È stato forse l’unico caso in Italia di un giornalista che sapeva di sport e sapeva di politica culturale.

La prima, come napoletano (essendolo anche io), perché Ghirelli faceva parte di un ‘covo’ che si era creato all’interno di un liceo, l’‘Umberto’. Di esso facevano parte Giorgio Napolitano, Francesco Rosi, Raffaele La Capria. Questi i ‘ragazzi’ poi emigrati a Roma. E Ghirelli aveva conservato sempre quella cultura particolare che costituiva la vera ricchezza di Napoli.
La seconda ragione. Io definirei Ghirelli uno specialissimo ‘comunicatore’, perché in realtà è stato molto di più di un giornalista. Aveva cominciato addirittura a farlo nel 1944 da ‘Radio Bologna Libera’, una emittente voluta dagli americani della V Armata. E poi come giornalista in vari quotidiani.
È stato direttore del Globo, del Corriere dello Sport, dell’Avanti! e del Tg2. Ma queste ‘direzioni’ corrispondevano fedelmente a dei ‘transiti’, ideali e politici, che lo portarono dall’essere comunista a divenire socialista. Una frattura avvenuta con la rivolta ungherese del ’56, schiacciata con i carri armati dall’Unione Sovietica.
Ecco perché l’ho definito comunicatore. È stato forse l’unico caso in Italia di un giornalista che sapeva di sport e sapeva di politica culturale. Ma Ghirelli ha comunicato anche come portavoce di Pertini e di Craxi, sempre con grande sapienza ed equilibrio. Per passare poi dall’Avanti! alla direzione del Tg2.
La terza ragione del mio particolare ricordo è quella di Ghirelli ‘socialista’. Lo è diventato innanzitutto con una reale crisi di coscienza nei riguardi del comunismo. Un approdo quindi sincero, essendo state le ragioni della libertà alla base della sua scelta.
Pur essendo stato ai vertici della ‘comunicazione’ socialista, non si era mai ‘iscritto’ ad una corrente, a un gruppo. Era un autentico ‘battitore’ libero. Anche nelle ultime tormentate fasi che hanno visto il declino socialista, non è mai mancato ad appuntamenti importanti in cui si discutevano le ragioni del riformismo socialista. E il ricordo di Giorgio Napolitano, non ha nulla di ufficiale. Non a caso scrive il Presidente: “Non ci siamo mai persi di vista”.
Insomma una bella figura di socialista dei giorni nostri. Perciò lo ricordiamo con affetto e sincero riconoscimento di quanto Ghirelli ha rappresentato. E di questi giorni non è cosa molto frequente.

Lascia un commento