La edizione napoletana di “pensalibero”, con il quarto numero, assesta le sue pagine. Così si potranno leggere, i nuovi articolisti Ornella Tajani, Vincenzo Bonifiglio, Marzio Siracusa (che abbandona lo pseudo di Dani), Luciano Somma (che viene a curare la rubrica “napoli, proverbi e parole”). Si aggiunge la sezione di “storie diverse”, ma, soprattutto, ad avviso di questa redazione, si porta l’edizione napoletana di “pensalibero”, il magazine tutto, ad una attenzione di interesse internazionale con la rubrica “extra moenia”.
La edizione è “rigorosamente autonoma” –come ebbe a precisare Nicola Cariglia nell’annuncio dell’uscita del primo numero- e questa breve nota è opportuna a riaffermare, in tempi di agitazioni o di miscugli “politici”, la posizione ideologica delle pagine.
Che sono rigorosamente autonome nell’autonomia. Così che la proposta o la riflessione –il dissenso- che ciascuna può provocare rappresenta, sola, il nesso causale tra esse.
Tutto ciò significa che si cerca l’esplorazione di un nuovo non paradigmato; non censito, non esplorato, finanche non percepito o percepito con ritardo.
Non intressano le dichiarazioni, le sigle, le confederazioni, le federazioni, gli accordi di base, di programma, le formulazioni, le apotesosi: tutte configurate alla necrosi di un pensiero sociale individuale, umano che non c’è più. Lo si voglia o non.
Efficace, ritengo, la espressione usata dal nostro Fabio Amiranda: “Dopo la Tragedia, onoriamo la memoria risparmiandoci la Farsa”. Che in sè si promana dalla necessità di un dinamismo del vivere che si fondi sulle opportunità del contemporaneo.
Non si può più essere acquiscienti verso astrazioni di dibattito su posizioni pseudo-ideologiche –svuotate di significato dal presente della storia che si vive e si determina in ogni rivolo della esperienza tecnologica.
Non saremo, per questo, a Bertinoro. Non mescoleremo, improvvidamente, colori e sensazioni.
Non condivideremo ipotesi di sciacallaggio “politico”. Noi chiediamo di operare la Politica.
Saremo attenti a che non vada a disgregarsi e disperdersi il patrimonio di possibilità che è stato offerto da “pensalibero” e, quindi, da Nicola Cariglia.
Resteremo in questa “trincea” con le nostre idee “autonome nella autonomia”, forti di quel principio di laicità, sulle orme dell’ “enciclopedia” che, pure esprimendo tolleranza, non significa rinuncia. Anzi.
(f)

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