantita solo da solido collaterale. Ma la BCE con il qe ne sta facendo incetta aumentando l’insolvibilità sistemica.   

 

Segni premonitori

 

La funzionalità del mercato del credito dipende dai titoli sovrani considerati, in teoria, l’attività finanziaria più sicura in assoluto a cui tutte le altre fanno riferimento nel valutare il rischio del credito. Ora dieci giorni fa si è verificato un fatto eccezionale: la vendita in blocco di titoli sovrani, tedeschi, spagnoli, italiani, irlandesi, statunitensi e giapponesi con una perdita di capitale di quasi 450 miliardi di dollari. Con la discesa del prezzo sono aumentati i rendimenti. Il fatto ancora più eccezionale è che il rendimento dei bund tedeschi a 10 anni che si era attestato da anni sotto lo 0.05 è salito a 0.75. Quando mai si è visto un rendimento aumentare 15 volte in poche ore? (nel momento in cui scriviamo è a 0.61): un incremento anomalo sopratutto per il mercato tedesco, il più sicuro. Quali sono i motivi che hanno indotto gli investitori a sbarazzarsene? Erano stufi di parcheggiare il denaro in titoli che non rendono? Hanno avuto il timore della ricaduta del default del debito greco sull’eurozona? Oppure è il segnale di un cambiamento di aspettative, da deflazioniste a inflazioniste a seguito dell’aumento del prezzo del petrolio e della flessione del dollaro? Se chi detiene titoli con rendimenti infimi o addirittura negativi (che invece di rendere addirittura costano) percepisce un trend inflazionistico, li scarica immediatamente. Se i tassi aumentassero occorrerebbe più denaro per pagare i debiti, si liquiderebbero attività per fare cassa e i loro prezzi crollerebbero svalutando il collaterale. Il sistema del credito imploderebbe in 24 ore.  Il rialzo dei rendimenti segnala un trend o una correzione? E’ difficile stabilirlo quando è in gioco la dinamica inflazione/ deflazione che rende il mercato totalmente incerto. La vendita improvvisa dei bund si è anche associata ad un aumento della domanda di oro fisico: segno di aspettative inflazionistiche e di sfiducia nell’euro. Ma sopratutto della vulnerabilità dei titoli sovrani, cioè del mercato del credito. Le banche centrali sono il problema.

 

 

Le banche centrali possono fallire?

 

Il loro bilancio è pura finzione. Ad esempio, la Federal Reserve ha un capitale di $57.6 miliardi e un attivo di $4 cioè una leva finanziaria di 75 a 1. La BCE ha un capitale di €96 miliardi e un attivo di €2.9 trilioni cioè una leva di 40 a 1 e al completamento del qe supererà 50 a 1 (€1 di capitale per garantire €50 di debito). Basta una lieve flessione del valore dell’attivo per incenerire il capitale. Praticamente entrambe sono insolventi. Per capirci: quando nel 2008 Lehman Brothers è fallita, aveva una leva finanziaria di 30 a 1. E’ stata sufficiente una diminuzione del 3% per azzerarne il capitale. Nel caso della BCE basterebbe meno del 2%. Ma, si afferma, le banche centrali non possono fallire perché hanno il privilegio di aumentare a volontà l’attivo. Allora ricordiamo che nel 2008 la banca centrale islandese fallì e il governo riuscì a salvarla indebitandosi fino al 100% del PIL. Come potrebbero i governi europei salvare la BCE se sono quasi tutti in bancarotta? E’ un problema prospettico ma esiste. Ci spieghiamo. La moneta circolante posta al passivo del bilancio della BCE, è garantita all’attivo dai titoli sovrani il cui valore dipende dal tasso d’interesse manipolato dalla banca stessa. Ma se il mercato cominciasse a rifiutarli, sconfesserebbe l’attivo del bilancio e quindi anche il passivo rappresentato dalla valuta. La corona islandese ha perso in questo modo il 60% nei confronti dell’euro e del dollaro nel giro di qualche giorno. Supponiamo che il mercato si liberi di colpo dei 5 trilioni di titoli europei a tassi negativi. La BCE, per eliminare l’enorme pressione al rialzo sui tassi, dovrebbe acquistarli in massa, ma creerebbe nel bilancio una posta attiva che il mercato giudicherebbe poco attendibile. Pertanto anche la valuta perderebbe credibilità e il costo del debito in euro salirebbe a livelli elevatissimi. Il castello di carte finanziario crollerebbe trascinando la banca centrale. Un’analogia: Tizio ha preso in prestito 1000 da Caio e gli ha firmato una cambiale. Finché tutti hanno fiducia nella solvibilità di Tizio, la cambiale circola come valuta. Ma non appena la gente viene a sapere che Tizio ha problemi finanziari la cambiale perde valore all’istante e Caio il credito. Il fallimento di una banca centrale avviene nello stesso modo e si chiama «crisi valutaria» che, a sua volta, è conseguenza di un sistema irrevocabilmente compromesso.

Pubblicato in : Editoriale

Info Gerardo Coco

Laureato in economia all’Università Bocconi di Milano ha proseguito gli studi economici e finanziari al Politecnico di Huddersfield (UK). Ha una vasta esperienza in economia internazionale. Ha lavorato per diverse multinazionali in posizioni di responsabilità e ha costituito negli Stati Uniti una fondazione riconosciuta dalle Nazioni Unite per lo sviluppo economico nei paesi emergenti. Ha tenuto conferenze sullo sviluppo alla Columbia University di N.Y. al MIT di Boston e alle Nazioni Unite. E consulente industriale e membro del comitato scientifico dell’università Unimeier di Milano dove insegna di economia e finanza.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Piero

    29 Maggio 2015 alle 22:16

    Grazie, come sempre, pe l’ottima analisi. Rimane la speranza che qualcun altro apra gli occhi in tempo.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti