La candidatura di Napolitano alla Presidenza della Repubblica sta facendo passi avanti, anche nel centro destra. Lo diciamo subito: è un pericolo mortale. Se l’esponente ds passa, con il voto dell’opposizione, è la fine di ogni speranza di cambiamento. La prima repubblica, mai del tutto sopita, tornerebbe in auge. Proviamo a spiegarci. I cinque anni di governo Berlusconi non sono riusciti ad innescare il cambiamento, ma almeno sono andati nella direzione giusta. Tanti provvedimenti e tante scelte politiche, dalla legge Biagi a quella Moratti, dalla riaffermata e convinta collocazione atlantica dell’Italia alla lotta contro il terrorismo, hanno rappresentato un passo avanti sulla strada della modernizzazione politica dell’Italia. Non a caso molte di quelle scelte e di quelle collocazioni hanno registrato il freno di una parte della maggioranza e hanno scatenato la reazione violenta e di piazza dell’opposizione e dei soliti poteri forti che nell’arretratezza del Paese trovano terreno fertile per fare al meglio i propri interessi al di fuori di qualsiasi logica di mercato. Ora dopo la sconfitta elettorale per 24mila e 700 voti si aprono due strade per la parte del Paese che vuole davvero innovare. Una opposizione feroce e durissima che punta a far esplodere quanto prima le tante contraddizioni dell’Unione o un accordo politico forte su alcuni punti qualificanti che miri a non far arretrare l’Italia. A questo bivio si colloca l’elezione del Presidente della Repubblica. Se si sceglie la prima strada si aprono diverse varianti, in relazione a quanto dura si vuole fare l’opposizione. Si va da un candidato di bandiera a un uomo, come ad esempio quelli della ormai famosa rosa dei quattro, che sia comunque sensibile alle istanze del centro destra. Nella seconda ipotesi invece si contratta, più o meno alla luce del sole secondo la rilevanza che si vuole dare all’intesa, con il vero capo del centro sinistra: Massimo D’Alema. Una trattativa sulla base dei punti programmatici enunciati da Fassino, non solo per i contenuti degli stessi ma anche per il metodo, rappresenterebbe una rottura forte con la prassi costituzionale e quindi con i miasmi della prima repubblica.
Provate a rispondere a una domanda. Perché una parte del centro destra, che poi è sempre la stessa, vuole dire no a D’Alema e si a Napolitano? Non sono forse tutti e due esponenti dei ds? Non hanno forse tutti e due un alto profilo istituzionale? O davvero si vuole far finta di credere che la differenza stia nel fatto che Napolitano come senatore a vita non è stato eletto nelle liste della sinistra? Per favore non scherziamo. La verità è che con Napolitano, uomo moderato che si è sempre barcamenato fra opposte esigenze, tornerebbe in auge la melassa democristiana, come metodo e come cultura. Sarebbe la fine della parentesi berlusconiana con tutti i suoi errori certo e le sue incongruenze ma con il suo tendere vero e sincero ad un’Italia diversa, prevalentemente liberale e occidentale. Nella melassa democristiana, dove tutto si stempera e si annacqua, Casini e Rutelli potrebbero tranquillamente dialogare, Fini potrebbe giocare la sua partita, i poteri forti potrebbero continuare a fare i loro affari non nel mercato ma protetti dai rigori del mercato, i Ds potrebbero ancora rimandare scelte, come la definitiva accettazione della socialdemocrazia, che avrebbe un costo notevole dal punto di vista elettorale. Questo è il senso politico della candidatura di Napolitano. Per questo ci appelliamo a Silvio, a cui comunque abbiamo tanto da rimproverare per non aver fatto tutto quello che avrebbe dovuto fare nei cinque anni del suo governo. Per favore, spariglia le carte.
APPELLO A SILVIO: SPARIGLIA LE CARTE E AFFONDA NAPOLITANO
La verità è che con Napolitano, uomo moderato che si è sempre barcamenato fra opposte esigenze, tornerebbe in auge la melassa democristiana, come metodo e come cultura. Sarebbe la fine della parentesi berlusconiana con tutti i suoi errori certo e le sue incongruenze ma con il suo tendere vero e sincero ad un’Italia diversa, prevalentemente liberale e occidentale.

Il governo guidato dal sig. B. è stato di gran lunga il peggiore dal dopo guerra ad oggi. ha dilapidato una fortuna lasciando il popolo italiano, diviso come mai, e in braghedi tela.
chi non lo vede, è perche non lo vuol vedere, passi per quelli che col mal governo e la finanza creativa di Tremonti si sono arricchiti, mi fanno un poco pena gli altri , la stragrande maggioranza , mazziata e contenta. per fortuna, Prodi ha avuto il buon senso di dare un taglio netto.
L’Italia e gli itagliani, non avrebbero potuto reggere oltre, anche quelli che ancora non se ne sono accorti e l’hanno votato per non pagare tasse,ICI, rifiuti,ecc, come nel paese del Bengodi.solo nelle favole gli stati si reggono sui sogni anzicchè sulle imposte.
come si può essere così ciechi da non vedere i risultati negativi del governo uscente? non lo so,sta di fatto che se l’operato di Berlusconi fosse stato così buono avrebbe senz’altro vinto le ultime elezioni (cosa che non è successa).
I risultati negativi delle riforme si fanno già sentire,eccome se si fanno sentire,sono già passati un paio di anni dalla loro applicazione .
Quanto all’Iraq ho sempre considerato “terroristi” e mai “resistenti” i ribelli all’occupazione americana,sono molto distante dalle posizioni arcobaleniste pseudo-pacifiste dell’estrema sinistra,gli americani hanno fatto un grosso errore nel fare questa guerra che non ha fatto altro che foraggiare ed ingrossare il terrorismo islamico,e un più grosso errore è stato seguirli in questa avventura per scopi “umanitari” ufficalmente,per avere il massimo guadagno dai pozzi di petrolio di fatto.
Intanto hanno eletto Napolitano e da come l’avete descritto sembra la reincarnazione di Stalin,che Cossiga stia preparando una nuova Gladio??? :)
Non c’è niente di meno laico, in un laico, che sentirsi orfano e orfanello. Se poi il problema posto dall’editoriale è quello di sentirsi orfani della presunta lungimirante strategia politica, attuale, del Premier uscente, beh. sono abbastanza stupito che non si colga come il passo del Cavaliere è “impolitico”. E’ vero: questo Centrosinistra, rispetto al 1996 è più spostato a sinistra…per vincere ha imbarcato tutte le componenti che poteva, rispettando la immonda legge elettorale cripto-proporzionalista. Quello che è successo il 9 e 10 aprile è la conseguenza di un ritorno del pendolo dall’altra parte…anche perchè questi cinque anni di Governo Berlusconi hanno spostato l’asse politico dal Polo alla Cdl imbarcando quel fenomeno tra il politico e l’eversivo, fra il legale e il semilegale, il concreto e il folcloristico che è la Lega Nord…e le ragioni che la fecero nascere alla metà degli anni Ottanta come freccia per indebolire appunto la cosiddetta Prima Repubblica…proprio negli anni del trapasso da Craxi ad Andreotti. In questi cinque anni la componente liberale nella Cdl è diventata ultraminoritaria, mentre quella clericale è cresciuta al punto tale che il Presidente del Consiglio pur avendo attaccato frontalmente Fazio e i Fazisti poi li ha difesi…altro che stile craxiano irriverente e controcorrente. Del resto lo stesso Berlusconi che non è più come venne definito l’infante capriccioso della politica italiana…ma un politico aggressivo e fin troppo grintoso ha ammesso di non aver saputo tenere i rapporti con i radicali e di averli perduti (almeno un parte decisiva).
Personalmente avrei preferito che presidente fosse candidato e votato, al primo o secondo colpo, Monti o Amato. La Cdl però non ha neppure tentato di fare convergere nel primo o secondo turno i voti su questi nomi…per stanare il Centrosinistra. La verità è che Berlusconi e Bossi non erano disposti a votare quei candidati. Da parte sua D’Alema ha incassato una mezza sconfitta. Non una mezza vittoria. Perchè Napolitano, minoranza nel Pci di Longo, minoranza nel Pci di Berlinguer, minoranza nel Pds, minoranza nei Ds è fuori dalla “politica romana” dalla Prima Repubblica. Non mi risulta che sia stato un fine tessitore dei rapporti con la Dc, se mai come va ricordato in una sua celebre intervista degli anni Settanta, della necessità di ricomporre prima in un quadro di eurocomunismo e poi di eurosocialismo il distacco netto e definitivo con l’Urss. Si può imputare a Napolitano di non avere avuto abbastanza coraggio politico di “rompere” con il Pci come fecero invece i comunisti che a metà degli anni Ottanta scelsero il Psi…o meglio Craxi in persona, ma non si può utilizzare l’arma dell’anticomunismo come se fossimo prima del Muro di Berlino. Questo succede in pochi Stati del mondo. Se Berlusconi fosse stato lucido, cosa che indirettamente gli ha ricordato l’atlantico-atlantista-sardo Cossiga, avrebbe dovuto chiudere l’accordo con D’Alema la scorsa Bicamerale e diventare davvero, sia pure in un equilibrio davvero non perfetto, il perfetto interlocutore del potere bipolare. Questo non è stato possibile e non soltanto per colpa di D’Alema. Anzi. La Storia passa e non si ferma alle recriminazioni. A me non piace che Napolitano venga eletto al quarto scrutinio come alla vigilia delle ore 12 di oggi sembra. Devo però dire che se fossi un elettore laico e loico della Cdl mi porrei un problema molto semplice: come fare abdicare Berlusconi garantendone un’uscita d’onore dal ruolo di leader maximo? Come impedire che, prima o poi, siano gli “istituzionalisti” di Prima Repubblica: Casini e Fini a prendere in mano la leadership della Cdl? Problemi che la “managerialità” berlusconiana non si pone…perchè la differenza fra un politico di lunga lena, uno statista e un uomo di avventure, sia pure geniale è il tempo.
L’uno ha fatto una scelta di vita per conquistare e mantenere il potere, a prescindere dalla sua posizione d’impresa, l’altro pur avendo imparato ad amare il potere oltre che servirsene in abbondanti portate, pensa di essere lui il centro del mondo. Un re sole, in un Paese sfibrato, probabilmente già dentro da anni al suo lento e inesorabile crepuscolo come piccolo Stato-Nazione. Il fatto stesso che nella Cdl Berlusconi pensi di non fare i conti con l’Europa e l’Europeismo dimostra come si fidi di cattivi consiglieri, ma soprattutto non capisca come cambia e cambierà la natura del potere negli Stati Uniti nel giro di pochi anni. La sinistra che guida il Centrosinistra ancora “impasticcata” di tratti ideologici è un problema, ma continuare a pensare che Silvius sia l’uomo della Provvidenza e impedire che il suo declino coincida con la distruzione di un polo, necessario in una democrazia, di Centrodestra è un problema ancora più grande. Un problema che lascio volentieri ai reduci di grandi tradizioni ideali, incapaci di pensare al mondo che verrà e alla collocazione politica di prospettiva del nucleo di pensiero “moderno” dei socialisti, dei liberali…dei laici.
“Sarebbe la fine della parentesi berlusconiana con tutti i suoi errori certo e le sue incongruenze ma con il suo tendere vero e sincero ad un’Italia diversa, prevalentemente liberale e occidentale”…………..e questo sarebbe il “servilismo nei confronti di Berlusconi “ di cui portare vergogna ?!? Con soddisfazione per la situazione in cui ci troviamo ancora (da ierilaltro) e con la condanna “ al buio “ ( senza aspettare i risultati propri )delle riforme ( “Biagi “e “Moratti”); ed anche con la condanna per “ la morte di tanti poveri giovani mandati là……..in paesi dove regna l’anarchia assoluta ed il terrorismo islamico regna in grosse fette di territorio.”(ed in questa descrizione di quei Paesi ,non c’è una punta di razzismo ?Quale terrorismo? O non era “ resistenza “ -con la minuscola- contro l’invasore ?) …….come se le missioni di collaborazione come le nostre fossero esenti dai rischi normali ,andando in quei Paesi di anarchia e terrorismo ! Naturalmente la condanna “seminarese” non è per quei Paesi (dove muoiono anche turisti ,giornalisti e volontari ) ,ma per chi ci manda soldati……..
E’ la logica del Seminara che mi pare sarebbe degna di maggior pudore ! Come si dice a battuta,si può buttar semi buoni ma razzolare pessimamente !
La richiesta-auspicio di sparigliar le carte ,vista la situazione, mi sembra pienamente condivisibile .
concordo totalmente e riporto l’articolo sul ns. blog http://www.upl.ilcannocchiale.it
Questo servilismo nei confronti di Berlusconi è a dir poco vergognoso per un periodico informatico che si definisce indipendente dai due poli e si propone di costituire una terza forza.
Altrettanto vergognosa è l’esaltazione dell’operato del governo Berlusconi,che tutto è stato tranne che buono in quanto la riforma Biagi ha portato più precariato e disoccupazione (la mia sicilia ne è un tragico esempio),la riforma Moratti ha diminuito i finanziamenti alle scuole pubbliche ed aumentato quelli alle scuole private (e cioè confessionali cosa che dei laici come voi non possono ignorare) nonchè una netta diminuzione dei fondi per le ricerche scientifiche che ha aumentato notevolmente il fenomeno della “fuga dei cervelli” ,inoltre l’aiuto degli americani in iraq ed afganistan ha portato la morte di tanti poveri giovani mandati la per sorvegliare i pozzi di petrolio dai quali dovremmo trarre vantaggio (anzichè investire sui motori ad idrogeno ) ,in paesi dove regna l’anarchia assoluta ed il terrorismo islamico regna in grosse fette di territorio.
SONO Totalmente d’accordo sul contenuto dell’articolo.
Dai su, realismo. E’ tutta una manovra. Con un Presidente della Repubblica ed uno della Camera COMUNISTI (e con la C maiuscola…) emuleremo finalmente CUBA, il turismo crescerà e finalmente torneranno a risplender le stelle..